<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928</id><updated>2011-07-07T23:24:22.774-07:00</updated><category term='storia'/><category term='salute e medicina'/><category term='politica'/><category term='filosofia'/><category term='poesia'/><category term='misteri'/><category term='America'/><category term='teologia'/><category term='Altre religioni'/><category term='Sionismo'/><title type='text'>Il Mare della Bellezza</title><subtitle type='html'>L'Islam, l'uomo, il mondo: 
un viaggio tra Cielo e Terra alla ricerca di Dio e di se stessi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-1486027209448532945</id><published>2010-03-26T12:33:00.000-07:00</published><updated>2010-03-30T12:25:27.528-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>L'Islam e la questione della violenza - di Seyyed Hossein Nasr</title><content type='html'>Nonostante la presenza della violenza in molte regioni del mondo, a partire dall'Irlanda al Libano fino al bacino del Pacifico, e coinvolgente molte religioni, dal cristianesimo all'induismo, il mondo occidentale associa l'Islam , più di ogni altra religione, alla violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conquista musulmana della Spagna, le Crociate - che non furono cominciate dai musulmani - e la dominazione ottomana dell'Europa orientale hanno prodotto un ricordo dell'Islam legato alla forza e al potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' importante analizzare questa questione chiaramente, ricordando che la parola &lt;em&gt;Islam &lt;/em&gt;in se stessa significa "pace", e che la storia dell'Islam certamente non è stata testimone di violenza maggiore di quella che si può trovare in altre civiltà, in particolare quella occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto segue, comunque, è la religione islamica nei suoi principi ed ideali di cui soprattutto tratteremo, e non di fatti o eventi particolari relativi al dominio della contingenza storica,appartenente ad un inquadramento dell’Islam nel piano della storia umana. Prima di tutto, è necessario definire cosa intendiamo per “violenza”. Ci sono diverse definizioni nel dizionario che possono essere annoverate, quali “forza repentina ed intensa”, “forza fisica o azione rude o offensiva”, “esercizio di forza ingiusto o privo di garanzie specialmente per i diritti altrui”, “veemenza rude o immediata” ed infine “danno risultante dalla distorsione di un significato o di un evento”: se queste definizioni per ““violenza” sono accettate, allora si può porre la questione di come l’Islam sia messo in relazione a queste definizioni. Per quanto riguarda la “forza”, l’Islam non si oppone completamente al suo uso ma piuttosto cerca di controllarla alla luce della Legge Divina (ash-Shari’a). Questo mondo è tale che la forza in esso si trova ovunque, nella natura come nella società, tra gli uomini quanto nell’anima umana. L’obiettivo dell’Islam è stabilire un equilibrio in questo campo di tensione di varie forze. La concezione islamica della giustizia in sé è legata all’equilibrio, il termine “giustizia” in Arabo (al-‘adl) essendo etimologicamente in relazione al termine “equilibrio” (ta’adul). Tutta la forza, usata sotto la guida della Legge Divina, con l’obiettivo di ristabilire un equilibrio che è stato distrutto, è accettata e di fatto necessaria, poiché implica la difesa e l’instaurazione della giustizia. Inoltre non usare la forza in questo modo equivale a diventare preda di altre forze, le quali non possono far altro che aumentare lo squilibrio ed il disordine, conducendo ad una maggiore ingiustizia. &lt;br /&gt;Se tale uso della forza sia rapido e intenso o misurato, dipende dalle circostanze, ma in tutti i casi la forza può essere usata solo con l’obiettivo di instaurare equilibrio ed armonia e non per ragioni personali e settarie, identificate con gli interessi di una persona o di un gruppo particolare. Includendo il “mondo” e non escludendo “il regno di Cesare”, l’Islam se ne assume la responsabilità, in cui la forza è presente. Ma in virtù dello stesso fatto ha limitato l’uso della forza e nonostante tutte le guerre, le invasioni e gli attacchi che ha sperimentato, è stato in grado di creare un’atmosfera di pace e tranquillità, che può essere ancora avvertita in qualunque luogo qualcosa del tradizionale mondo islamico sopravviva.&lt;br /&gt;La pace che domina il cortile di una moschea o di un giardino, che sia in Marrakesh o Lahore, non è casuale ma è il risultato del controllo della forza, avente l’obiettivo di instaurare quell’armonia che risulta dall’equilibrio delle forze, siano esse naturali, sociali o psicologiche.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il significato di “violenza” quale “forza fisica o azione rude o offensiva”, la Legge Islamica si oppone ad ogni uso in questo senso, eccetto in caso di guerra o per punire i criminali secondo la Shari’a. Persino in guerra, comunque, infliggere una qualsiasi offesa alle donne e ai bambini è proibito, come l’uso della forza contro civili. Solo i combattenti sul campo di battaglia devono essere affrontati con la forza ed è solo contro di loro che la forza fisica offensiva può essere usata. Infliggere offese, al di fuori di questo contesto o della punizione di criminali secondo i dettami della Shari’a ed il parere di un giudice, è completamente proibito dalla Legge Islamica. Quando si tratta della violenza nel senso dell’uso di una forza ingiusta contro le leggi ed i diritti altrui, l’Islam si oppone totalmente ad essa. I diritti degli esseri umani sono definiti dalla Legge Islamica e sono protetti da questa Legge, che include non solo i musulmani ma anche i seguaci di altre religioni che sono considerati ‘Gente del Libro’ (ahl-al-kitab). Se comunque c’è una violazione nella società islamica, ciò non è dovuto ai precetti dell’Islam ma alla imperfezione dei ricettori umani del messaggio divino. L’uomo è uomo ovunque possa trovarsi e nessuna religione può neutralizzare completamente le imperfezioni inerenti alla natura di uomo caduto. Ciò che è da sottolineare, comunque, non è che qualche violenza in questo senso del termine esista nelle società islamiche, ma che nonostante così tanti fattori sociali ed economici negativi aggravati dall’avvento del colonialismo, della sovrappopolazione, dell’industrializzazione, della modernizzazione convergenti nel dissesto culturale, e tanti altri elementi, c’è meno violenza ed esercizio ingiusto della forza contro gli altri in molti paesi islamici che nell’Occidente industrializzato. L’Islam contrasta totalmente anche la violenza intesa come “veemenza rude e fuori misura”. La prospettiva dell’Islam è basata sulla moderazione e la sua moralità è fondata sul principio di evitare gli estremi e mantenere l’aureo mezzo. Nulla è più alieno alla prospettiva islamica della veemenza, per non parlare della “veemenza fuori misura”. Persino se si deve usare la forza, ciò deve avvenire sulla base della moderazione. Infine se per violenza si intende “distorsione di significato o di un evento, determinante un danno agli altri”, l’Islam si oppone completamente ad essa. L’Islam è basato sulla Verità che salva e che trova la sua suprema espressione nella testimonianza di fede, la ilaha illa ‘Llah (Non vi è altra divinità all’infuori di Iddio). Ogni distorsione della verità è contraria agli insegnamenti basilari della religione, persino se nessuno ne fosse influenzato. Quanto più è contraria agli insegnamenti del Qur’an e alla tradizione del Profeta (S) una distorsione che determini un danno!&lt;br /&gt;In conclusione va enfatizzato che dal momento che l’Islam abbraccia la totalità della vita e non distingue tra sacro e profano, deve prendere in considerazione la forza e il potere che di fatto caratterizzano il mondo. Ma l’Islam, volgendo l’uso della forza in direzione della creazione dell’equilibrio e dell’armonia, la limita e contrasta la violenza quale aggressione ai diritti, tanto di Dio quanto delle Sue creature, come definiti dalla Legge Divina.&lt;br /&gt;L’obiettivo dell’Islam è il raggiungimento della pace ma questa pace può essere realizzata solo attraverso lo sforzo (jihad) e l’uso della forza, che comincia col disciplinare se stessi e conduce a vivere nel mondo in accordo con i dettami della Shari’a. L’Islam cerca di rendere l’uomo capace di vivere secondo la sua natura teomorfica e di non violare tale natura. L’Islam permette l’uso della forza solo nella misura in cui contrasti quella tendenza centrifuga che volge l’uomo contro ciò che egli è nella sua realtà interiore. L’uso della forza può essere permesso solo nel senso di neutralizzare la violazione della nostra specifica natura e il caos che è risultato dalla perdita dell’equilibrio. Ma un tale uso della forza non è in realtà violenza comunemente intesa. Esso è l’esercizio della volontà e dello sforzo umani, volti a conformarsi al volere di Dio. Da questa sottomissione (taslim) deriva la pace (salam), da cui Islam, e solo attraverso questo Islam la violenza, generata all’interno della natura di uomo caduto, può essere controllata e la bestia interiore sottomessa, in modo che l’uomo viva in pace con se stesso e con il mondo in quanto vive in pace con Dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-1486027209448532945?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.al-islam.org/al-serat/islamandviolence.htm' title='L&apos;Islam e la questione della violenza - di Seyyed Hossein Nasr'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/1486027209448532945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=1486027209448532945' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/1486027209448532945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/1486027209448532945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2010/03/lislam-e-questione-della-violenza-di.html' title='L&apos;Islam e la questione della violenza - di Seyyed Hossein Nasr'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-1015864368590401577</id><published>2009-02-03T08:26:00.000-08:00</published><updated>2009-02-03T08:33:59.930-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='misteri'/><title type='text'>La storia di Adamo ed Eva nel Corano</title><content type='html'>Il sacro Corano non dichiara esplicitamente se Adamo fosse stato effettivamente il primo essere umano a essere stato creato da Iddio Onnipotente. Piuttosto, quello che viene dichiarato, è che Iddio disse agli angeli di essere in procinto di creare un essere umano dalla terra:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E quando il tuo signore disse agli angeli: - Invero sto per creare un uomo sulla terra - ”.&lt;a name="_ftnref1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(1)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine che è stato tradotto con la parola &lt;em&gt;uomo&lt;/em&gt; nel versetto sopraccitato è &lt;em&gt;bashar&lt;/em&gt; che etimologicamente porta con sé il significato di “pelle”. Ciò potrebbe indicare che altri esseri viventi fossero vissuti in precedenza nonostante non sappiamo se siano tutt’oggi vivi o si siano estinti nel corso della storia. In ogni caso, ciò che senza ombra di dubbio se ne deduce dai versetti coranici è che Adamo venne creato dalla terra. Iddio parla addirittura di uno stadio che precedette tale creazione terrena:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Invero il caso di Gesù presso Iddio è come quello di Adamo: Egli lo creò dalla polvere”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(2)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi Adamo venne creato da polvere la quale, successivamente, divenne terra. In un altro versetto Iddio afferma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E creammo l’uomo da una terra tintinnante [originatasi] da fango invecchiato”. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(3)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine &lt;em&gt;hama°&lt;/em&gt;, che è stato tradotto con la parola &lt;em&gt;fango&lt;/em&gt;, indica un tipo di terreno scuro e opaco. Il sacro Corano afferma che questo tipo di fango sia stato invecchiato (masnun). Il termine &lt;em&gt;masnun&lt;/em&gt; in questo caso indica qualcosa sottoposto a una determinata condizione per uno o più anni. Il risultato di questo fango invecchiato fu una terra tintinnante (salsal), ossia un materiale simile al coccio, come Iddio lo descrive nel seguente versetto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“[Iddio] creò l’uomo da una terra tintinnante simile al coccio”. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(4)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che se ne ricava dai vari versetti del sacro Corano è che la creazione di Adamo fu soggetta a vari stadi di un processo specifico che durò, perlomeno, diversi anni.&lt;br /&gt;Dalla stessa terra da cui Iddio creò Adamo, creò anche Eva. La storia biblica sostenente che Eva fosse stata create da una costola di Adamo non viene citata nel sacro Corano nonostante sia stata tramandata da alcune fonti non-Sciite. Non esistono comunque evidenze schiaccianti a favore di una tale tesi e le tradizioni degli Imam infallibili l’hanno esplicitamente negata.&lt;br /&gt;Poi Adamo venne, ben presto, nominato “califfo” da Iddio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando il tuo Signore disse agli angeli:- Invero sto per nominare un califfo sulla terra-. Essi dissero:- Vi nominerai chi vi porterà la corruzione e spargerà il sangue mentre noi Ti glorifichiamo lodandoti e Ti santifichiamo?-” &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(5)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È degno di nota il fatto che gli angeli fossero rimasti sorpresi non appena seppero che un bashar sarebbe divenuto un califfo (khalifah) sulla terra. Questo fatto potrebbe far pensare ulteriormente alla possibilità dell’esistenza di “esseri di pelle” (bashar) che vissero prima di Adamo, i quali però erano privi del potenziale spirituale dell’uomo. Sarebbe quindi per questa ragione che gli angeli dicono: "mentre noi ti glorifichiamo lodandoti e ti santifichiamo?-". Naturalmente gli angeli non erano coscienti della portata spirituale di questa nuova creazione.&lt;br /&gt;Attraverso un’analisi più profonda di questo versetto è possibile asserire che gli angeli pensassero che la posizione di califfo sulla terra implicasse la glorificazione, la lode e la santificazione d’Iddio, mentre l’essere umano avrebbe soltanto potuto spargervi il sangue. È anche possibile ritenere che gli angeli avessero pensato che uno di loro avrebbe dovuto essere il califfo sulla terra data la loro obbedienza assoluta ai comandamenti divini. Infatti –nonostante si narri che alcuni angeli abbiano occasionalmente fallito nel protrarre certi comandamenti divini – è certo che altri non pecchino mai, poiché il sacro Corano afferma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh voi che credete! Preservatevi, voi e le vostre famiglie, da un fuoco il cui combustibile sono uomini e pietre, ove vi sono angeli severi e potenti che non disobbediscono a ciò che Iddio ha ordinato loro”. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(6)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, Iddio disse agli angeli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Invero Io so quello che voi non sapete” &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(7)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi Iddio insegnò tutti i nomi divini ad Adamo, alcuni dei quali non erano conosciuti dagli stessi angeli, e che Adamo introdusse loro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ed insegnò ad Adamo i nomi, tutti quanti, poi li presentò agli angeli”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(8)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È degno di nota il fatto che il primo pronome nel versetto citato è femminile, riferito quindi ai nomi di entità non pensanti. Il secondo pronome appare comunque nella forma maschile plurale e quindi si riferisce ad esseri pensanti. Ciò significa che Adamo non introdusse i meri nomi (asma’) agli angeli ma bensì, anche e soprattutto, i ‘nominati’ (musammiat). In accordo ad alcune tradizioni questi esseri erano luci (anwar) e spiriti (ashbah): la prima manifestazione del Profeta Muhammad, Alì, Fatima, Hasan e Husayn. È stato riportato che l’Inviato d’Iddio abbia detto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh servi d’Iddio! Quando Adamo vide la radiante luce dietro alla sua schiena – quando Iddio mosse i nostri spiriti dalla vetta del Trono sulla sua schiena – [Adamo] vide una luce senza che vi distinguesse gli spiriti. [Egli disse]:- Oh mio Signore! Cosa sono queste luci?-.[E Iddio] disse:-Si tratta di luci e spiriti che abbiamo mosso dalla più nobile posizione del mio Trono sulla tua schiena. […]. Questi spiriti sono il meglio della Mia creazione. Questo è Muhammad ed Io sono il lodato per quello che ho fatto. Questo è °Ali è Io sono l’Altissimo, il Supremo. Questa è Fatima ed Io sono l’Iniziatore dei cieli e della terra e Colui che separerà i Miei nemici nel Giorno della misericordia e della divisione. Questi sono Hasan e Husayn e Io sono il Benefattore. Ho reso possibile [l’esistenza di] questi nomi attraverso il Mio Nome”. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(9)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In accordo a questa prospettiva l’ultimo dei profeti e la sua famiglia possedevano già una realtà archetipa pre-esistente la quale sarebbe stata la manifestazione più sublime della creazione d’Iddio. Questo tipo di manifestazione teofanica è il mezzo di intermediazione più importante tra il credente ordinario e Iddio. Tale realtà sublime si manifesterà poi negli esseri umani veri e propri - in carne ed ossa – affinché il loro ruolo sia un’indicazione chiara ed evidente per l’umanità durante il viaggio spirituale attraverso i regni superiori.&lt;br /&gt;Ovviamente non è Iddio che si incarna negli spiriti e, in seguito, in esseri umani, poiché una tale concezione non è altro che un’impossibilità logica e metafisica. Piuttosto è il Suo Nome – attraverso il Suo volere manifesto di essere conosciuto – che gradualmente assume una forma sempre più comprensibile per l’intelletto umano.&lt;br /&gt;A motivo della natura sublime di Adamo, Iddio chiese agli angeli di prostrarsi davanti ad Adamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E quando dicemmo agli angeli:- Prostratevi innanzi ad Adamo-. Essi si prostrarono all’infuori di Iblis il quale rifiutò ed agì con arroganza e divenne uno dei miscredenti”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(10)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto concerne la natura di Iblis, alcuni hanno sostenuto che si trattasse di un angelo a motivo dell’espressione “Essi si prostrano all’infuori di Iblis”. Tale opinione è però errata poiché non solo il sacro Corano non afferma esplicitamente che Iblis fosse un angelo ma dice anzi che fosse un jinn:&lt;br /&gt;“Quando dicemmo agli angeli:- Prostratevi innanzi ad Adamo-. Essi si prostrarono all’infuori di Iblis, che era uno dei jinn, e trasgredì il comando del suo Signore. Volete prendere lui e la sua progenie come intimi [compagni] nonostante siano vostri nemici?”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(11)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine &lt;em&gt;jinn&lt;/em&gt; significa etimologicamente “qualcosa che è nascosta”. Per questo motivo chi ha cercato di provare che Iblis fosse un angelo ha dichiarato che tale termine, anche se utilizzato nel sacro Corano, può indicare sia un angelo che un vero è proprio jinn. Comunque l’espressione“volete prendere lui e la sua progenie” non lascia dubbi al riguardo, poiché è ben noto che gli angeli non possiedano un sesso e, quindi, non possano riprodursi.&lt;br /&gt;Iddio afferma che Adamo e sua moglie vissero inizialmente in un “giardino”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dicemmo:- Oh Adamo! Abita con la tua consorte nel giardino-”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(12)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vari esegeti differiscono nell’interpretazione della natura di suddetto giardino. Alcuni affermano che si trattasse di un giardino paradisiaco. Tale opinione non è molto convincente poiché è ben risaputo che il paradiso sia un fenomeno eterno. Inoltre nel paradiso non esiste nessun tipo di responsabilità (taklif), cosa che invece pare sia esistita in questo giardino, anche se in forma sottile e particolare come avremo modo di notare di seguito. Altri esegeti affermano che si tratti di un giardino presente nel nostro stesso mondo. L’opinione più corretta afferma comunque che si sia trattato di un giardino nei pressi del regno di barzakh sebbene non totalmente immerso in esso. Dunque il sacro Corano afferma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Poi Satana li fece scivolare”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(13)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un essere umano non commette nessun peccato, questi può testimoniare realtà che le altre persone non riescono a percepire. Non appena, però, un uomo o una donna commettono il più lieve dei peccati e degli errori, perdono tale stato. Quindi si può ben dire che fu il giardino a scomparire immediatamente dalla presenza di Adamo ed Eva ed essi non poterono godere più del loro privilegio spirituale.&lt;br /&gt;Per quanto concerne il peccato di Adamo, il sacro Corano afferma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Adamo disobbedì al suo Signore. Poi il suo Signore lo scelse, si volse a lui e lo guidò”. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(14)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo punto da dover essere menzionato in riferimento a questo argomento riguarda il tipo di peccato commesso da Adamo. Infatti si deve tenere in considerazione che il giardino in cui risiedevano Adamo ed Eva era privo di leggi o restrizioni nel senso lato, poiché non solo non era stata rivelata ancora alcuna shari’ah ma la natura stessa del giardino non era adatta alla loro applicazione. Di conseguenza la loro disobbedienza può venire descritta come una “negligenza nei confronti di ciò che è più desiderabile” (tark awla). Non a caso i versetti in questione affermano che fu proprio dopo il peccato di Adamo che Iddio lo guidò e non c’è dubbio sul fatto che senza guida divina, l’uomo possiede sempre una giustificazione per il suo comportamento e azioni innanzi all’Altissimo.&lt;br /&gt;L’unico problema al riguardo è l’espressione d’Iddio quando dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non avvicinatevi a quest’albero altrimenti sareste dei trasgressori”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(15)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è possibile che Iddio abbia emesso un comando in un giardino privo di guida o legislazione? Nei libri di principi di giurisprudenza Islamica un comando è “Una richiesta di [fare o non fare] un’azione [proveniente] da un [essere di] grado superiore nei confronti di un [essere di] grado inferiore”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(16)&lt;/a&gt; Comunque questa richiesta viene intesa obbligatoria soltanto quando non vi è alcuna evidenza per una raccomandazione .&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(17)&lt;/a&gt; Il termine trasgressori in sé stesso non indica una proibizione, né un atto sconsigliato, né una negazione di ciò che è più desiderabile, poiché esso può essere applicato in ognuno di questi casi. Comunque l’assenza di una guida divina è una prova sufficiente per l’assenza di una possibile proibizione. Supporre che un comando relativo ad un obbligo possa essere emesso senza una guida non avrebbe alcun senso.&lt;br /&gt;Alcuni esegeti hanno suggerito che l’errore di Adamo fu dovuto alla sua gelosia nell’osservare lo status dell’ultimo Profeta, Alì, Fatimah, Hasan e Husayn mentre realizzava la sua inferiorità. Varie tradizioni degli Imam infallibili sostengono tale teoria e aggiungono che l’albero proibito era, infatti, l’“albero dell’invidia”. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(18)&lt;/a&gt; Altri hanno sostenuto l’impossibilità di una tale tesi poiché sarebbe in contraddizione con il sacro Corano che afferma invece che si sarebbe trattato dell’albero dell’immortalità:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“[Satana disse loro]:- Il vostro Signore vi ha proibito questo albero affinché non diventiate angeli o immortali-. E giurò loro: - Io sono per voi un buon consigliere-. Così li condusse alla perdizione attraverso l’inganno” .&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(19)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, non esiste nessuna contraddizione tra il desiderio di Adamo di diventare immortale e la realtà che è stata attribuita all’albero dell’invidia. Adamo ed Eva erano felici della loro vita nel giardino e coltivavano in loro il desiderio di viverci per sempre. Non appena Satana scoprì questo loro punto debole, sussurrò loro l’atto peggiore che avrebbero potuto compiere. Questa fu la “disobbedienza” di Adamo ed Eva.&lt;br /&gt;Dopo “Adamo ricevette alcune parole dal suo Signore e si volse a lui pentito”&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(20)&lt;/a&gt;, e, con sua moglie, abitò nella terra per un certo periodo di tempo, diventò un profeta per l’umanità ed ebbe dei figli. Iddio disse ai suoi discendenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Oh figli di Adamo! Vi abbiamo fatto scendere una veste per coprire la vostra nudità e per adornamento. Ma la veste della taqwa è migliore. […]. Oh figli di Adamo! Non lasciate farvi tentare da Satana alla stregua di come ha fatto espellere i vostri genitori dal paradiso strappandogli la loro veste ed esponendoli alla loro nudità” &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(21)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un primo approccio, parrebbe che il sacro Corano confermi parzialmente la storia biblica di Adamo ed Eva nel giardino che, dopo aver mangiato il frutto dall’albero proibito, realizzarono di essere nudi e senza vestiti: “Poi entrambi aprirono gli occhi e compresero di essere nudi”. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(22)&lt;/a&gt; Comunque la Bibbia non fa nessuna menzione della“veste della taqwa” e continua dicendo: “E Iddio continuò a chiamare l’uomo dicendogli:- Dove sei?-. E infine disse:- Ho udito la Tua voce nel giardino ma avevo paura a motivo della mia nudità e quindi mi sono nascosto-. Allora disse:- Come fai a sapere della tua nudità? E’ forse a causa dell’albero da cui ti ho ordinato di non mangiare?-”.&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftn1#_ftn1"&gt;(23)&lt;/a&gt; Il sacro Corano, invece, rimarca la parte più importante di questa storia che non viene citata nella Bibbia ossia afferma che“la veste della taqwa è migliore”. E’ stata proprio questa veste che Satana strappò da Adamo ed Eva mentre si trovavano nel giardino e che Iddio gli rimandò dopo il loro pentimento.&lt;br /&gt;Quello che nel sacro Corano viene definito la caduta di Adamo ed Eva fu, in ogni caso, un atto necessario ed indispensabile affinché l’essere umano discendesse nella sua condizione di vita sulla terra e potesse, in questo modo, iniziare il viaggio di ascesa verso Iddio Altissimo e raggiungere la sua perfezione ultima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note&lt;br /&gt;&lt;a name="_ftn1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(1)&lt;/a&gt; Il sacro Corano: (Sad:71). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(2)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (Ali ‘Imran:59). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(3)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Hijr:26). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(4)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Rahman:14). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(5)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:30). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(6)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Tahrim:6). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(7)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:30). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(8)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:31). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(9)&lt;/a&gt; “Tafsir al-Safi”, vol. 1, p. 115 &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(10)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:35). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(11)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Kahf:50). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(12)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:35). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(13)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:36). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(14)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (Ta Ha: 121-122). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(15)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:35). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(16)&lt;/a&gt; “Mabadi’ Usul Fiqh” dello Shaykh ‘Abdul-Hadi al-Fadhli, p. 40. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(17)&lt;/a&gt; “Usul al-Fiqh” dell’Ayatullah Muhammad Ridha Muzaffar, (vol. 1 e 2), p. 59. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(18)&lt;/a&gt; “Tafsir al-Safi”, vol. 1, p. 117. &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(19)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-A’raf:20-21). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(20)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-Baqarah:37). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(21)&lt;/a&gt; Il sacro Corano (al-A’raf:26-27). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(22)&lt;/a&gt; La Bibbia (Genesi 3:7). &lt;a href="http://www.islamshia.org/articolo.php?ids=147#_ftnref1#_ftnref1"&gt;(23)&lt;/a&gt; La Bibbia (Genesi: 3:9-11).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da &lt;a href="http://www.islamshia.org/"&gt;http://www.islamshia.org/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-1015864368590401577?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/1015864368590401577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=1015864368590401577' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/1015864368590401577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/1015864368590401577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2009/02/la-storia-di-adamo-ed-eva-nel-corano.html' title='La storia di Adamo ed Eva nel Corano'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-6526853632581998719</id><published>2009-01-31T12:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-31T13:07:51.934-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salute e medicina'/><title type='text'>Alcol, sostanza tossica...e droga legale</title><content type='html'>Come moltissimi sanno, l'Islam proibisce di ingerire bevande alcoliche (vino, birra, ecc), ma anche di produrle e commerciarle. L'assoluta astinenza, oltre che la non frequentazione di luoghi specificatamente adibiti al consumo di alcol (pub, discoteche, ecc), caratterizzano dunque il comportamento di ogni buon musulmano. Questa ostilità nei confronti dell'alcol e di ogni attività sociale e commerciale che abbia con esso a che fare è spesso vista come un segno di fanatismo. Eppure molti sembrano ignorare che....&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'alcol non è un alimento, perché il corpo non ne ha bisogno&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ma è una sostanza tossica, e quindi dannosa per l'organismo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'alcol è una droga legale: una sostanza è definita droga dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, quando porta dipendenza, crisi di astinenza e problemi nei rapporti sociali, familiari e del lavoro. Quindi l'alcol è una droga. I dati che riguardano il problema alcol sono catastrofici: l'alcolismo è un problema sommerso che uccide fino a 60 volte più dell'eroina. 5 milioni di italiani abusano di alcolici e 1/5 di loro, 1 milione, sono alcolisti. Ogni anno abbiamo 30.000 morti causati direttamente dall'alcol, ed altrettanti come morti indiretti (guida in stato di ebbrezza, suicidi, omicidi). Anche i bambini vengono coinvolti loro malgrado, infatti 3.000 bambini all'anno nascono con sindrome feto alcolica. Le affezioni più gravi che colpiscono gli alcolisti sono la cirrosi epatica, il cancro all'apparato digerente, malattie cardiocircolatorie, tubercolosi e ipertensione, l'aggravamento dell'osteoporosi. Ma non è finita: in 35 incidenti stradali su 100, in oltre metà degli omicidi, in 1/4 dei suicidi, nel 20% degli infortuni sul lavoro, compare come concausa l'alcol. I costi economici e sociali di questo problema sono drammatici, e totalmente passati sotto silenzio:&lt;br /&gt;·         quasi il 10% dei ricoveri sono legati al bere&lt;br /&gt;·         dal 20 al 30% dei costi sanitari sono dovuti a patologie legate all'alcol&lt;br /&gt;·         più di 25 milioni di giornate lavorative perse&lt;br /&gt;·         oltre 4 miliardi di lacrime versate dai familiari degli alcolisti ogni anno&lt;br /&gt;               &lt;br /&gt;Ma che cosa è l'alcol? L'alcol etilico, o etanolo, è una sostanza liquida ed incolore che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. Le bevande alcoliche sono tutte quelle che contengono alcol etilico in una determinata concentrazione indicata per legge nella etichetta della bottiglia. Per gli effetti che provoca sull'uomo, l'alcol è una droga infatti esso:&lt;br /&gt;Ha potere psicoattivo: altera il funzionamento del sistema nervoso centrale&lt;br /&gt;Può dare dipendenza fisica e psichica: caratterizzata dall'incapacità di controllare l'assunzione di alcol nonostante il verificarsi di conseguenze negative&lt;br /&gt;Dà assuefazione: per ottenero lo stesso effetto bisogna aumentare costantemente la dose&lt;br /&gt;Ha conseguenze sul piano individuale, sociale, e familiare. &lt;/div&gt;II consumo di alcol fa parte della nostra storia e cultura, è diffuso in tutti gli strati sociali e generalmente è associato al festeggiamento, alla gioia, al divertimento.&lt;br /&gt;L'Italia è uno dei primi paesi produttori di vino al mondo, il commercio di alcolici rappresenta una parte importante del nostro reddito e siamo ai primi posti per il consumo medio pro capite di alcol anidro. La nostra cultura ci insegna che quando si parla di alcol è solo un problema di quantità, ma è proprio così? Da trenta anni a questa parte le dosi consentite di sicurezza continuano a calare, la dose stabilita oggi non va bene domani; anche la cosiddette piccole quantità possono produrre danni; è comunque facile aumentare progressivamente la dose senza quasi accorgersene.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alcuni pregiudizi e luoghi comuni sull'alcol.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Essi generalmente discendono dalla percezione che si ha degli effetti disinibitori dell'alcol sul nostro sistema nervoso, e dal fatto che la nostra cultura del bere ci dice: "Così fanno tutti", "Così si è sempre fatto", "Non bere è essere diversi"; e la pubblicità ci dice che l'alcol è solo un amico: dà successo e sicurezza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol aumenta la forza?&lt;br /&gt;No, in realtà in chi assume bevande alcoliche le capacità cerebrali e motorie sono da subito ridotte.Inoltre tramite una azione diretta sulla muscolatura scheletrica la sostanza può anche provocare danni acuti o cronici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol fa buon sangue?&lt;br /&gt;Non è vero: tipica degli alcolisti è l'anemia ovvero carenza di globuli rossi nel sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol protegge dal freddo?&lt;br /&gt;L'alcol provoca dilatazione dei vasi della cute ciò provoca una sensazione di calore, ma anche una maggiore velocità di dispersione del calore corporeo. La conseguenza è una diminuzione della capacità del corpo di sopportare il freddo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol fa bene in caso di malessere?&lt;br /&gt;No: l'alcol è un vaosodilatatore e può aggravare i collassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol stimola e dà sicurezza?&lt;br /&gt;In realtà l'alcol deprime il nostro sistema nervoso centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol è un cardiotonico?&lt;br /&gt;Secondo la tradizione bere un alcolico migliora la nostra circolazione sanguigna. E' vero il contrario, bere piccole quantità a lungo andare aumenta la pressione arteriosa di 5mmHg e il bere a rischio può essere causa di “miocardiopatia alcolica”: una sofferenza del muscolo cardiaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol aumenta la virilità?&lt;br /&gt;Sempre per effetto dell'alcol sul sistema nervoso centrale abbiamo un calo dell'ormone LH che stimola ormoni maschili nell'uomo e femminili nella donna; Inoltre dopo una singola dose di alcol, esiste già la possibilità di una riduzione dell'ormone testosterone ed anche della capacità di erezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste una quantità modica e una quantità eccessiva?&lt;br /&gt;Spesso si fanno delle distinzioni tra uso e abuso di sostanze (ad esempio tra una quantità moderata di alcol ed una eccessiva). In realtà da sempre esistono discrepanze tra i vari limiti di moderazione proposti nel corso del tempo. Nessuno parla oggi di uso moderato ed abuso di eroina, mentre per l'alcol, in parte viene accettato il concetto di uso non dannoso. Questo significa che il concetto di moderazione è strettamente collegato al contesto culturale. Per questo anche l'Organizzazione mondiale della sanità tende a distinguere tra un uso cosiddetto a rischio ed un uso ad alto rischio.Tanto maggiore sarà l'uso della sostanza quanto più alti saranno i rischi per la salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Problemi e patologie&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I problemi e le patologie alcolcorrelati sono tutti quei disagi dovuti all'assunzione episodica o continuativa di bevande alcoliche. Possono essere di varia natura ed influenzano molti aspetti della vita.&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Problemi relazionali: difficoltà nei rapposti interpersonali (famiglia, amicizie, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Quando in una famiglia c'è un problema connesso all'uso di alcol si modificano ruoli e funzioni, rendendo più difficile lo stare insieme quotidiano, si comunica con difficoltà e con rancore, i rapporti e i ruoli cambiano, e i rimproveri, le colpe, cadono sul familiare accusato di bere che si sente così escluso e svalutato.Possono accadere episodi di violenza di vario tipo, che, in alcuni casi, si protraggono nel tempo.Anche il lavoro ne risente: stanchezza, difficoltà di concentrazione, piccoli incidenti, distrazioni, assenze dal lavoro rischiano di compromettere il rapporto con i colleghi e lo stesso ruolo professionale e con esso rischiano la stabilità economica e sociale dell'intera famiglia.Non solo cambiano i ruoli e i rapporti all'interno della famiglia, ma anche quelli della famiglia con la comunità. Cominciano a diradarsi i contatti con gli amici e i colleghi.Altrettanto succede per le attività sportive o di svago, che sono da sempre un modo per socializzare e stare insieme agli altri. Cambia il ritmo e talvolta il tenore di vita e diventa difficile fare programmi insieme.La famiglia comincia ad isolarsi e purtroppo viene anche isolata dalla comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Problemi sociali: difficoltà sul lavoro, episodi di violenza, infortuni, incidenti automobilistici, ecc.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;L'effetto di perdita di controllo indotto dall'alcol è alla base di numerosi episodi di violenza (risse, aggressioni, ecc.).Inoltre l'attenuazione dei riflessi può avere gravissime conseguenze per quanto riguarda incidenti e infortuni. Si stima che in Italia il 10% (pari a 100.000 infortuni all'anno, di cui 150 mortali) degli incidenti sul lavoro siano da attribuire all'assunzione di alcol.Sulle strade il 46% degli incidenti vede l'alcol come responsabile principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Problemi fisici e mentali&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Cuore e vasi: miocardiopatia alcolica, ipertensione arteriosa, accellerazione dell'arteriosclerosiFegato: steatosi, epatite acuta cronica, cirrosiApparato riproduttivo: ridotta fertilità, diminuzione del desiderio sessuale, alterazioni ormonali (femminilizzazione nel maschio)Bocca esofago: esofagiti, infiammazioni, varici, tumoreStomaco: gastriti, ulcere, tumoreIntestino: cattivo assorbimento, diarreaPancreas: pancreatite acuta e cronicaE nel nostro cervello: danni psichici e neurologici&lt;br /&gt;Allucinosi: grave malattia psichica con allucinazioni soprattutto uditive, con voci minacciose, insultanti, persecutorie&lt;br /&gt;Delirio cronico di gelosia: pensa il partner con altri/e e sogna di vendicarsi.. finisce per trasformarsi in malattia psichica&lt;br /&gt;Delirio tremens: è un disturbo caratterizzato da: profonda confusione, tremori, allucinazioni&lt;br /&gt;Traumi cranici: con possibili ematomi al cervello&lt;br /&gt;Epilessia: perdita di coscienza, convulsioni, incontinenza e disorientamento&lt;br /&gt;Atrofia cerebrale: il cervello si riduce di volume e progressivamente si riducono la memoria, l'identità, l'affettività&lt;br /&gt;Polineurite alcolica: dolori notturni, formicolii, disturbi motori fino all'incapacità di muoversi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I problemi correlati al bere particolare rischiano di aumentare o diminuire in modo proporzionale alla crescita o alla riduzione dei consumi individuali e dell'intera comunità.&lt;br /&gt;Secondo la cultura corrente, le persone con un forte legame con l'alcol e con numerosi problemi alcol correlati sembrerebbero appartenere a determinate categorie sociali, presentare personalità particolari o addirittura essere geneticamente predisposte.In realtà se il concetto di ereditarietà è più legato alla trasmissione ai figli di un determinato comportamento nei confronti dell'alcol (ereditarietà comportamentale, non genetica), le ricerche fatte sugli alcolisti, mostrano che non esistono persone che per le loro caratteristiche psicologiche sociali, genetiche o di altra natura sono destinate all'alcolismo. Chiunque per una serie non prevedibile di fattori può correre il rischio di presentare problemi alcolcorrelati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, dunque, un solo comportamento è raccomandabile, logico e naturale: astenersi completamente dalle bevande alcoliche...per noi stessi, per la società, per il benessere dell'umanità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Liberamente tratto da &lt;a href="http://www.alcoldrogalegale.com/"&gt;www.alcoldrogalegale.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-6526853632581998719?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/6526853632581998719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=6526853632581998719' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6526853632581998719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6526853632581998719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2009/01/alcol-sostanza-tossicae-droga-legale.html' title='Alcol, sostanza tossica...e droga legale'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-4486131742829084929</id><published>2009-01-31T04:25:00.000-08:00</published><updated>2009-01-31T04:28:28.949-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sionismo'/><title type='text'>Paolo Barnard: Il tradimento degli intellettuali</title><content type='html'>Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza che inizia così: “Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani”.&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;Il compianto Edward Said, palestinese  e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato “The Treason of the Intellectuals” (il tradimento degli intellettuali).  Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste d’America di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette - che non vedono, non sentono, non parlano - al cospetto dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dell’era contemporanea.&lt;br /&gt;E di tradimento si tratta, senza ombra di dubbio, e cioè tradimento della propria coscienza, delle proprie facoltà intellettive, e del proprio mestiere. Gli intellettuali infatti hanno a disposizione, al contrario delle persone comuni, ogni mezzo per sapere, per approfondire.  Ma nel caso dei 60 anni di conflitto israelo-palestinese, con la mole schiacciate e autorevole di documenti, di prove e di testimonianze che inchiodano lo Stato ebraico, non sapere e non pronunciarsi può essere solo disonestà e vigliaccheria. Poiché in quella tragedia la sproporzione fra i rispettivi torti è così colossale che non riconoscere nel Sionismo e in Israele un “torto marcio”, una colpa grottescamente e atrocemente superiore a qualsiasi cosa la parte araba abbia mai fatto o stia oggi facendo, è ignobile. E’ un tradimento della più elementare pietas, del cuore stesso dei Diritti dell’Uomo e della legalità moderna. E’ complicità, sì, com-pli-ci-tà nei crimini ebraici in Palestina. Leggete più sotto.&lt;br /&gt;I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dell’ala ‘progressista’. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati dell’instancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo ‘il potere della lobby ebraica’, la carriera, o simili.&lt;br /&gt;Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene, superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche, del terrorismo. Molto superiore.&lt;br /&gt;Perché una cosa sia chiara a tutti: l’unica speranza di porre fine alla barbarie in Palestina sta nella presa di posizione decisa dell’opinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un intero popolo innocente e prigioniero nell’indifferenza del mondo che conta, quando non con la sua attiva partecipazione. Ma se gli intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se cioè non sono disposti a riconoscere ciò che l’evidenza della Storia gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di chiamarla pubblicamente col suo nome, che è: Pulizia Etnica dei palestinesi, mai si arriverà alla pace laggiù. E l’orrore continua. Essi, di quegli orrori, hanno una piena e primaria corresponsabilità.&lt;br /&gt;L’evidenza della Storia di cui parlo è in primo luogo: che il progetto sionista di una ‘casa nazionale’ ebraica in Palestina nacque alla fine del XIX secolo con la precisa intenzione di cancellare dalla ‘Grande Israele’ biblica la presenza araba, attraverso l’uso di qualsiasi mezzo, dall’inganno alla strage, dalla spoliazione violenta alla guerra diretta, fino al terrorismo senza freni. I palestinesi erano condannati a priori nel progetto sionista, e lo furono 40 anni prima dell’Olocausto. Quel progetto è oggi il medesimo, i metodi sono ancor più sadici e rivoltanti, e Israele tenterà di non fermarsi di fronte a nulla e a nessuno nella sua opera di Pulizia Etnica della Palestina. Questo accadde, sta accadendo e accadrà. Questo va detto, illustrato con la sua mole schiacciante di prove autorevoli, va gridato con urgenza, affinché il pubblico apra finalmente gli occhi e possa agire per fermare la barbarie.&lt;br /&gt;In secondo luogo: che la violenza araba-palestinese, per quanto assassina e ingiustificabile (ma non incomprensibile), è una reazione, REAZIONE, disperata e convulsa, a oltre un secolo di progetto sionista come sopra descritto, in particolare a 60 anni di orrori inflitti dallo Stato d’Israele ai civili palestinesi, atrocità talmente scioccanti dall’aver costretto la Commissione dell’ONU per i Diritti Umani a chiamare per ben tre volte le condotte di Israele “un insulto all’Umanità” (1977, 1985, 2000). La differenza è cruciale: REAGIRE con violenza a violenze immensamente superiori e durate decenni, non è AGIRE violenza. E’ immorale oltre ogni immaginazione invertire i ruoli di vittima e carnefice nel conflitto israelo-palestinese, ed è quello che sempre accade. E’ immorale condannare il “terrorismo alla spicciolata” di Hamas e ignorare del tutto il Grande terrorismo israeliano.&lt;br /&gt;Le prove. Non posso ricopiare qui migliaia di documenti, citazioni, libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence americana e inglese, dell’ONU, delle maggiori organizzazioni per i Diritti Umani del mondo, di intellettuali e politici e testimoni ebrei, e tanto altro, che dimostrano oltre ogni dubbio quanto da me scritto. Quelle prove sono però facilmente consultabili poiché raccolte per voi e rigorosamente referenziate in libri come “La Pulizia Etnica della Palestina”, di Ilan Pappe, Fazi ed.,  o “Pity The Nation”, di Robert Fisk, Oxford University Press, e “Perché ci Odiano”, Paolo Barnard, Rizzoli BUR, fra i tantissimi. O consultabili nei siti &lt;a href="http://www.btselem.org/index.asp"&gt;http://www.btselem.org/index.asp&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.jewishvoiceforpeace.org/"&gt;http://www.jewishvoiceforpeace.org&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://zope.gush-shalom.org/index_en.html"&gt;http://zope.gush-shalom.org/index_en.html&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.kibush.co.il/"&gt;http://www.kibush.co.il&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://rhr.israel.net/"&gt;http://rhr.israel.net&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://otherisrael.home.igc.org/"&gt;http://otherisrael.home.igc.org&lt;/a&gt;. O ancora leggendo gli archivi di Amnesty International o Human Rights Watch, o ne “La Questione Palestinese” della libreria delle Nazioni Unite a New York.&lt;br /&gt;E torno al “tradimento degli intellettuali” nostrani. Vi sono aspetti di quel fenomeno che sono fin disperanti. Il primo è l’ignoranza in materia di conflitto israelo-palestinese di alcuni di quei personaggi, Marco Travaglio per primo; un’ignoranza non scusabile, per le ragioni dette sopra, ma anche ‘sospetta’ in diversi casi.&lt;br /&gt;Un secondo aspetto è l’ipocrisia: l’evidenza di cui sopra è soverchiante nel descrivere Israele come uno Stato innanzi tutto razzista, poi criminale di guerra, poi terrorista, poi Canaglia, poi persino neonazista nelle sue condotte come potere occupante. Ricordo il 17 novembre 1948, quando Aharon Cizling, allora ministro dell’agricoltura della neonata Israele, sorta sui massacri dei palestinesi innocenti, disse: “Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti, e tutta la mia anima ne è scossa”. Ricordo Albert Einstein, che sul New York Times del dicembre 1948 definì l’emergere delle forze di Menachem Begin (futuro premier d’Israele) in Palestina come “un partito fascista per il quale il terrorismo e la menzogna sono gli strumenti”. Ricordo Ephrahim Katzir, futuro presidente di Israele, che nel 1948 mise a punto un veleno chimico per accecare i palestinesi, e ne raccomandò l’uso nel giugno di quell’anno. Ricordo Ariel Sharon, che sarà premier, e che nel 1953 fu condannato per terrorismo dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU con la risoluzione 101, dopo che ebbe rinchiuso intere famiglie palestinesi nelle loro abitazioni facendole esplodere. Ricordo l’ambasciatore israeliano all’ONU, Abba Eban, che nel 1981 disse a Menachem Begin: “Il quadro che emerge è di un Israele che selvaggiamente infligge ogni possibile orrore di morte e di angoscia alle popolazioni civili, in una atmosfera che ci ricorda regimi che né io né il signor Begin oseremmo citare per nome”. Ricordo la risoluzione ONU A/RES/37/123, che nel dicembre del 1982 definì il massacro dei palestinesi a Sabra e Chatila sotto la “personale responsabilità di Ariel Sharon” un “atto di genocidio”. Ricordo le parole dello Special Rapporteur dell’ONU per i Diritti Umani, il sudafricano John Dugard, che nel febbraio del 2007 scrisse che l’occupazione israeliana era Apartheid razzista sui palestinesi, e che Israele doveva essere processata dalla Corte di Giustizia dell’Aja. Ricordo le parole dell'intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein, i cui genitori furono vittime dell’Olocausto: “Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.” Ricordo che esistono prove soverchianti che Israele usa bambini come scudi umani; che lascia morire gli ammalati ai posti di blocco; che manda i soldati a distruggere i macchinari medici nei derelitti ospedali palestinesi; che viola dal 1967 tutte le Convenzioni di Ginevra e i Principi di Norimberga; che ammazza i sospettati senza processo e con loro centinai di innocenti; che punisce collettivamente un milione e mezzo di civili esattamente come Saddam Hussein fece con le sue minoranze shiite; che massacra 19.000 o 1.000 civili a piacimento in Libano (1982, 2006) e poi reclama lo status di vittima del ‘terrorismo’. Ricordo che il Piano di Spartizione della Palestina del 1947 fu rigettato da Ben Gurion prima ancora che l'ONU lo adottasse, e che esso privava i palestinesi di ogni risorsa importante (dai Diari di Ben Gurion). Ricordo che la guerra arabo-israeliana del 1948 fu una farsa dove mai l’esercito ebraico fu in pericolo di sconfitta, tanto è vero che Ben Gurion diresse in quei mesi i suoi soldati migliori alla pulizia etnica dei palestinesi (sempre dai Diari di Ben Gurion); che la guerra dei Sei Giorni nel 1967 fu un’altra menzogna, dove ancora Israele sapeva in aticipo di vincere facilmente “in 7 giorni”, come disse il capo del Mossad Meir Amit a McNamara a Washington prima delle ostilità, e mentre l’egiziano Nasser tentava disperatamente di mediare una pace (dagli archivi desecretati della Johnson Library, USA); che gli incontri di Camp David nel 2000 furono un inganno per distruggere Arafat, come ho dimostrato in “Perché ci Odiano” intervistando i mediatori di Clinton; che i governi di Israele hanno redatto 4 piani in sei anni per la distruzione dell'Autorità Palestinese sancita dagli accordi di Oslo mentre fingevano di volere la pace (nomi: Fields of Thorns, Dagan, The Destruction of the PA, ed Eitam); che la tregua con Hamas che ha preceduto l’aggressione a Gaza fu rotta da Israele per prima il 4 novembre del 2008 (The Guardian, 5/11/08 – Ha’aretz, 30/12/08), con l’assassino di 6 palestinesi. E queste sono solo briciole della mole di menzogne che ci hanno raccontato da sempre sulla 'epopea' sionista.&lt;br /&gt;Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto: “Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”. E ancora: “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”. Quell'uomo pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dell’OLP, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dell’esplosione del primo razzo Qassam su Sderot in Israele.&lt;br /&gt;Ricordo ai nostri ‘intellettuali’ di andarle a leggere queste cose, che sono in libreria accessibili a tutti, prima di emettere sentenze.&lt;br /&gt;E l’ipocrisia sta nel fatto che questi negazionisti di tali orrori storici possono scrivere le enormità che scrivono sulla tragedia di Gaza, sulla Pulizia Etnica dei palestinesi, e possono dichiararsi filo-israeliani “appassionati” (Travaglio) senza essere ricoperti di vergogna dal mondo della cultura, dai giornalisti e dai politici come lo sarebbe chiunque negasse in pubblico l’orrore patito per decenni dalle  vittime dell’Apartheid sudafricana, o i massacri di pulizia etnica di Srebrenica e in tutta la ex Jugoslavia.&lt;br /&gt;Il mio appello a questi colti mistificatori è: continuare a seppellire sotto un oceano di menzogne, di ipocrisia, sotto l’indifferenza allo strazio infinito di un popolo, sotto la vostra paura o la vostra convenienza, la grottesca sproporzione fra il torto di Israele e quello palestinese, causa e causerà ancora morti, agonie, inferno in terra per esseri umani come noi, palestinesi e israeliani. Sono più di cento anni che il nostro mondo li sta umiliando, tradendo, derubando, straziando, con Israele come suo sicario. Sono 60 anni che chiamiamo quelle vittime “terroristi” e i terroristi “vittime”. Questo è orribile, contorce le coscienze. Non ci meravigliamo poi se i palestinesi e i loro sostenitori nel mondo islamico finiscono per odiarci. Dio sa quanta ragione hanno, cari 'intellettuali'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Barnard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gennaio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86"&gt;http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-4486131742829084929?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86' title='Paolo Barnard: Il tradimento degli intellettuali'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/4486131742829084929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=4486131742829084929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/4486131742829084929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/4486131742829084929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2009/01/paolo-barnard-il-tradimento-degli.html' title='Paolo Barnard: Il tradimento degli intellettuali'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-6594879700430531280</id><published>2009-01-19T11:36:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T11:38:52.820-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sionismo'/><title type='text'>Paolo Barnard: Salvare Gaza?</title><content type='html'>SALVARE GAZA?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Paolo Barnard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ECCO QUELLO CHE IL 99% DEI CITTADINI COMUNI SA DEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gli ebrei sopravvissuti all’Olocausto nazista e a persecuzioni storiche, tentarono di ottenere una loro terra sicura nella biblica Palestina, dove fondarono comunità pacifiche e religiose. Ma gli arabi ostili tentarono subito di annientarli con la guerra del 1948. Gli ebrei combatterono un’eroica guerra partigiana che li vide vittoriosi e salvi da un secondo Olocausto. Fondarono Israele nel maggio di quell’anno, unico Stato democratico e moderno in medioriente, baluardo di civiltà fra nazioni arabe di re e dittatori corrotti e sanguinari. I quali tentarono di nuovo nel 1967 di distruggere la pacifica Israele, che li sconfisse brillantemente ancora una volta. Da allora Israele vive circondata da arabi-palestinesi fanatici, irragionevoli e brutali, che la attaccano col terrorismo in continuazione, senza farsi scrupolo di massacrare i civili ebrei, inclusi i bambini. Quei terroristi islamici sono certamente collegati oggi ad Al Qaida, e quindi Israele combatte una guerra al terrorismo anche per nostro conto. Inoltre, gli Stati canaglia come Siria e Iran appoggiano le fazioni armate arabe-palestinesi, per cui il pericolo per Israele è particolarmente insidioso. Essa deve difendersi, è un suo diritto, e nel farlo capita che ahimè ci vadano di mezzo anche alcuni civili arabi-palestinesi, ma la colpa di ciò è dei terroristi islamici che costringono Israele a combattere in zone popolate. Israele ha fatto di tutto per arrivare alla pace, ma si scontra sempre con l’ottusità e la ferocia dei leader arabi-palestinesi, corrotti e impietosi persino coi loro cittadini, che hanno sempre rovinato ogni accordo possibile. Non ci sarà pace finché la parte araba non accetterà il diritto di Israele di esistere e non cesserà di aggredirlo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni parola di quella narrativa è falsa, grottesca persino. Ma finché essa rimarrà la narrativa della maggioranza dell’opinione pubblica italiana e occidentale, voi potrete fare tutte le manifestazioni che volete, tutte le proteste che volete, e non otterrete nulla, nulla di nulla, come nei passati 40 anni. Va fatto altro, VA RI-RACCONTATA ALLA GENTE LA VERA NARRATIVA SU COSA VERAMENTE ACCADDE LAGGIU’. E’ l’unica speranza per terminare il conflitto, l’unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serve urgentemente la fase operativa della creazione del consenso fra gli italiani sulla VERITA’ STORICA di quanto realmente acccaduto in Palestina, secondo le seguenti linee:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) La creazione di una compagine italiana superpartes (no palestinesi in essa) che esuli del tutto da qualsiasi affiliazione politica in Italia, che annulli ogni individualismo di lotta e si unisca attorno a un'unica meta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) L’unica meta sarà di RIBALTARE LA NARRATIVA sulla Storia del conflitto arabo-ebraico, raccontando agli italiani SOLO ciò che accadde in Palestina a partire dal 1897 fino al 1951. Con un unica fede: SENZA LA VERITA' STORICA NON CI SARA' MAI LA PACE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Rifiutarsi quindi di dialogare su qualsiasi avvenimento successivo, se non dopo una esaustiva rappresentazione del 1897-1951. Rifiutarsi di esprimersi su Hamas o Fatah se non dopo una esaustiva rappresentazione del 1897-1951. Rifiutarsi di esprimersi sul terrorismo palestinese se non dopo una esaustiva rappresentazione del terrore sionista dal 1944 in poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo perché nessuno può comprendere l’entità della MENZOGNA che ci hanno raccontato sul conflitto israelo-palestinese se non conosce cosa accadde in Palestina a partire dal 1897 fino al 1951. Ho piena fiducia nel fatto che se le opinioni pubbliche venissero a conoscenza di quegli avvenimenti, i mendaci tavoli del dibattito odierno sul processo di pace salterebbero in aria all’istante, e vi sarebbe una inarrestabile pressione verso una giustizia vera in Medioriente. Finalmente la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Creare dunque materiale divulgativo chiaro e fruibile, film, dvd, animazioni, libretti di 40 pagine al massimo, tutto centrato SOLO ciò che accadde in Palestina a partire dal 1897 fino al 1951. Poi fare conferenze in scuole (soprattutto), parlare nei circoli ricreativi, ospedali, posti pubblici, fare tavoli per strada, negli ipermercati, nei dopolavoro ecc. Essere ferratissimi contro l’accusa di antisemitismo (vedi mio libro e altri) e ribadire sempre la sopraccitata fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Essere uniti e disciplinati attorno a questi semplici punti, da Torino a Palermo, e rivolgersi per il 99% agli italiani semplici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo cambierebbe la Storia e cesserebbe l’orrore. Perché la gente verrebbe a sapere delle pratiche neonaziste storiche degli ebrei in Palestina contro i palestinesi prima e dopo la nascita d’Israele; saprebbe l’indicibile e fredda ferocia con cui il Sionismo aveva pianificato la distruzione dei palestinesi 40 anni PRIMA dell’Olocausto; capirebbe perché, accidenti, un popolo torturato e massacrato da 60 anni con un sadismo che raggiunge il grottesco, oggi lancia razzi alla disperata e si fa saltare in aria. Perché nessun palestinese può rimanere 'civile' dopo 60 anni di ferocia neonazista israeliana in Palestina, impunita e assistita con zelo dal ‘mondo civile’. E se la gente venisse a conoscenza di tutto ciò, la gente porrebbe fine a quell’inferno, perché, come disse Noam Chomsky “quando il pubblico scopre l’esistenza della barbarie, si mobilita per porle fine”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è qualcuno in questa Italia antagonista perennemente manifestante e indignata perenne che sia disposto a lavorare in quel senso? C’è? Ci siete?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=76"&gt;http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=76&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-6594879700430531280?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=76' title='Paolo Barnard: Salvare Gaza?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/6594879700430531280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=6594879700430531280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6594879700430531280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6594879700430531280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2009/01/paolo-barnard-salvare-gaza.html' title='Paolo Barnard: Salvare Gaza?'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-5435759944254512996</id><published>2009-01-19T11:30:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T11:35:19.005-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sionismo'/><title type='text'>Paolo Barnard: Torto Marcio</title><content type='html'>TORTO MARCIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Paolo Barnard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho dedicato anni del mio lavoro alla questione israelo-palestinese. Ho viaggiato in quelle terre, ho studiato molto, e sono arrivato a una conclusione, o meglio, a un giudizio storico. Premetto che un giudizio storico non dialoga con i singoli accadimenti, coi numeri e con le statistiche, ma solo con la più basilare onestà morale nell’osservazione di un segmento di Storia. Ebbene, la mia conclusione è che in Palestina la componente ebraico-sionista abbia torto marcio. Un torto orrendo, persino paradossale. Infatti Israele nacque sull’uso del terrore su larga scala, dei massacri di palestinesi, della loro spoliazione, umiliazione e vessazione oltre ogni umana decenza, sul sotterfugio e sulla menzogna. E non sto parlando degli avvenimenti contemporanei, ma di fatti accaduti 60, 80 anni fa. Il destino della parte araba era segnato, e fu segnato quarant’anni prima dell’Olocausto nazista: già ai primi del novecento infatti i palestinesi erano considerati dai padri del sionismo, e futuri fondatori di Israele, una stirpe inferiore semplicemente da accantonare ed espellere, senza diritti, senza una Storia, un non-popolo. Il piano di pulizia etnica dei palestinesi prese vita alla fine del XIX secolo e non ha mai trovato soluzione di continuità fino ad oggi, e oggi come allora viene condotto dalla parte ebraica con una crudeltà senza limiti. L’immane tragedia dello sterminio ebraico nell’Europa di Hitler diede solo un impuso a quel piano, lo rafforzò, ma non lo partorì. Va compreso da chiunque desideri capire l’intrattabilità odierna del conflitto israelo-palestinese, che i torti più macroscopici furono inflitti dalla parte sionista ai danni della popolazione araba di Palestina negli anni che vanno dagli albori del ‘900 ai primi anni ’50. I ‘giochi’ si fecero allora. Tutto quello che è accaduto in seguito, sono solo violente contrazioni e reazioni da entrambe le parti (col primato della violenza senza dubbio in mano ebraica) in seguito a quel cinquantennio di orrori e di grottesche ingiustizie patite dai palestinesi nella loro terra, perpetrati con la piena e criminosa collusione degli Stati Uniti e dell’Europa, ciechi sostenitori di Israele allora come oggi. Solo guardando il terrorismo palestinese con questa ottica si comprende come esso sia la reazione convulsa e disperata di un popolo seviziato oltre ogni possibile immaginazione da quasi un secolo, e non una peculiare barbarie islamica. E con la medesima ottica si comprende la follia ingiustificabile del piano sionista odierno, e la sua implacabile ingiustizia.&lt;br /&gt;Ci sono le prove, nero su bianco, di quanto ho appena affermato, e tutte da fonte ebraica autorevole, fra cui le ammissioni e gli scritti degli stessi padri fondatori di Israele.Solo chi ha l’onestà intellettuale di voler leggere quelle prove può oggi comprendere perché Israele non ha e non può avere un diritto giuridico e morale di esistere, ma solo un diritto di fatto. Nessuno Stato può pretendere di essere legittimato dalla comunità internazionale dopo essersi edificato sulle più abominevoli violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo, su fiumi di sangue di innocenti, su una pianificazione perfida e razzista. Oggi Israele c’è, e non lo si può certo sopprimere come Stato. Il suo unico diritto di esistere si fonda su questo pragmatismo, e naturalmente sul diritto di esistere degli israeliani che lo abitano. In ciò, esso condivide la medesima problematica con gli Stati Uniti, nati sul genocidio dei nativi ma pragamaticamente ormai legittimati ad esistere.&lt;br /&gt;Che i sopraccitati concetti lascino sconvolto e scandalizzato pressoché chiunque li legga, è solo dovuto al fatto che sulla vicenda israelo-palestinese la storiografia occidentale e i media ad essa asservita ci hanno raccontato sempre e solo menzogne, una colossale e incredibile mole di menzogne, talmente reiterate da divenire realtà per chiunque. Questa mia non è l’ennesima speculazione delirante su chissà quale complotto internazionale plutocratico-giudaico-massone, né una fantasticheria negazionista. Quanto vado affermando è frutto, lo ripeto, di una autorevolissima ricerca storiografica con al suo attivo nomi di enorme prestigio accademico, e quasi tutti di origine ebraica.&lt;br /&gt;Pochi sono i casi nella narrazione delle vicende umane in cui, in seguito a un approfondimento moralmente onesto dei fatti, si viene a scoprire una realtà indicibilmente diversa da quella comunemente acquisita. Il conflitto israelo-palestinese è forse il caso più scioccante.&lt;br /&gt;Vi propongo di seguito alcune tracce per cominciare a orientarsi. Potete leggere le parti che riguardano Israele nel mio “Perché ci Odiano” (Rizzoli BUR 2006), e la cronologia degli eventi di quel conflitto al termine del libro. Vi troverete un’ampia panoramica, sia storica che dei fatti meno noti e più sconcertanti, con una rigorosa documentazione al seguito. Poi, sempre nell’ambito della revisione storica degli eventi fondamentali del passato, ritengo imprescindibile il lavoro dello storico ebreo israeliano Ilan Pappe, e la lettura del suo “La Pulizia Etnica della Palestina” (Fazi Editore 2008). E ancora due libri fondamentali, fra le migliaia: “Pity The Nation” di Robert Fisk (Oxford University Press, 1990), che partendo dalla tragedia del Libano ci svela cose agghiaccianti del passato di Israele, e “Palestine and Israel” di David Mc Dowell (I.B. Tauris &amp;amp; Co. Ltd Publishers, London 1989), altra mole di dettagli e fatti taciuti e sepolti dalla storiografia ufficiale.&lt;br /&gt;La letteratura disponibile in questa materia è sterminata, per cui mi limito qui a segnalarvi alcuni fra i più veritieri e coraggiosi autori che potrete cercare facilmente in Rete. Fra gli autori stranieri: Prof. Noam Chomsky, Prof. Norman Finkelstein, Tariq Ali, Uri Avnery, Akiva Orr, Prof. Adel Safty, Prof. Edward Said, Prof. Ur Shlonsky, Prof. Edward Herman, John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt, Shraga Elam, Tanya Reinhart, Amira Hass, Prof. Avi Shlaim, Oren Ben-Dor, Gideon Spiro, Prof. Francis A. Boyle, Meron Benvenisti, John Pilger, Gideon Levy…Per quanto riguarda gli autori italiani e i siti meglio informati, vi lascio al contatto con l’eccezionale ed enciclopedico Andrea Del Grosso e al suo &lt;a href="http://www.hawiyya.org/"&gt;http://www.hawiyya.org/&lt;/a&gt;. Lì c’è tutto (e più di tutto) quello che deve essere saputo sul conflitto israelo-palestinese, con l’impareggiabile pregio di essere narrato e curato dallo studioso più vicino all’imparzialità che io abbia mai conosciuto in Italia.Poi ci sono i siti stranieri, ancora un oceano di scelte, fra cui raccomando: &lt;a href="http://www.zmag.org/znet"&gt;http://www.zmag.org/znet&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.btselem.org/index.asp"&gt;http://www.btselem.org/index.asp&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.jewishvoiceforpeace.org/"&gt;http://www.jewishvoiceforpeace.org/&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://zope.gush-shalom.org/index_en.html"&gt;http://zope.gush-shalom.org/index_en.html&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.kibush.co.il/"&gt;http://www.kibush.co.il/&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://rhr.israel.net/"&gt;http://rhr.israel.net/&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://otherisrael.home.igc.org/"&gt;http://otherisrael.home.igc.org/&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Infine vi lascio a una breve selezione di articoli e documenti dal mio archivio. Articoli in ordine: 1) Ottimo CounterPunch sulle lobby ebraiche negli USA 2) Considerazioni da un ex insider americano sulla vicenda di Mordechai Vanunu e sul pericolo nucleare israeliano 3) Due righe di Gianluca Bifolchi su Furio Colombo e sulla sua love story con Israele 4) &amp;amp; 4 bis) Due interessantissime ricostruzioni di come Israele abbia creato Hamas e ne abbia poi perso il controllo 5) Impareggiabile testimonianza dell’ex partigiano d’Israele e storico Akiva Orr su come Tel Aviv si sia armata con l’atomica sotto il naso di tutto il mondo 6) Un mio editoriale apparso sul Manifesto durante la sanguinaria invasione del Libano da parte di Israele nel luglio del 2006.Documenti in ordine: 1) Ottima sintesi storica delle origini del conflitto in Palestina/Israele, e altri contributi alla comprensione del conflitto, pubblicata da Jews for Justice in the Middle East (aggiornata al 2002, ma utile per il retroterra) 2) Interessantissimo punto di vista dall’interno dell’esercito USA sul problema nucleare Iran-Israele, redatto dal Strategic Studies Institute, U.S. Army War College 3) Una diversa sintesi storica del conflitto israelo-palestinese raccontata dal celeberrimo Uri Avnery, uno dei maggiori e più coraggiosi testimoni ebrei israeliani ancora viventi di tutta l’epopea di quelle terre dal 1948 a oggi 4) Un eccezionale documento originale del 1949: la notoria Legge sulle Proprietà degli Assenti che preparerà il terreno all’immane furto delle terre arabe sottratte dalla neonata Israele ai palestinesi fuggiti dalle loro case di fronte all’infuriare della guerra del 1948, ma soprattutto a causa della campagna di pulizia etnica condotta dai gruppi terroristici ebraici di allora 5) Infine, una mia lettara polemica a un gruppo italiano pro-Palestina che mi invitava a presenziare l’ennesimo convegno sul conflitto. Leggetela per comprendere come, tristemente, anche in questo caso in Italia chi si fregia del titolo di ‘attivista’ mira a soddisfare innanzi tutto il proprio ego, e poi solo in secondo luogo e con estremo lassismo considera l’efficacia di ciò che fa, per non parlare del destino di coloro che vorrebbe ‘salvare’. La lettera contiene la mia proposta concreta per un attivismo efficace a favore della fine del conflitto in Palestina.&lt;br /&gt;Ciò che sta accadendo da ormai 100 anni in quelle terre, è non solo una spaventosa tragedia di ingiustizia e di complicità internazionale nel perpetrarla, ma è anche la causa diretta della peggior minaccia alla pace dopo la fine della Guerra Fredda. La verità sulla genesi di quel conflitto va raccontata alle opinioni pubbliche fino in fondo, costi quel che costi, e giustizia va fatta, costi quel che costi. Tradotto: Israele ha torto marcio, e dovrà lavorare decenni per riparare all’orrendo misfatto della sua condotta in Palestina. Questo, per il bene dei palestinesi e degli israeliani in pari misura, perché senza giustizia, laggiù, nessuno avrà mai la pace. Che significa vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.paolobarnard.info/palestina.php"&gt;http://www.paolobarnard.info/palestina.php&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-5435759944254512996?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.paolobarnard.info/palestina.php' title='Paolo Barnard: Torto Marcio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/5435759944254512996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=5435759944254512996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5435759944254512996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5435759944254512996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2009/01/paolo-barnard-torto-marcio.html' title='Paolo Barnard: Torto Marcio'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-7798252420568729061</id><published>2009-01-17T14:59:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T11:29:35.270-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='America'/><title type='text'>L'America e il protestantesimo</title><content type='html'>Già il filosofo e politico inglese Francis Bacon (1561-1626) aveva vagheggiato, nella sua opera&lt;em&gt; Nuova Atlantide&lt;/em&gt; (1627), di un’isola del nord-est dell’Oceano Pacifico (quindi coincidente simbolicamente con il Nord-America), &lt;em&gt;Bensalem&lt;/em&gt; (che in ebraico significa “figlio della pace”), che esternamente soleva manifestare l’onoranza delle virtù, la purità dei costumi e l’osservanza della morale, ma che in realtà nascondeva un inquietante segreto. Cuore pulsante dell’isola è infatti la confraternita denominata ‘Casa di Salomone’ o anche ‘collegio dell’Opera dei Sei Giorni’, una sorta di istituto scientifico depositario di tutto lo scibile umano. Nella Casa si persegue la costruzione dell’unica, vera conoscenza possibile, quella scientifica, con la certosina raccolta dei fatti e la loro organizzazione sistematica. Il fine è il dominio del mondo e della natura attraverso la ragione, ossia “la conoscenza delle cause e dei segreti motori delle cose; e l’ampliamento dei confini dell’impero umano, per effettuare tutto il progresso possibile."&lt;br /&gt;Si tratta dell’utopico tentativo di far uscire l’uomo dalla condizione di ignoranza dovuta alla superstizione religiosa (non inganni il fatto che gli abitanti di Bensalem si dichiarino esteriormente cristiani, proprio come gli odierni americani), e prospettargli un luminoso futuro di avvicinamento progressivo ad uno stato quasi ‘divino’, dove la mera ragione domina gli elementi naturali e l’intera esistenza umana. Come scrive il filosofo Karl Lowith, Bacone nella &lt;em&gt;Nuova Atlantide&lt;/em&gt; programmò in maniera metodica e sistematica il progresso della scienza al fine del profitto, per il noto motto “sapere è potere”, che può certamente essere interpretato a livelli differenti, ma che in questo caso vuole mettere in evidenza come il sapere dell’uomo vada di pari passo con il dominio sulla natura. In pratica fornisce la chiave per l’interpretazione dello sviluppo del mondo moderno fio a oggi.&lt;br /&gt;Questo utopismo razionalistico fu proprio ai padri fondatori degli Stati Uniti. Ci troviamo quindi di fronte a una variante del fenomeno escatologico e messianico che forma la struttura e il paradigma della coscienza continentale americana, in cui il ‘benessere paradisiaco’ è trasformato nel benessere materiale, e la ‘nuova terra’ risulta essere il continente americano stesso. Questa è la vera ‘religiosità’ americana tanto sbandierata nel mondo.&lt;br /&gt;Dal punto di vista storico, nella corsa all’imperialismo gli inglesi furono gli ultimi a giungere nel continente americano e nel XVI secolo riuscirono a stabilirsi sulle coste dell’America del Nord. A questi primi coloni se ne aggiunsero altri, tra cui un centinaio di puritani, calvinisti radicali, che si definirono in seguito ‘Padri Pellegrini’, e che fuggirono dalle persecuzioni religiose a bordo della storica nave MayFlower (‘Fiore di Maggio’). Una volta giunti sulle coste dell’odierno Massachusetts fondarono la loro colonia, e si impegnarono nel famoso ‘giuramento della Mayflower, ancora oggi ricordato nel ‘Thanksgiving Day’, il ‘Giorno del Ringraziamento’.&lt;br /&gt;Diversi fattori di natura ambientale, sociale, culturale ma soprattutto religiosi determinarono la nascita di una società irrequieta, spavalda e intollerante verso qualsiasi limitazione esterna, sia essa di natura umana o materiale.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Questi coloni puritani, calvinisti radicali, della Nuova Inghilterra si consideravano come una sorta di popolo eletto, che vedeva nella conquista del nuovo mondo un sacro esperimento destinato a realizzare in terra i principi del vero ‘cristianesimo’, ossia quello protestante, e che tendeva ad identificare una comunità di credenti con la propria comunità politica intesa come comunità di sangue. “Non dobbiamo temere di giungervi come gente speciale, eletta e indicata dal dito di Dio per il suo possesso” scriveva John Rolfe nel 1617 a proposito dell’atto devoto della fondazione della colonia della Virginia.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questi pellegrini puritani consideravano gli indigeni come esseri miserabili, delle creature abbiette, dominate dal demonio e totalmente incapaci di rendersi conto dell’enorme risorse e ricchezze di cui erano piene le loro terre.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Per i pastori puritani gli indiani erano dunque figli del demonio che andavano combattuti e nel caso utilmente sterminati, per appropriarsi delle loro terre.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; M. A. Jones, &lt;em&gt;Storia degli Stati Uniti d’America&lt;/em&gt;, p.7.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Lettera di John Rolfe (uno dei fondatori dell’industria del tabacco) a sir Thomas Dale, dall’Ashmole MS, pubbl in Philip L. Barbour, Pocahontas ad Her World, Hougton Mifflin, Boston 1970, app.III, pp.247-252. Entrambi definiscono la purezza, il destino manifesto, la rettitudine e l’innocenza primordiale dei futuri Stati Uniti d’America.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Cfr. Cotton Mather (1702), "Da Magnalia Christi Americana", in G. Ghiozzi, &lt;em&gt;La scoperta dei selvaggi&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Nel 1640 una assemblea del New England approvò una serie molto esplicita di risoluzioni: 1. La Terra è del Signore e Sua è la sua pienezza. Votato. 2. Il Signore può concedere la Terra o sue singole parti al Suo popolo eletto. Votato. 3. Noi siamo il Suo popolo eletto. Votato. (Cit. in Garrett Mattingley, &lt;em&gt;Renaissance Diplomaci&lt;/em&gt;, North Carolina University Press, Chapel Hill 1955, p.290).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-7798252420568729061?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/7798252420568729061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=7798252420568729061' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/7798252420568729061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/7798252420568729061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2009/01/lamerica-e-il-protestantesimo.html' title='L&apos;America e il protestantesimo'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-7513056090370514902</id><published>2008-09-19T08:28:00.000-07:00</published><updated>2008-10-18T06:05:39.605-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Introduzione alla figura di Alì ibn Abu Talib</title><content type='html'>Alì ibn Abu Talib, cugino e genero del Profeta Muhammad, primo imam per gli sciiti e quarto califfo per i sunniti, nacque nel recinto stesso della Ka’aba, la Casa di Dio, e crebbe sotto la tutela e le cure del Profeta. Fu il primo ad abbracciare la nuova fede. Il Profeta gli diede inoltre in sposa la prediletta figlia Fatima, la Splendente, e di lui disse una volta: «Alì non si separa mai dal Vero, né il Vero da Alì»&lt;br /&gt;L’imam Alì non mancava di alcuna virtù umana e nelle virtù religiose era un esempio perfetto dell’educazione impartita dal Profeta. Era il più sapiente in fatto di cultura e di scienza, e il coraggioso e temuto dei guerrieri. Come sapiente, nell’Islam fu il primo a ricorrere alla dimostrazione deduttiva tramite le proprie disquisizioni scientifiche e discusse filosoficamente le scienze metafisiche. Codificò la grammatica della lingua araba Espose il senso interiore del Corano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non esiste versetto coranico che non abbia quattro sensi: l’essoterico (zahir), l’esoterico (batin), il limite (hadd) e il disegno divino (muttala). L’essoterico è per la recitazione orale, l’esoterico per la comprensione interiore e spirituale, il limite stabilisce il lecito e l’illecito, il disegno divino è ciò che Dio si propone di realizzare nell’uomo con ogni versetto.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'imam Alì fu anche un grande e temuto guerriero. Il suo coraggio era proverbiale e nelle numerose battaglie a cui prese parte mai diede segno di timore o turbamento, e mai volse le spalle al nemico. Mai un uomo che lo avesse sfidato a duello ne uscì vivo. Allo stesso tempo però era noto per la sua magnanimità e per il suo onore: mai uccise il debole, né inseguì i fuggitivi; mai pose mano un assalto di sorpresa e mai negò l’acqua al nemico. Numerose tradizioni narrano la benevolenza di Alì nei confronti dei subalterni, della compassione per i diseredati, della generosità nei loro confronti e del poveri. Amava l’agricoltura, era solito piantare alberi e bonificare terreni incolti.&lt;br /&gt;Alì è un incomparabile scrigno di saggezza e virtù, Porta della Città della Sapienza, come ebbe a dire lo stesso Profeta, ed è davvero difficile riportare in altra lingua la profondità e l’eloquenza dei suoi sermoni e delle sue sentenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il mondo è come il serpente, che è morbido al tatto, ma nel suo ventre v’è il veleno letale. L’ignorante inconsapevole si appassiona a esso, il saggio perspicace se ne tiene lontano.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quanta ignoranza e ingiustizia sembrano esserci nel mondo. Era oscura. Ricorda Alì:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le genti del mondo sono come viaggiatori condotti in stato di sonno&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E ci esorta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cercate sempre la conoscenza, fosse anche agli estremi confini del mondo.&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-7513056090370514902?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/7513056090370514902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=7513056090370514902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/7513056090370514902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/7513056090370514902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/09/limam-al.html' title='Introduzione alla figura di Alì ibn Abu Talib'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-5896908343230056229</id><published>2008-09-16T08:51:00.000-07:00</published><updated>2008-09-16T09:37:53.390-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='misteri'/><title type='text'>Cosa pensare di  U.F.O. e alieni?</title><content type='html'>Tra i vari pseudo-miti della nostra epoca, quello degli U.F.O., sigla che sta per 'Unknown Flying Objects', ossia 'Oggetti Volanti Non-Identificati', ma che per il grande pubblico sottintende quasi unicamente un riferimento ad astronavi interplanetarie pilotate da entità extraterrestri, si è imposto negli ultimi decenni con una particolare forza di persuasione, appagando 'magicamente' sia la sete di mistero che da sempre, nel bene e nel male, accompagna la storia dell'uomo, sia l'ormai dilagante attrazione verso una tecnologia (o fanta-tecnologia) sempre più fredda ed elaborata.&lt;br /&gt;Valenti scienziati e studiosi in tutto il mondo hanno affrontato lo studio del fenomeno, e ovviamente moltissime sono state le teorie e le ipotesi per spiegarlo. Noi possiamo affermare quanto segue. Dato per scontato che molti degli avvistamenti sono da riferirsi ad armi segrete o comunque a prodotti tecnologici di origine umana, e dato altrettanto per scontato che molti altri avvistamenti siano da riferirsi a incontri (sia a livello corporeo che psichico) con i jinn (a cui abbiamo dedicato uno studio introduttivo in un altro post), resta da vedere se è possibile che tali fenomeni riguardino oggetti effettivamente provenienti da altri pianeti o altri universi.&lt;br /&gt;A proposito dell’ipotesi psichica, bisogna inoltre precisare che tali fenomeni (o alcuni di essi) potrebbero essere originati da una sorta di 'manipolazione magica' del mondo psichico intermedio da parte dei jinn in quanto ciò spiegherebbe la loro assoluta invulnerabilità e duplicità, non dimenticando che il mondo psichico intermedio è il dominio preferito dei demoni e di Satana. Il mondo da cui tali oggetti o entità si 'materializzerebbero' è infatti molto più vasto e profondo del mondo sensibile ordinario. E a questo ambito sarebbero da ricondurre, a nostro parere, le esperienze di "abductions", ossia di presunti "rapimenti" di esseri umani da parte di misteriose entità.&lt;br /&gt;Riguardo invece ai fenomeni riconducibili propriamente il mondo materiale e corporeo, è d'uopo precisare che il mondo corporeo, che comporta indefinite possibilità, contiene esseri la cui diversità è anch'essa indefinita, ma costituisce un solo stato d'esistenza, definito com'è da un certo insieme di condizioni determinate, che sono peraltro comuni a tutto ciò che si trova in esso compreso e che possono esprimersi in modi estremamente variabili. Ora, se si passa da uno stato d'esistenza ad un'altro, quest'ultimo sarà definito da altre condizioni, senza più un punto di confronto con l'ordine corporeo e sensibile nella sua integralità (oltre la sua modalità speciale che costituisce propriamente l'esistenza sul pianeta Terra). Per esempio, condizioni come lo spazio e il tempo non sono più applicabili, perchè sono proprio quelle che definiscono e condizionano lo stato corporeo. Nel nostro caso specifico, nel sostenere l'ipotesi "extraterrestre" gli ufologi insistono nello spiegare gli strani fenomeni che si verificano nei nostri cieli affermando che esseri di altri pianeti sono giunti sulla Terra a bordo di astronavi che riescono a percorrere le abissali distanze che ci separano dagli altri pianeti abitati grazie ad una scienza ed una tecnologia a noi ancora sconosciuta. Ma a questo punto dobbiamo però chiederci: a livello del nostro mondo corporeo, sono possibili le comunicazioni interplanetarie?&lt;br /&gt;Ora, è evidente che affinché due esseri possano comunicare fra loro con mezzi sensibili, è necessario che entrambi siano forniti degli stessi sensi e che quest'ultimi siano almeno parzialmente gli stessi. Soprattutto, per manifestarsi nel mondo corporeo un essere deve possedere le facoltà di azione e di sensazione e gli organi corrispondenti a tali facoltà.&lt;br /&gt;Ammettendo poi la teoria che spiega tutte le sensazioni con movimenti vibratori più o meno rapidi e considerando la tabella del numero di vibrazioni al secondo corrispondenti a ciascun tipo di sensazione, noteremo che gli intervalli che rappresentano quel che ci è trasmesso dai sensi sono molto meno ridotti rispetto all'insieme, separati da altri intervalli nei quali, per noi esseri umani, non c'è nulla di percepibile. Inoltre, non è possibile assegnare un limite definito alla frequenza, crescente o decrescente, delle vibrazioni. La tabella quindi è suscettibile di prolungamenti da una parte e dall'altra, con possibilità indefinite di sensazione, alle quali però non corrisponde per noi nessuna sensazione effettiva. Ma nulla esclude che tali sensazioni possono esistere in esseri diversi dagli esseri terrestri in genere (uomo compreso), per i quali i sensi sono fondamentalmente gli stessi, pur avendo una estensione più o meno ampia, e tali esseri possono benissimo non averne nessuna delle nostre. La natura dei sensi è infatti determinata dall'ambiente terrestre, e analogicamente, su qualsiasi altro pianeta, i sensi devono essere determinati allo stesso modo, e quindi possono non coincidere con quelli posseduti dagli esseri terrestri. Ciò che costituisce una sensazione è essenzialmente una facoltà corporea, ed essendo tali possibilità indefinite, vi sono pochissime probabilità che esseri abitanti su due pianeti diversi possiedano sensi coincidenti totalmente o in parte. Ma ammesso che tale coincidenza possa verificarsi, è assai improbabile che si verifichi in condizioni di prossimità temporale e spaziale tali da consentire una comunicazione. Tali probabilità sono indefinitamente ridotte se consideriamo gli astri esistenti simultaneamente in un dato momento, e in modo ulteriormente indefinito se consideriamo, tra tali astri, quelli vicinissimi (astronomicamente) tra loro, quali i pianeti di uno stesso sistema solare. Questo perchè le condizioni di spazio e tempo costituiscono essi stessi delle possibilità indefinite. In ogni caso, per quanto riguarda gli esseri in generale, se questi sono costituiti in modo tale che nulla di ciò che provoca loro sensazione ne provoca a noi, tali esseri per noi è come se non esistessero affatto, e viceversa. Per cui, anche se fossimo fianco a fianco, non ci accorgeremmo della loro presenza e probabilmente non riconosceremmo nemmeno che si tratti di esseri viventi. E' possibile quindi che esistano nell'ambiente terrestre esseri completamente diversi da tutti quelli che abbiamo conosciuto finora, ma con i quali non avremmo nessun mezzo per entrare in rapporto.&lt;br /&gt;A questo punto riteniamo utile citare una tradizione risalente al sesto imam Ja’far Sadiq:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sicuramente Dio ha creato 12 mila mondi, ognuno dei quali è più grande dei 7 Cieli e delle 7 Terre. Nessuno di questi mondi pensa che Dio abbia creato qualche altro mondo.&lt;/strong&gt; (A. Tabatabai, al-Mizan, vol. 7, p. 227, ed. inglese)&lt;br /&gt;Tale tradizione, che ammette dunque in modo certo l’esistenza di altri mondi e di altri esseri intelligenti, ci sembra suscettibile di varie interpretazioni, a ogni modo può essere letta sia nel senso di condizione di ignoranza reciproca tra esseri abitanti su pianeti diversi (ma appartenenti a questo universo), sia tra esseri abitanti invece in universi “paralleli”.&lt;br /&gt;Concludendo, oltre ad armi segrete e a fenomeni (con caratteristiche sia psichiche che corporei) riconducibili ai jinn che vivono sulla terra, non è da escludere che esseri provenienti da altri mondi o da altri universi possano, in linea teorica, entrare in contatto con noi, sebbene ciò, come abbiamo visto, sia molto improbabile. A ogni modo, alcuni sapienti musulmani sostengono, basandosi su alcune tradizioni, che quando ci sarà la parusia dell’imam Mahdi l’umanità entrerà “ufficialmente” in contatto con alcune razze extraterrestri. Non ci resta dunque che aspettare. Nel frattempo scruteremo i cieli per osservare le meraviglie che Dio l’Altissimo ha creato…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-5896908343230056229?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/5896908343230056229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=5896908343230056229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5896908343230056229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5896908343230056229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/09/cosa-pensare-di-ufo-e-alieni.html' title='Cosa pensare di  U.F.O. e alieni?'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-9041516706625180375</id><published>2008-09-10T14:53:00.000-07:00</published><updated>2008-09-10T15:05:35.517-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Introduzione all'imamato</title><content type='html'>In arabo la parola &lt;em&gt;imam&lt;/em&gt; significa ‘Guida’, e considerato nella sua accezione generica, indica colui che è a capo della congregazione di una moschea e guida la preghiera. Per l'Islam sciita l’imam in senso proprio è la persona designata da Dio e presentata dal Profeta come guida dell’intera comunità islamica, interprete e custode della religione e della Legge. In seguito alla morte di un imam, il nuovo imam è nominato esplicitamente dal suo predecessore secondo il volere di Dio, e a cui viene trasmessa la conoscenza segreta e la chiave per l’interpretazione esoterica del Corano. L’imam è, in sostanza, il Rappresentante di Dio sulla terra e successore del Profeta e detentore allo stesso tempo dell'autorità spirituale e del potere temporale. Egli, oltre ad essere immune dall’errore e dal peccato, possiede virtù quali coraggio, purezza, generosità e senso della giustizia in misura superiore a chiunque altro.&lt;br /&gt;   Purtroppo, dopo la morte del Profeta molti musulmani scelsero di seguire altri che il successore legittimo designato da Dio attraverso il Profeta, privando anche i successivi imam del loro legittimo diritto alla successione e alla guida della comunità dei credenti. Nei governi illegittimi che seguirono ci furono numerose modificazioni e alterazioni nelle Leggi e nelle dottrine islamiche, le cui conseguenze nefaste purtroppo sono avvertite ancora oggi, anzi forse in misura ancora maggiore che in passato. Come scrive Tabatabai, “&lt;em&gt;il Profeta (S), secondo ricorrenti notizie tramandate nelle raccolte di hadith sunniti e sciiti, aveva preannunciato nei dettagli che dopo la sua morte la comunità islamica sarebbe stata afflitta da discordie, conflitti e sedizioni e che varie forme di corruzione si sarebbero insinuate nel corpo dell’islam&lt;/em&gt;.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;   Gli imam, uomini tra i più sapienti e saggi di tutti i tempi, hanno emesso degli ordini che continuano a rimanere in vigore anche dopo la loro morte, e hanno goduto ad ogni modo tra i loro seguaci di un supporto e di una fedeltà che deriva dal riconoscimento della loro superiorità spirituale, della loro elevata stazione spirituale. Nel corso della storia la fedeltà all’imamato e alla Famiglia del Profeta costò ai credenti grandi sacrifici.&lt;br /&gt;   Gli imam rappresentarono sempre un pericolo per le ambizioni mondane dei califfi, e per tale ragione cercarono con tutti i mezzi di screditare il loro ruolo, non risparmiandosi di compiere i crimini  più efferati. Allo stesso modo, oggi il dodicesimo imam al-Mahdi costituisce la più grande minaccia per gli oppressori e gli ingiusti del mondo, così come la più grande speranza per tutti coloro che credono nella pace, nella giustizia e nella fratellanza universale.&lt;br /&gt;Ma per dissolvere ogni dubbio, smarrimento o esitazione, basta ricordarsi che all’autorità dell’imam sono sottomesse tutte le creature dell’universo, poiché ancor prima della creazione del mondo il Profeta e gli Imam erano delle Luci che Dio l’ Altissimo collocò intorno al suo Trono, dando loro una condizione che solo Egli conosce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; A. Tabatabai, La Shi’ah nell’Islam, p.103.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Ibni Abbàs dice: “Riguardo al versetto ‘Per il Cielo che possiede le Torri” [Corano LXXXIV: 1], il Profeta disse: ‘Il Cielo sono io e le Torri gli imam della mia ahlulbait, della mia famiglia: il primo di questi imam è Alì e l’ultimo è il Mahdi; essi sono dodici.” [Yunabi’u-l-mawaddah 3: 254, 59] in La Retta Via, p.8.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-9041516706625180375?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/9041516706625180375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=9041516706625180375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/9041516706625180375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/9041516706625180375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/09/introduzione-allimamato.html' title='Introduzione all&apos;imamato'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-2729612981494823079</id><published>2008-08-23T10:56:00.000-07:00</published><updated>2008-08-31T07:26:05.487-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Al-Farabi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vVR5JxZzRWI/SLqp7AUPMwI/AAAAAAAAACY/ZyYeipa0LS4/s1600-h/al-farabi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240687947561251586" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vVR5JxZzRWI/SLqp7AUPMwI/AAAAAAAAACY/ZyYeipa0LS4/s320/al-farabi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Abu Nasr al-Farabi&lt;/strong&gt; (259/872 – 339/950), nato a Wasich, nei pressi di Farab (attuale Uzbekistan), visse principalmente a Baghdad, Aleppo e Damasco, ove morì all'età di 80 anni. Scrisse opere di filosofia, matematica e medicina (la sua produzione scritta è straordinaria). Modesto e di indole schiva, intellettualmente fu audace e instancabile. Fu considerato uno dei più grandi commentatori di Aristotele, tanto che gli fu attribuito l’appellativo di “secondo maestro” (&lt;em&gt;al-mu’allim al-thani&lt;/em&gt;), essendo il “primo maestro”, il filosofo per antonomasia, lo stesso Aristotele.&lt;br /&gt;Singolare fu la sua passione per la musica, che lo portò a scrivere un’opera sugli strumenti tradizionali (ancora oggi opera di riferimento per gli studi di settore) e un’opera intitolata &lt;em&gt;al-Musiqi al-Kabir&lt;/em&gt;, ispirata agli studi di Pitagora sulle armonie delle sfere.&lt;br /&gt;Dal punto di vista filosofico fu fortemente influenzato anche dal neoplatonismo antico, e il suo più grande sforzo fu quello di provare la concordia tra i due grandi maestri dell’antichità, Platone e Aristotele (sebbene ciò sia stato possibile grazie alla “neoplatonizzazione” di Aristotele) e, più in generale, di conciliare la religione con la filosofia.&lt;br /&gt;Egli mostrò inoltre un notevole interesse per la scienza politica, e dunque non sorprende che la sua opera più rappresentativa sia la &lt;em&gt;Città Virtuosa &lt;/em&gt;(ed. it. a cura di Massimo Campanini, edita da Rizzoli&lt;em&gt;)&lt;/em&gt;, uno dei pochissimi libri della filosofia islamica ispirati alla &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt; di Platone e modellati su di essa, sebbene, nella sostanza, non sia interamente platonico. In questa opera egli delinea l’ordine politico ideale in cui la politica viene proiettata in una dimensione metafisica e l’ordine civile riflette l’ordine del cosmo. Specificatamente, riguardo al suo pensiero politico, egli riteneva la società composta dalla classe comune e dalla èlite (i sapienti). La prima è costituita da coloro che costringono se stessi, o sono condotti a costringere se stessi nella conoscenza teoretica, entro i limiti di ciò che esige colui che dà l’intonazione-guida al popolo. Tra l’èlite, infatti, emerge la funzione di un “iniziatore” o imam della comunità, come contrapposto al consenso generale (&lt;em&gt;ijma&lt;/em&gt;) della massa, una visione, questa, alquanto originale dal punto di vista filosofico. Attualissima è poi la sua visione del popolo che deve essere istruito con “metodi di persuasione e d’immaginazione”.&lt;br /&gt;In breve, le sue idee in filosofia si fondano su tre temi principali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Distinzione logica e filosofica tra essenza (o quiddità) ed esistenza, che verrà poi ripresa e approfondita da Ibn Sina, Suhrawardi e Molla Sadra. Al-Farabi aderì alla scuola del “primato dell’esistenza”, e abbozzò nelle sue opere la distinzione, che diverrà pietra miliare della filosofia islamica, tra necessario e contingente (o possibile).&lt;br /&gt;- Teoria dell’emanazione degli intelletti dall’Intelletto Primordiale, da cui discendono tutte le cose; la sua proposizione dell’intelletto agente (&lt;em&gt;aql-i fa’al&lt;/em&gt;) e dell’intelletto potenziale (&lt;em&gt;aql-i bil quwwah&lt;/em&gt;), così come la suddivisione dell’intelletto umano in teoretico e pratico, testimoniano il suo contributo alla sviluppo dell’epistemologia.&lt;br /&gt;- Teoria della profezia (che coincide essenzialmente con quella della Shi’ah), che costituisce il cuore delle opere di al-Farabi e in cui si ritrovano chiare influenza platoniche; in essa al-Farabi sottolinea come la scienza politica sia indissolubilmente legata alla profezia, oltre che influenzata dalla psicologia e dalla cosmologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al-Farabi servì il principe sciita Sayf al-Dawla ‘Alì b. Hamdani e fece un viaggio in Egitto dopo il trionfo dei fatimidi. Dal punto di vista socio-politico è ormai da tutti accettata la sua fede sciita, anche se dal punto di vista ideologico e dottrinale il suo pensiero presenta delle sfumature ancora più “razionaliste” rispetto alla dottrina ortodossa dello sciismo duodecimano della scuola &lt;em&gt;usuli&lt;/em&gt;, la scuola di pensiero razionale largamente maggioritaria nello sciismo. A ogni modo al-Farabi è considerato unanimemente un pilastro della filosofia islamica (e sciita in particolare). Tra l'altro, a suo tempo l'imam Khomeini ne suggerì la lettura al premier sovietico Gorbaciov.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-2729612981494823079?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/2729612981494823079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=2729612981494823079' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/2729612981494823079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/2729612981494823079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/08/abu-nasr-al-farabi-259872-339950-nato.html' title='Al-Farabi'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vVR5JxZzRWI/SLqp7AUPMwI/AAAAAAAAACY/ZyYeipa0LS4/s72-c/al-farabi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-900999506642343008</id><published>2008-08-11T08:32:00.000-07:00</published><updated>2008-08-23T10:55:37.930-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Il liberalismo</title><content type='html'>&lt;p&gt;Dal punto di vista politico, possiamo affermare che la base ideologico-politica del mondo occidentale moderno sia il &lt;strong&gt;liberalismo&lt;/strong&gt;, termine che possiamo riferire ad ogni dottrina che assuma la difesa e la realizzazione della libertà politica e dello Stato laico, sganciato da qualsivoglia autorità spirituale o Legge divina. La storia dell’Occidente è stata la storia del processo di laicizzazione e desacralizzazione del mondo, ossia nella negazione di ogni autorità religiosa nel campo politico e civile. Si possono distinguere un liberalismo individualistico (quello oggi predominante) e un liberalismo statalista, di cui il fascismo, il nazismo e soprattutto il comunismo furono estrema manifestazione.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ora, una volta negate le leggi di Dio, segue necessariamente uno stato di natura “solitario, povero, disgustoso, bestiale e breve”, come lo definì il filosofo inglese Thomas Hobbes, uno stato a cui si vuol porre rimedio con la ragione e la volontà, che saranno però comunque incapaci di verità, in quanto lo stesso sistema pretende di ‘creare’ verità attraverso il suo potere.&lt;br /&gt;Tale sistema vorrebbe essere legittimato attraverso la protezione che assicura ai suoi cittadini, ma la sua rappresentatività sarà praticamente nulla, perché la persona tende a scomparire nella massa e non può conferire un potere che in sostanza non ha. Il liberalismo prende in considerazione la sola dimensione materiale dell’ esistenza dell’uomo, per cui attraverso l’applicazione della ragione al problema del mero soddisfacimento dei desideri materiali, gli uomini si possono arricchire indefinitamente. In questo modo però quelli che si adoperano per annientare la religione e non vedono altro che il diritto laico finiscono per negare la parte fondamentale di loro stessi, la più intima essenza dell’uomo.&lt;br /&gt;In realtà ogni legge dovrebbe affermarsi in principi divini e tenere come faro di orientamento la realtà soprannaturale, poiché solo così sarà in grado di assolvere alla sua funzione ordinatrice. Solo un’autorità poggiante su un principio trascendente e orientata verso il divino merita la sottomissione dell’uomo, che invece mai deve sottomettersi al suo contrario, ossia alla violenza e alla tirannia. E’ utile notare che il termine ‘tiranno’ nell’antica Grecia non designasse, come comunemente si crede, chi esercitasse un potere crudele, dittatoriale e impopolare, ma più in generale il capo politico la cui autorità fosse priva di un vincolo con la realtà trascendente e si basasse meramente sulle forze di individuo o di massa. &lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’impresa razionalistica di edificare un ordine statale non è altro che un’azione oppressiva che si basa sul nulla, sul vuoto da cui ha origine, un vuoto pieno di solitudine e desolazione che accompagnano inevitabilmente l’uomo che volta le spalle a Dio e alle Sue Leggi. Nello Stato laico l’uomo si sostituisce come legislatore a Dio, e diventa quindi dio per l’altro uomo.&lt;br /&gt;Questo Stato pretende di essere un ‘patto’ stipulato da uomini, ma il contrattualismo che ne deriva considera lo Stato come frutto di una semplice convenzione fra individui, che in pratica si risolve nel fatto che determinati uomini vogliono, sulla base di un ordinamento fatto ancora da uomini, dominare altri uomini. Il nocciolo della questione è che, alla fine, vi sono solo gruppi di uomini che in nome del ‘diritto’, dell’’umanità’, dell’’ordine’ o della pace o di qualsivoglia altra elucrubazione demagogica, combattono contro altri gruppi di uomini.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tale liberalismo laico e profano si basa sul giusnaturalismo, che consiste nel riconoscere all’individuo diritti originari ed inalienabili, considerando il diritto naturale non come la partecipazione dell’uomo a un ordine universale che proviene da Dio, quale può essere la Legge divina, ma come la regolamentazione necessaria nei rapporti umani che l’uomo scopre tramite la ragione e che è pertanto indipendente dallo stesso volere di Dio.&lt;br /&gt;In ambito economico il liberalismo individualistico si esprime nel liberismo, che tende a limitare l’intervento dello Stato nelle faccende economiche, poiché considera l’economia autoregolativa rispetto all’interesse comune. Il liberalismo individualista tende quindi a negare l’ assolutismo statale e a ridurre l’azione dello Stato in limiti definiti mediante la divisione dei poteri. Tale forma di liberalismo è quello che è alla base delle democrazie capitalistiche occidentali.&lt;br /&gt;Il liberalismo statalista, invece, come già comincia a delinearsi nel &lt;em&gt;Contratto Sociale&lt;/em&gt; (1762) del filosofo e scrittore francese Jean-Jacques Rousseau, tende a considerare i diritti riconosciuti agli individui appartenenti solo al cittadino, per cui solo nello Stato l’uomo è effettivamente libero. L’infallibilità della ’volontà generale’ pone poi la coincidenza tra l’ interesse statale e l’interesse singolo.&lt;br /&gt;Il culmine di questa riconosciuta superiorità dello Stato si ha con la dottrina del filosofo tedesco Georg W. F. Hegel, e l’idealismo post-hegeliano insisterà sul carattere ‘divino’ dello Stato, come si attuerà ad esempio nella ‘religione laica’ fascista o nello statalismo sovietico, basata appunto sul culto dello Stato, delle sue guide e delle sue istituzioni. Di questa stessa forma di liberalismo è da considerarsi una manifestazione lo stesso comunismo marxista, che trovava nel liberalismo individualista il limite di essere un regime realizzato a difesa di una sola classe di cittadini, la borghesia.&lt;br /&gt;Il liberalismo, dunque, nega qualsiasi valore alla conoscenza metafisica e di conseguenza anche a qualsivoglia autorità spirituale. Il suo trionfo in Occidente ha portato come conseguenza che invece di considerare l’intero ordine sociale come procedente e dipendente dalla religione e dalla Legge di Dio, in quanto imperniato su di esse e avente in esse il suo principio (così come avveniva nella ‘cristianità’ medioevale e come avviene nell’Islam), oggi non si vuol vedere nella religione solo uno degli elementi dell’ ordine sociale, un elemento fra tutti gli altri e sullo stesso livello degli altri. Lo spirituale viene cioè asservito al temporale, o addirittura viene assorbito da quest’ultimo. Ciò non può che portare, primo o poi, alla completa negazione della spiritualità, o quantomeno a “umanizzare” la religione, a trattarla come un fatto meramente umano, naturale, sociale (o sociologico) o psicologico, se non addirittura psichiatrico. Tutto ciò è ovviamente ridicolo, in quanto la religione comportà in sé qualcosa di “sovrumano”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nei secoli XVIII e XIX, con lo sviluppo della dottrina liberale, il compito della missione "cristiana" si trasformò quindi in quello di diffondere la "superiore" civiltà europea, progredita e laicizzata, fra i popoli ‘non civilizzati’. Nacque così un diritto internazionale che contrapponeva i popoli civilizzati, che costituivano una sorta di ‘famiglia delle nazioni’, al resto del mondo. Il loro diritto internazionale, che prima si fondava sulla distinzione fra popoli cristiani e non cristiani, più tardi distinguerà fra popoli civilizzati e popoli non civilizzati, per cui un popolo che non fosse “civilizzato” in questo senso non poteva essere membro della comunità giuridica internazionale, divenendo “oggetto” di tale diritto, ossia in altre parole apparteneva come colonia o protettorato ai uno dei popoli civilizzati.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I popoli o i territori che non sono in grado insomma di dotarsi di una organizzazione interna tipica degli Stati moderni occidentali vengono classificati come "non civilizzati", poiché non sarebbero capaci di governarsi da sé. Questi divengono così delle colonie, dei protettorati, oggetti di "tutela" e di dominio da parte delle potenze occidentali.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[6]&lt;/a&gt; Il diritto coloniale delle potenze europee conservò quindi presenze significative di una concezione razzista della storia e dell’uomo.&lt;br /&gt;Le relazioni dei viaggiatori, dei mercanti, dei missionari e degli emissari ribadivano infatti che mentre gli europei progrediscono nella conoscenza, l’Oriente era ormai atrofizzato, decadente e superstizioso, per cui portare la fiaccola della civiltà, della ragione e dell’interpretazione scientifica, era diventata la nuova missione. Così la schiavitù, scomparsa in Occidente dall’epoca romana, è riapparsa con la riscoperta del Nuovo Mondo, con l’affermarsi della classe mercantile ed imprenditoriale e la Rivoluzione industriale. Le idee di civiltà (nel senso volteriano) e di progresso (inteso in senso meramente materiale e di emancipazione dall’oscurantismo religioso), credute da molti universali e necessarie, sono in realtà nate proprio nel Settecento, quindi di recentissima invenzione. Gli ‘ immortali principi’ vengono da allora utilizzati per un'azione e una lotta contro ogni principio di spiritualità.&lt;br /&gt;Le numerose scoperte scientifiche, il sensazionale sviluppo delle industrie e l’estensione del commercio a tutto il pianeta, l’incremento della prosperità e del benessere crearono in Occidente una specie di entusiasmo, quasi di profetismo, per cui il concetto di progresso materiale indefinito convinse molti occidentali di essere entrati in una nuova èra quella della civiltà assoluta. E senza questa idea di progresso verso un’età di benessere meramente terreno non vi sarebbe stata, in campo politico, né la rivoluzione americana, né quella francese né quella russa, perni interno ai quali si è sviluppata la storia degli ultimi tre secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; A questo proposito lo storico Talmon definisce la prima corrente ‘democrazia liberale’, antagonista della ‘democrazia totalitaria’ propria di comunismo, nazismo e fascismo, che si sarebbe sviluppata attraverso il XIX e il XX secolo. (Cfr. J. L. Talmon, &lt;em&gt;Le origini della democrazia totalitaria&lt;/em&gt;, trad. it., Bologna 1967).&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Cfr. A. Medrano, &lt;em&gt;Islam ed Europa&lt;/em&gt;, pp.51-52.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Cfr. C. Schmitt, &lt;em&gt;Le categorie del politico&lt;/em&gt;, p.153.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Cfr. R. Guènon, &lt;em&gt;Autorità spirituale e potere temporale&lt;/em&gt;, pp.60-61.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; Cfr. C. Schmitt, &lt;em&gt;Terra e mare&lt;/em&gt;, p.75.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; Cfr.C. Schmitt, &lt;em&gt;Scritti su Thomas Hobbes&lt;/em&gt;, p.97.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-900999506642343008?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/900999506642343008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=900999506642343008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/900999506642343008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/900999506642343008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/08/il-liberalismo.html' title='Il liberalismo'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-6652774684640023418</id><published>2008-07-27T03:24:00.000-07:00</published><updated>2008-07-27T03:26:40.046-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teologia'/><title type='text'>Il Kalam</title><content type='html'>Distinta dalla&lt;em&gt; falsafa&lt;/em&gt; nei suoi intenti principali, sebbene contaminata anch’essa dal pensiero greco (che cercava di avversare) fu la scienza del &lt;em&gt;kalam&lt;/em&gt; (termine che nel suo senso primario significa ‘parola’, ‘discorso’). Il kalam è la scienza della parola o del discorso di Dio in sostanza è da intendersi l’apologia difensiva o, più in generale, una sorta di teologia speculativa e dialettica, che appare come un pensiero filosofico propriamente islamico.  Lo storico, filosofo e sociologo tunisino Ibn Khaldun (m. 1406) nel suo celebre Muqaddima (‘Introduzione [alla storia universale]’) la definisce la scienza che, utilizzando le prove razionali, difende gli articoli di fede e refuta ogni credenza deviante rispetto alla dottrina professata dagli antichi e dai seguaci della Sunna. La scienza del &lt;em&gt;kalam&lt;/em&gt;, che può essere definita la scolastica dell’Islam, si basa dunque sull’assoluta priorità attribuita alla Rivelazione divina rispetto alla ragione meramente umana, e per questo fermamente radicata sulla Scrittura e sulla tradizione al fine di salvaguardarla e consolidarla. Essa ha il carattere di una dialettica pura che opera sui concetti teologici.&lt;br /&gt;   La prima scuola organizzata del kalam fu quella mutazilita, fondata, o quantomeno ispirata da Wasil ibn ‘Ata (m. 748 o 749).&lt;br /&gt;   I Mu’taziliti (da i’tazala, ossia ‘separarsi’) sono considerati la prima scuola teologica dell’Islam formatasi verso la prima metà del VIII secolo a Basra (anche se sarà Baghdad, sotto diversi regni, il centro della loro scuola), sebbene in realtà è da considerarsi più un movimento intellettuale nel quale confluirono pensatori e teologi di varia estrazione convergenti tutti verso la condivisione di cinque tesi fondamentali:&lt;br /&gt;1) l’unicità di Dio, in cui tutto sarebbe radicalmente e unicamente uno;&lt;br /&gt;2) il musulmano colpevole non è miscredente né credente, ma possiede un peculiare status intermedio;&lt;br /&gt;3) l’imperativo morale di ‘ordinare il bene e proibire il male’;&lt;br /&gt;4) Dio è necessariamente giusto (non può dunque compiere il male), per cui il creato è il migliore possibile;&lt;br /&gt;5) Dio adempie alle sue promesse di premio e castigo (da cui discende il corollario dell’atto umano che è da considerarsi libero, per cui all’origine del male vi sono gli uomini stessi).&lt;br /&gt;   Ne diamo dappresso una esposizione per sommi capi.&lt;br /&gt;   Innanzitutto l’Unicità divina, che è il dogma fondamentale dell’Islam. I Mutaziliti danno dell’Essere divino e della sua unicità una concezione statica, limitata ontologicamente al piano dell’essere incondizionato. Concezione, questa, che porta alla sostanziale negazione degli attributi divini. Alcuni studiosi hanno visto l’influenza di vari fattori su tale elaborazione, ad esempio il confronto con gruppi non musulmani stabilitisi all’interno del mondo islamico (Mazdei in Iraq, Cristiani ed Ebrei in Siria), oltre alla lotta contro il dualismo di alcune sette persiane.&lt;br /&gt;   Riguardo alla seconda tesi, i Mu’taziliti definiscono il ‘peccato’ (che può essere ‘lieve’ o ‘grave’) in rapporto alla fede e all’infedeltà, ponendo il peccatore, sia dal punto di vista teologico che giuridico, in una posizione intermedia, distinta sia dal pio musulmano che dal non-musulmano.&lt;br /&gt;   La tesi poi dell’imperativo morale di ‘ordinare il bene e proibire il male’ riguarda la vita di comunità, riguarda cioè la messa in opera dei principi della giustizia e della libertà nella società. Per i Mutaziliti la giustizia non consiste soltanto nell’evitare singolarmente il male e l’ingiustizia, ma è anche un’azione di tutta la comunità al fine di creare un’atmosfera di uguaglianza e di armonia sociale, grazie alla quale ogni individuo possa realizzare le sue possibilità. Per cui libertà  e responsabilità umana si estendono all’insieme della comunità.&lt;br /&gt;   Tale visione della libertà e della responsabilità dell’uomo (nel bene e nel male) è strettamente legata alla tesi della giustizia divina. Meglio, dalla giustizia divina derivano la nostra libertà e la nostra responsabilità, poiché la ricompensa o il castigo ultraterreno altrimenti non avrebbero senso. Dio è giusto, dunque, e giudica l’uomo, che è libero, a seconda delle sue azioni. Da qui l’ultima tesi, ossia che Dio premierà e castigherà secondo giustizia, così come ha promesso. Sembrerebbe dunque, come conclude Corbin, che l’idea della grazia divina sfiori appena l’insegnamento mo’tazilita, mentre quella della giustizia vi occupa un ruolo preponderante.&lt;br /&gt;   Dal punto di vista teologico-religioso, Suhrawardi visse in un periodo durante il quale l’influenza e il potere dei Mu’taziliti andava scemando a vantaggio degli Ashariti. In risposta al movimento mu’tazilita sorse infatti l’asharismo, dal nome del suo fondatore al-Ashari (874-935), dapprima mu’tazilita ma successivamente entrato in rotta con il patrigno e maestro al-Gubba’i (890-933). Egli sente di criticare i Mutaziliti sia per il valore assoluto che questi sembrano talvolta attribuire alla ragione, rischiando di sostituirla alla fede sopprimendo così la religione, sia perché la fede in ciò che è al di là della dimostrazione razionale è un principio essenziale della vita religiosa su cui insiste lo stesso Corano. Si tratta dunque per al-Ashari di conciliare due estremi, tentativo che in senso più vasto significava tentare di conciliare le varie scuole sunnite.&lt;br /&gt;   Mentre per i Mutaziliti Dio è privo di ogni attributo positivo, e i letteralisti arrivavano a rappresentarsi la divinità quasi antropomorficamente, la soluzione di al-Ashari (che distinse l’attributo come concetto e rilevò che la dualità fra essenza e attributo stesso deve essere posta sul piano qualitativo)  prevedeva che l’Essere divino possieda realmente gli Attributi e i Nomi che sono menzionati nel Corano, che hanno una realtà positiva distinta dall’essenza anche se non hanno esistenza né realtà al di fuori della stessa.&lt;br /&gt;   Riguardo alla questione del Corano creato o increato, mentre i Mutaziliti optano per la prima soluzione (in quanto il contrario potrebbe intaccare l’assoluta Unicità di Dio, discorso simile a quello riguardante gli Attributi), e i letteralisti per la seconda, al-Ashari ancora una volta sceglie la via intermedia: il Corano inteso come ‘discorso dell’anima’, indipendente dalla manifestazione verbale, è increato (intendendo indicare l’attributo divino del kalam sussistente eternamente in Dio), ma inteso come composto da parole scritte diventa un fatto temporale creato (contrariamente a quanto sostenuto dai letteralisti).&lt;br /&gt;   Anche riguardo alla libertà dell’uomo al-Ashari sceglie la via intermedia tra i fatalisti letteralisti e i Mutaziliti, che invece tendono ad introdurre una sorta di dualismo rispetto all’attività divina, in quanto l’uomo non soltanto è libero e responsabile, ma possiederebbe anche la potenza creatrice, ossia la facoltà di creare le proprie opere. Al-Ashari lascia all’uomo la libertà che lo rende responsabile dei suoi atti, ma gli attribuisce solo l’acquisizione delle sue opere, non la loro creazione (che è da attribuirsi a Dio).&lt;a name="ah"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;   L’asharismo, formatosi verso la metà del X secolo dai diretti discepoli di al-Ashari, divenne la scuola teologica sunnita maggioritaria, può considerarsi una reazione in senso volontaristico al razionalismo mutazilita, in quanto rivendica il primato della divina onnipotenza e in particolare della Volontà libera, pura, illimitata e indeterminata di Dio. Il pensiero asharita può essere considerato il punto d’arrivo della scienza del kalam, pensiero che, se da un lato mirava a difendere la concordia fondamentale tra rivelazione e ragione, dall’altro tendeva a porre la prima al di sopra di tutto, anche a costo di contraddire in alcuni casi la seconda.&lt;br /&gt;   I Mutaziliti per spiegare la creazione e i rapporti che intercorrono tra Dio e il mondo, fecero ricorso all’idea di causalità universale, in cui gli Ashariti vedono una sorta di determinismo incompatibile con la libertà assoluta di Dio. La sapienza, la potenza e la volontà divine sono assolutamente al di sopra di qualsiasi condizione e determinazione. Al fine di spiegare la creazione del mondo e la relazione di questa con Dio essi ricorrono alla teoria dell’indivisibilità ad infinitum della materia, ossia all’atomismo, teoria certamente già presente nei pensatori greci ed anche indiani, ma rielaborata dagli Ashariti al fine di salvaguardare l’onnipotenza e la creazione di Dio così come da loro intesa. Dall’indivisibilità ad infinitum della materia deriva il ricorso ad una creazione continua, ad una condizione per cui la materia e l’accidente sono creati istante per istante da Dio. L’interesse per gli atomi e gli accidenti era dunque motivato principalmente dal desiderio di rivendicare la potenza assoluta di Dio e di spiegare con suo diretto intervento la venuta in essere delle cose e la loro persistenza nell’essere da un istante all’altro.&lt;br /&gt;   La scuola si sviluppò e si estese divenendo portavoce dell’ortodossia sunnita, e le sue alterne fortune sono legate alle vicende politiche dell’epoca. Verso la metà dell’ XI secolo si assiste all’ascesa, nell’impero abbaside, dei principi persiani della dinastia dei Buyidi, sciiti, favorevoli a una superiore sintesi tra pensiero mu’tazilita e dottrina sciita, con conseguente declino dell’asharismo. Il quale però ritornò in auge quando presero il potere i turchi selgiuchidi, sunniti, i quali diedero l’appoggio delle autorità ufficiali, grazie al quale l’asharismo (insegnato nelle due grandi università appena fondate di Baghdad e Nishapur) divenne dottrina ufficiale dell’impero abbaside. Un periodo insomma in cui le ‘offensive’ dottrinali e filosofiche andavano di pari passo con le ‘offensive’ politiche. Per cui l’offensiva sferrata contro i ‘batiniti’ (termine che si può riferire a tutti coloro che avallano una interpretazione esoterica, interioristica o allegorica del Corano) da uno dei principali esponenti della teologia asharita, Abu Hamid al-Ghazali (1050-1111), avrebbe un risvolto anche politico, in quanto mirerebbe a colpire, il potere fatimida del Cairo, ove avevano trovato rifugio i filosofi e professante l’’eresia’ sciita.  &lt;br /&gt;   Strenuo difensore dell’ortodossia sunnita, al-Ghazali visse appena qualche decennio prima di Suhrawardi. Nato a Tus (ove anche morì) e vissuto tra Baghdad e Damasco, egli contestò l’autonomia della conoscenza, in particolare della falsafa, rispetto all’Islam canonico, parallelamente riconoscendo un alto valore alle vie spirituali del sufismo, rimanendo comunque entro i limiti dell’ortodossia e dell’ubbidienza alla Legge. Egli fu un teologo e giurista molto vicino alla mistica, e le sue opere coprono vasti ambiti del sapere, tra cui il diritto, la logica, la morale e la scienza del kalam. Numerosi sono poi i testi di critica ai batiniti, ossia ai fautori dell’interpretazione esoterica, simbolica e allegorica del Corano (in particolare gli Sciiti), ma anche contro coloro che, come gli esponenti della scuola giuridica sunnita hanbalita, sostengono un letteralismo altrettanto sviante, oltre che intransigente e aggressivo. Egli cercava insomma di conciliare il pensiero islamico ortodosso con i principi sufi in chiave anti-peripatetica. Ad ogni modo, pur attaccando la falsafa, egli in varie opere esprime apprezzamento per talune verità da essa apportate, soprattutto nel campo della logica, ma anche nelle scienze della natura e della matematica, ma nel complesso rimase ostile verso ogni forma di conoscenza che miri solo alle verità razionali.  Per al-Ghazali la pura speculazione razionale non può condurre l’uomo alla verità, e il cammino per il sapere consiste nello studio e nella comprensione della verità rivelata, manifestatasi nella profezia.&lt;br /&gt;   Quello che agli occhi di al-Ghazali è criticabile nella falsafa è la verità meramente relativa che essa veicolerebbe, fonte di illusioni, innovazioni perniciose ed eresie. I filosofi (tra cui Socrate, Platone e Aristotele) dunque sono per al-Gazali tutti eretici, come lo sono anche i loro seguaci musulmani (quindi primi, fra tutti, al-Farabi e Avicenna). I filosofi, infatti, secondo al-Ghazali, sebbene monoteisti per molti aspetti, mantenevano un residuo speculativo che li faceva comunque scivolare nella miscredenza e nell’eresia. Egli paradossalmente cerca di dimostrare ai filosofi la fallacia della dimostrazione filosofica proprio attraverso una dimostrazione filosofica, porgendo involontariamente il fianco alla replica di un Averroè. L’idea centrale del suo pensiero è la negazione, tipicamente asharita, della causalità, e di conseguenza dell’idea avicenniana che fonda l’esistenza dei possibili sulla necessità del Principio. Tutti i processi naturali, infatti, rappresentano un ordine stabilito dalla Volontà di Dio, che può cambiare in ogni momento.&lt;br /&gt;   L’unica base della conoscenza, dunque, doveva essere l’esperienza mistica, la conoscenza del Cuore, grazie alla quale la cosa conosciuta si rivela completamene (allo spirito), in modo tale che nessun dubbio possa sussistere a suo riguardo e che nessun errore possa oscurarla. Una visio intellectualis, una propensione mistica che Corbin mette in relazione con la conoscenza del cuore  già formulata dagli Imam dello Sciismo, ossia proprio quei batiniti che egli si proponeva di criticare. Una conoscenza che nessun filosofo ‘illuminativo’ avrebbe difficoltà ad apprezzare. In conclusione, possiamo dire che con al-Ghazali nel pensiero islamico si veniva a creare, se non una vera e propria opposizione tra sufismo e peripatetismo, quantomeno una insorgenza di difficoltà concettuali nel confronto tra teologia e filosofia. Sulla sua scia, anche un Shahrastani (m.1153), che ritroveremo spesso più avanti nel nostro studio quale fonte di Suhrawardi, rinnoverà l’attacco contro i filosofi ellenizzanti, in particolare Avicenna.&lt;br /&gt;   Sebbene con la morte del ‘rivale’ di al-Ghazali, il peripatetico Averroè, avvenuta nel 1198, si può dire che nell’Islam sunnita si chiuse un’era, tuttavia nella stessa epoca con Suhrawardi e Ibn Arabi si può dire che se ne aprì un’altra. Alcuni studiosi hanno voluto vedere nella partecipazione dell’adolescente Ibn Arabi ai funerali del grande filosofo di Cordova un simbolo di un cambiamento, ossia la fine di una filosofia islamica che proprio con Averroè aveva raggiunto il suo culmine, ma anche la sua conclusione.&lt;br /&gt;   Così mentre in Occidente si sviluppò l’averroismo, nel mondo iranico, ecco che dall’altra estremità del territorio islamico prosperò l’avicennismo, fino alla restaurazione della Filosofia dell’Illuminazione ad opera di Suhrawardi, un tentativo di unire indissolubilmente filosofia ed esperienza mistica i cui esiti si sono fatti sentire fino ai nostri giorni.  &lt;br /&gt;   Suhrawardi, che  a dire di Corbin sembra avere più o meno ignorato Ghazali,  a differenza di quest’ultimo cercò una superiore sintesi (a dir la verità abbozzata già da Avicenna) che andasse oltre entrambe le posizioni, per cui la filosofia peripatetica doveva divenire il requisito base per la comprensione della superiore Filosofia dell’Illuminazione, creando così una sorte di ponte tra la tradizione razionale della filosofia islamica e la via gnostico-sufi della conoscenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-6652774684640023418?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/6652774684640023418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=6652774684640023418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6652774684640023418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6652774684640023418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/07/il-kalam.html' title='Il Kalam'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-3729098505730454592</id><published>2008-07-21T12:27:00.000-07:00</published><updated>2008-07-27T03:24:28.914-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Il contesto in cui sorse e si sviluppò la filosofia islamica</title><content type='html'>La filosofia islamica sorse in un ambiente storico, culturale e religioso nel quale erano presenti culture e popoli molto diversi tra loro e con religioni differenti, ma tutte in qualche modo ormai inesorabilmente contaminate dalla cultura greca, in particolare dalla sapienza ellenica. Molto prima della conquista araba dei territori che attualmente compongono la Siria, il Libano e la Palestina è accertata una tradizione secolare di studi, tanto da formare una vera e propria scuola, che si distinse nella traduzione dal greco al siriano di opere riguardanti sia argomenti sacri che profani. Da sottolineare la circolazione in siriano di opere dossografiche filosofiche su vari autori (Pitagora, Platone, Aristotele, ecc.), risalenti a fonti sia pagane che cristiane.&lt;br /&gt;Dunque anche per quanto riguarda il mondo islamico, non si può prescindere dal considerare in che modo la cultura e la filosofia greca influenzarono la nascita e lo sviluppo del pensiero islamico. A tal fine, dobbiamo partire dalle traduzioni, precisando che comunque gli autori musulmani che nel corso dei decenni vennero a contatto con tali opere e i loro esponenti erano ben consapevoli del fatto che si trattava di scienze che avevano un’origine non coranica (da cui una bipartizione delle discipline in scientifiche e coraniche o tradizionali).&lt;br /&gt;Le prime traduzioni dal greco in siriaco e in arabo e dal siriaco in arabo iniziarono sotto il califfato di al-Mansur (r. 754-75), e proseguirono sino alla seconda metà del X secolo. Fra i primi traduttori ci fu Ibn al-Muqaffa’ (m. 756), segretario dello stesso al-Mansur, autore di traduzioni dal persiano di opere scientifiche e religiose ma anche letterarie.&lt;br /&gt;Quando pochi anni dopo il califfo abbaside al-Ma’mun (813-833) fece proprie le tesi fondamentali del mutazilismo, ingaggiò una campagna persecutoria contro le autorità religiose tradizionali a questo avverse. Nello stesso periodo però, dominato dalla competizione fra modelli culturali alternativi, si sviluppò un vasto movimento di traduzione dal greco in arabo di opere sia scientifiche che filosofiche, il cui principale promotore fu Abu Yusuf ibn Ishaq al-Kindi (m. 870 ca.), considerato il primo &lt;em&gt;faylasuf,&lt;/em&gt; e il cui progetto era difendere le scienze razionali dimostrandone la coerenza con la fede. La legittimazione delle scienze degli antichi deve essere accompagnata cioè dall’adattamento di queste ultime alla tradizione religiosa prettamente islamica.&lt;br /&gt;Innanzitutto a lui (ed alla sua cerchia) si deve la più antica traduzione araba (letterale e senza nessuna alterazione dell’ordine interno del testo) della &lt;em&gt;Metafisica&lt;/em&gt; di Aristotele, giunta sino a noi grazie ad Averroè, che se ne servì per il proprio &lt;em&gt;Commento Grande&lt;/em&gt;. La conoscenza di tale opera fu di importanza capitale per il successivo sviluppo del pensiero islamico, poiché, fu ripetutamente utilizzata e commentata da al-Farabi, da Avicenna, da Averroè e da autori anche più tardi. Essa fu vista come l’opera in cui Aristotele aveva condotto la ricerca delle cause di tutto ciò che è, raggiungendo (da greco e da pagano) la stessa conclusione dei credenti circa l’esistenza di un’unica Causa Prima dell’universo.&lt;br /&gt;Un’altra importante traduzione effettuata dal circolo di al-Kindi sotto il califfato di al-Mu’tasim (r. 833-842) fu la versione parafrasata delle &lt;em&gt;Enneadi&lt;/em&gt; (IV-VI) di Plotino, che divenne conosciuta nel mondo islamico come la &lt;em&gt;Teologia di Aristotele&lt;/em&gt; (sebbene il titolo completo sia&lt;em&gt; Libro di Aristotele il filosofo&lt;/em&gt;, detto in greco ‘Teologia’, ossia Discorso sulla sovranità divina). Infatti tale versione è presentata come il complemento teologico della trattazione delle cause svolta da Aristotele nella &lt;em&gt;Metafisica.&lt;/em&gt; I trattati in questione sono stati però suddivisi andando a costituire un’unità letteraria nuova, adattandone la terminologia al fine di farla coincidere per quanto possibile con il principio islamico dell’Unicità divina, oltre che con la dottrina aristotelica del Principio Primo. Uno dei motivi conduttori dell’aristotelismo arabo è infatti proprio quello del Motore Immobile, identificato con l’Uno-Bene della tradizione neoplatonica.&lt;br /&gt;E sempre ad Aristotele venne attribuito un altro importante testo neoplatonico, ossia il &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Libro di Aristotele sull’esposizione del Bene Puro&lt;/span&gt;, anche noto come &lt;em&gt;Liber de causis&lt;/em&gt;, e basato sulla traduzione araba degli &lt;em&gt;Elementi di Teologia&lt;/em&gt; di Proclo. Tale traduzione è però caratterizzata da una interpretazione creazionista e aristotelizzante di Plotino, così come è avvenuto per la pseudo-Teologia di Aristotele.&lt;br /&gt;Nel &lt;em&gt;Fihrist&lt;/em&gt; è poi menzionato un compendio del &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;De anima&lt;/span&gt; appartenente anch’esso al gruppo delle traduzioni del circolo di al-Kindi, e con esso la dottrina aristotelica sull’anima fece così il suo ingresso nel mondo di lingua araba già accompagnata dall’interpretazione neoplatonica. Sempre nel &lt;em&gt;Fihrist&lt;/em&gt; si afferma che lo stesso Ibn al-Bitriq tradusse il &lt;em&gt;Timeo&lt;/em&gt; (traduzione però andata perduta), il &lt;em&gt;De caelo&lt;/em&gt;, i &lt;em&gt;Meteorologica,&lt;/em&gt; il &lt;em&gt;De generatione animalium&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;De partibus animalium&lt;/em&gt;, per cui la cosmologia di Aristotele entra a far parte del bagaglio concettuale dei musulmani colti.&lt;br /&gt;Altrettanto importanti sono le opere dossografiche che resero noti ai sapienti musulmani gli inizi e la storia del pensiero filosofico greco. Al cristiano melchita Qusta ibn Luqa (820-912), che a Baghdad conoscerà al-Kindi, si deve la traduzione in arabo dei &lt;em&gt;Placita Philosophorum&lt;/em&gt;, con il titolo di &lt;em&gt;Libro di Plutarco&lt;/em&gt; sulle opinioni sulla natura espresse dai dotti, che rappresenta per i musulmani dotti la fonte principale sia della filosofia presocratica che del pensiero stoico. Tale opera, una raccolta di opinioni ‘fisiche’ sul cosmo e i suoi principi, dà inizio a una tradizione dossografica specificatamente araba che trova in al-Shahrastani (m.1153), e in al-Shahrazuri (XIII secolo), suo discepolo e biografo, due degli esponenti più rappresentativi.&lt;br /&gt;Un’altra dossografia prodotta nel contesto del circolo di al-Kindi che va ricordata è il &lt;em&gt;Libro di Ammonio sulle opinioni dei filosofi&lt;/em&gt;, in realtà opera di Ippolito di Roma (m. 235) intitolata &lt;em&gt;Confutazione di tutte le eresie&lt;/em&gt;. Fine di tale testo è utilizzare le opinioni degli antichi per dimostrare come anche questi avessero intravisto la verità della creazione &lt;em&gt;ex nihilo&lt;/em&gt; ed elaborato argomenti validi contro il dualismo.&lt;br /&gt;Proprio al&lt;em&gt; Libro di Ammonio&lt;/em&gt; sulle opinioni dei filosofi risalgono le dottrine neoplatoniche attribuite ad Empedocle nelle opere dossografiche come il &lt;em&gt;Kitab al-milal wa-l-nihal&lt;/em&gt; di al-Shahrastani.&lt;br /&gt;Riguardo invece a Pitagora, la &lt;em&gt;Vita di Pitagora&lt;/em&gt; di Porfirio circolò nel mondo islamico, ove i sapienti vi ritrovarono sia l’istruzione ‘divina’ di Pitagora che la ripresa delle dottrine pitagoriche di parte di Platone, Aristotele e dei loro successori. I &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Versi d’oro&lt;/span&gt; furono tradotti, così come fu tradotto il relativo commento attribuito a Giamblico. Vi è anche un commento attribuito a Proclo sia dal manoscritto arabo che lo conserva che dal &lt;em&gt;Fihrist&lt;/em&gt;, ma tale commento è ignoto nella tradizione greca.&lt;br /&gt;Grazie a quest’ultimi ed ai traduttori ad essi associati, di poco posteriori rispetto all’epoca di al-Kindi, nel periodo compreso tra la seconda metà del IX secolo e i primi decenni del X il corpus aristotelico fu reso disponibile per intero al mondo islamico. Il &lt;em&gt;Fihrist&lt;/em&gt; attribuisce ad Hunayn ibn Ishaq anche la traduzione delle &lt;em&gt;Leggi &lt;/em&gt;e del &lt;em&gt;Timeo&lt;/em&gt;, oltre ad un’opera esegetica sulla &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt;, mentre al figlio è attribuita la traduzione del &lt;em&gt;Sofista&lt;/em&gt; completa del commento di Olimpiodoro. Nessuna di queste traduzioni è stata ritrovata, mentre lo è stata la maggior parte delle traduzioni di opere aristoteliche attribuite ad Hunayn ibn Ishaq e ai suoi collaboratori. Di sfuggita segnaliamo un altro gruppo di traduttori è legato alla scuola dei Sabei di Harran, un gruppo neoplatonico e neopitagorizzante che mescolava tali dottrine, le proprie conoscenza astronomiche e matematiche con l’astrologia caldee.&lt;br /&gt;Riassumendo, si può dire che in circa un secolo (dalla metà del IX alla metà del X) si concentra la maggior parte delle traduzioni grazie alle quali prenderanno forma i contenuti dottrinali della &lt;em&gt;falsafa&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-3729098505730454592?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/3729098505730454592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=3729098505730454592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/3729098505730454592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/3729098505730454592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/07/il-contesto-in-cui-sorse-e-si-svilupp.html' title='Il contesto in cui sorse e si sviluppò la filosofia islamica'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-6805193336142242143</id><published>2008-06-12T15:47:00.000-07:00</published><updated>2008-06-12T15:50:06.754-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Il Profeta Muhammad</title><content type='html'>Il Corano afferma che l’Islam è l’ultima e la più perfetta delle religioni rivelate, e il Profeta Muhammad (S) è il Sigillo dei Profeti, l’ultimo restauratore del Monoteismo.&lt;br /&gt;In molti testi sacri di altre religioni vi sono dei riferimenti alla venuta del Profeta Muhammad (SA), a testimonianza del fatto che l’Islam è la forma finale ed inalterabile del messaggio divino, tale da completare tutti i Libri sacri precedenti, ed a dimostrazione che tutte le religioni rivelate, nella loro forma originale ed immune da alterazioni, altro non sono che la fede monoteistica primordiale, ossia l’Islam, religione di tutti i Profeti di Dio.&lt;br /&gt;In Deuteronomio (18:15-18) si legge di un Profeta che sarà simile a Mosè (A) che sorgerà tra i fratelli degli Israeliti, ossia fra gli Arabi, che sono i discendenti di Ismaele, fratello di Isacco, progenitore degli Ebrei: “15: Il Signore tuo Dio susciterà pe te, fra i tuoi fratelli, in mezzo a te, un profeta come me: lui ascolterete. 16: Come tu hai chiesto al Signore tuo Dio all’Oreb, nel giorno dell’assemblea, dicendo: ‘Non voglio più ascoltare la voce del Signore mio Dio, e non voglio più vedere questo grande fuoco, per non morire.’ 17: Il Signore mi disse:’Hanno parlato bene. 18: Susciterò per loro, in mezzo ai loro fratelli, un profeta come te, porrò le mie parole sulla sua bocca, ed egli dirà loro tutto ciò che gli ordinerò. 19: Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dice in mio nome, io stesso gliene chiederò conto’.”&lt;br /&gt;Il Sacro Corano è stato rivelato parola per parola, il che porta ad affermare che l’espressione “porrò la mie parole nella sua bocca” non può che applicarsi al Profeta Muhammad (S). In Isaia (21:7) leggiamo: “Vidi due cavalieri, l’uno dei quali cavalcava un asino; l’altro cavalcava un cammello e procedeva diligentemente ed in gran fretta.” I due cavalieri raffigurati nella visione di Isaia come restauratori della religione sono Gesù (A), che entrò a Gerusalemme in sella ad un asino, e l’altro Muhammad (S), che soleva cavalcare il cammello. Nel Cantico dei Cantici (5: 16) si legge: “La sua bocca è dolce, sì, egli è Muhammad, il prediletto. Questi è il Mio amato ed il Mio intimo”. Le traduzioni rendono impropriamente il termine Muhammadin non come nome proprio, ma come aggettivo nel senso di ‘prediletto’, che nondimeno è uno degli attributi del Profeta.&lt;br /&gt;Nel Vangelo di Giovanni (XVI, 7-14) è scritto:&lt;br /&gt;“Ora vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. […] Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.”&lt;br /&gt;Ora, il Parakletos (Consolatore) era scritto in origine Paraklitos (Il Degno di essere lodato), che in arabo si traduce proprio con Ahmad (di cui Muhammad è un superlativo), che non parlava da se stesso ma recitava il Sacro Corano così come lo riceveva dall’Arcangelo Gabriele, e glorificò Gesù (A). Una sura del Sacro Corano è inoltre intitolata alla Vergine Maria.&lt;br /&gt;Ma non solo, nello Zend Avesta (13, XXVIII, 129) si parla di un “iconoclasta” a venire il cui nome sarà “il Degno di essere lodato” e il “Misericordioso per tutti”, come appunto significa il nome Muhammad. Sia nei Purana che nei Veda indù fu predetta la venuta di un uomo saggio “nato nel deserto” e chiamato il “Degno di lode”, un “saggio con cammelli” che “avrà due vittorie con trecento e duemila fedeli”, e il Profeta Muhammad (S) vinse a Badr proprio con trecento seguaci e alla Mecca con circa duemila. Nel Kaluki Purana, a proposito dell’ultimo Profeta, è scritto che “suo padre si chiamerà lo schiavo di Dio e sua madre la degna di fiducia”, e traducendo in arabo questi termini si avrà proprio i nomi dei genitori del Profeta (S): Abdullah e Amina. Vi è scritto inoltre che “nato nel paese delle sabbie, dovrà rifugiarsi a nord della sua città natale”, ed infatti il Profeta si recò a Medina dando inizio all’era islamica e alla restaurazione della Tradizione Monoteistica Primordiale.&lt;br /&gt;Ancora, nel testo sacro indù Bhavishya Purana (Parv 3, Khand 3, Adhya 3, Shloka 5-8) leggiamo: “Un maestro spirituale straniero (mlecca) apparirà insieme ai suoi compagni. Il suo nome sarà Muhammad. Il Raja (sovrano dell’India) dopo aver lustrato questo grande maestro arabo con le acque dei cinque fiumi e con quelle del Gange gli offre il suo sincero rispetto e con fare reverenziale gli dice: ‘O orgoglio dell’umanità, abitatore dell’Arabia. Hai radunato grandi forze al fine di uccidere i demoni e sei stato protetto contro i tuoi nemici fra i tuoi compatrioti. O immagine di Dio purissimo, del Signore eccelso, sono tuo schiavo, accettami come chi giace ai tuoi piedi.”&lt;br /&gt;Nel Dasatir (cap. 14), insieme allo Zend Avesta libro sacro dei zoroastriani, è scritto che “allorquando i Persiani saranno decaduti quanto a moralità sorgerà in Arabia un uomo i cui seguaci rovesceranno il trono di Persia, la sua religione ed ogni cosa. I potenti di Persia verranno deposti. La casa edificata, al cui interno erano posti molti idoli, verrà purificata dagli idoli, e gli uomini pregheranno volgendosi ad essa. I suoi seguaci cattureranno Parsis, Tus, Balkh e le città circostanti. Gli uomini saranno discordi, ed i Magi di Persia ed altri si uniranno ai suoi seguaci.”&lt;br /&gt;Il Profeta (S), che rende dunque testimonianza alla veridicità di tutti i Profeti apparsi nelle differenti comunità di uomini in seno alla più nobile delle famiglie arabe (Bani Hashim). I suoi genitori morirono quando egli era ancora fanciullo, e così a prendersi cura di lui fu lo zio paterno Abu Talib. Nonostante egli non avesse studiato, divenne subito conosciuto per la sua saggezza, la sua educazione e la sua lealtà. Proprio queste eccelse virtù colpirono una donna della sua stessa tribù, Khadija che decise di affidargli la cura dei propri beni e dei propri commerci. Dopo poco tempo ella gli propose il matrimonio, che il Profeta (s) accettò, continuando ad occuparsi dei commerci. Durante un viaggio in Siria insieme ad un servo di Khadijah fu un monaco cristiano a riconoscere il rango del Profeta. Egli disse al servo: “E’ proprio lui! Egli è l’ultimo dei profeti di Dio. Potessi vedere il giorno in cui riceverà da Dio l’incarico di invitare la gente alla Sua religione!”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Muhammad (S) non adorò mai gli idoli, e all’età di quarant’anni, mentre era in ritiro spirituale nella grotta di Hara, fu chiamato da Dio Altissimo alla missione profetica.&lt;br /&gt;Ad Alì ibn Abu Talib (A), suo cugino, che fu il primo ad abbracciare l’Islam, nei pressi dello stagno di Khum fu affidata da parte del Profeta (S) la guida dell’intera comunità islamica, dando così inizio al ciclo dell’Imamato che doveva succedere a quello della Profezia. Dopo la morte dello zio Abu Talib, che gli aveva assicurato fino ad allora la sua protezione, e della sua unica e fedele moglie, gli idolatri vollero approfittarne per ucciderlo, ma Dio lo informò del complotto ordinandogli di partire per Yathrib (fu appunto l’Egira, l’inizio dell’era islamica), dove gli abitanti, che avevano già accettato l’Islam, lo accolsero a braccia aperte. Da allora questa città venne chiamata Città del Profeta (Madinat ar-Rasul), ossia Medina. Il Profeta scrisse inoltre delle lettere ai monarchi di Bisanzio, di Persia, d’Egitto e d’Abissinia invitandogli ad abbracciare la religione universale dell’Islam. Che l’Islam avesse una vocazione universale lo dimostra il fatto che la composizione etnica del gruppo di seguaci del Profeta presenta, oltre agli arabi, un africano, ossia l’etiope Bilal, il persiano Salman Farsi e il romano di Bisanzio Suhayb, detto ar-Rumi.&lt;br /&gt;E’ tramandato che il Profeta disse: “Ho lasciato tra voi ciò cui attenervi per non traviarvi dopo di me, due preziose cose, di cui l’una è maggiore dell’altra: il Libro di Dio, corda distesa dal cielo alla terra, e i Miei Parenti, la Gente della Mia Casa. Sappiate che queste due cose non si separeranno mai tra loro finchè non mi raggiungeranno allo Stagno [di Kawthar]”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I più importanti membri dell’Ahlulbait sono i Cinque del Mantello&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt;, ossia il Profeta Muhammad, sua figlia Fatima, Alì, i due figli di questi ultimi, Hasan e Hussein, a cui vanno aggiunti i nove Imam discendenti da Hussein.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Il Profeta, sua figlia Fatima e i dodici Imam sono i Quattordici Infallibili e Purissimi.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo circa dieci anni trascorsi a Medina, il Profeta (S) morì e secondo un hadith tramandato, le sue ultime parole furono esortazioni a trattare in maniera gentile gli schiavi e le donne.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[6]&lt;/a&gt; Da Alì (A), il primo Imam, e Fatima (A), figlia del Profeta, discendono dunque gli altri Imam guide dell’ umanità. Era infatti necessario che il sommo Profeta, dopo la sua morte, venisse sostituito da Dio con un uomo che, pur non ricevendo l’ispirazione divina e non possedendo una missione profetica, possedesse comunque lo stesso grado di perfezione affinché potesse custodire il sapere e i precetti della religione e guidare gli uomini sulla Retta Via. Era altresì logicamente necessario cioè che esistesse sempre un Imam presso il quale fossero custodite le Leggi e le conoscenze della religione, poiché gli uomini non sono immuni dal peccato e dall’errore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; A. Tabatabai, Compendio della dottrina islamica, pp.74-75.&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Al-musnad dell’imam Ahmad Ben Hanbal: vol.3, p.59, cit. in La Retta Via, p.4. Inoltre: “La mia ahlulbait [lett. ‘Gente della Casa’] , tra il mio popolo, è come l’Arca di Noè [tra le onde del mare in tempesta]: chiunque salì [su quest’arca] si salvò, chi [invece] l’abbandonò perì…”. (La Retta Via, p.4). Dio stesso nel Corano rivelò: “[O Profeta] dì [alla gente]: ‘Non vi chiedo alcuna ricompensa per essa [l’esecuzione della missione profetica] se non l’amore per i miei parenti.” (Corano, XLII: 23).&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; In una tradizione è riportato che “Discese la rivelazione divina sul Profeta, il quale coprì Alì, Fatima e i suoi due figli [Hasan e Husain], col proprio mantello e disse: ‘O Dio, queste persone costituiscono la mia ahlulbait.” (Cfr. La Retta Via, p.7).&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; A proposito della Ahlulbait il Profeta disse che “Essi sono la mia famiglia, sono parte del mio corpo, del mio sangue.” (Kifayatu-l’athar: 91. Tafsiru-l-burhan 1:9, in La Retta Via, p.8).&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; Cfr. Corano 23:33; Sahih di Muslim (4: 1883, 2424), Al-mustadrak Ala-s-sahihain (3: 159, 4707), Tafsir di Tabari (12: cap.22, 6), As-sunanu-l-kubrà (2: 212, 2858).&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3943485030579488928#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; Cfr. A. Tabatabi, La Shi’ah nell’Islam, p.86.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-6805193336142242143?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/6805193336142242143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=6805193336142242143' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6805193336142242143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6805193336142242143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/06/il-profeta-muhammad.html' title='Il Profeta Muhammad'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-7944063140593143860</id><published>2008-05-24T04:18:00.001-07:00</published><updated>2008-05-24T04:29:24.878-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Razionalismo e Illuminismo</title><content type='html'>L’essenza individualistica che ha caratterizza il protestantesimo non va disgiunta da un altro aspetto dell’Umanesimo, il razionalismo, che finì per limitare definitivamente l’ orizzonte dell’uomo a se stesso e alla materia che lo circonda.  &lt;br /&gt;   Cartesio dichiara di essere giunto alla conclusione di dubitare di tutto ciò che non è completamente certo, per giungere, attraverso, il dubbio metodico, ad una certezza assoluta, ossia ad una verità considerata scientifica. Non una Verità rivelata, quindi, ma un’indefinita ricerca dal basso da parte dell’uomo-dio, essendo la certezza formale del ‘cogito ergo sum’ l’unica certezza minima che si trova eliminando tutto ciò che è dubbio.&lt;br /&gt;   L’uomo dal culto di Dio comincia a passare al culto di ciò che in lui, come semplice essere umano, ritiene essere la base di ogni suo giudizio, la ragione, facendone la misura di ogni certezza e verità. A partire dalla Rinascenza, questa tendenza si esasperò nell’ Illuminismo e nell’Enciclopedismo, accompagnando inevitabilmente una critica antireligiosa.&lt;br /&gt;   Con la caduta della civiltà medievale, che dal punto di vista religioso e spirituale fu l’apice toccato dal mondo occidentale, si assiste all’espandersi delle genti europee in tutto il mondo con le scoperte, le esplorazioni, ma soprattutto le conquiste coloniali. Era mutata per la coscienza collettiva degli uomini l’immagine globale del nostro pianeta, la rappresentazione astronomica dell’universo e la conseguente eliminazione delle tradizionali concezioni antiche e medievali.&lt;br /&gt;   Purtroppo pian piano il supremo interesse e la ragione di ogni lotta in Occidente divenne la semplice disputa di brani del territorio europeo: sorse l’ imperialismo, ossia la tendenza degli stati nazionali ad affermarsi militarmente ed economicamente su altre nazioni.&lt;br /&gt;   Già nel Cinquecento era emerso il tema essenziale dell’universalità dell’obbligazione politica nei confronti del sovrano da parte di tutti i sudditi, indipendentemente dalla loro fede religiosa (evidentemente di secondaria importanza), distinguendo dunque confessione religiosa e obbedienza al sovrano, con quest’ultima preminente sulla prima. Il re governa senza nessun riferimento ad una realtà trascendente, tranne nella vuota formula del ‘diritto divino’ definito dalla Chiesa cattolica nel Concilio di Trento per le nazioni cattoliche. Quindi i vari Stati tributano un riconoscimento più o meno esteriore all’autorità papale in fatto di mera religione, avendo in cambio un utile per la ragion di stato, quando non si giunge addirittura a subordinare spudoratamente lo spirituale al temporale, come nel caso della Chiesa anglicana e, in seguito, con le varie chiese nazionali controllate dallo Stato. Ciò che succede all’impero quindi è una molteplicità di Stati nazionali, con i rispettivi governanti sempre più insofferenti verso qualsivoglia autorità che non sia il proprio io.&lt;br /&gt;   Il distacco tra Dio e l’uomo divenne ben presto incolmabile, e le forze dell’oppressione cominciarono a dilagare sulla terra. Tutti i popoli dell’ Europa centro-occidentale parteciparono, in misura diversa, a quell’ impresa collettiva che fu la scoperta di nuove terre e che condusse in breve tempo al dominio occidentale sul mondo intero.&lt;br /&gt;   Le due grandi forze propulsive dell'Occidente moderno sono state (e sono), secondo lo storico svizzero Jacob Burckhardt (1818-1897), l’ avidità di guadagno e la volontà di potenza. Dal Cinquecento in poi possiamo dire che queste forze avanzano irresistibilmente, sviluppandosi dapprima nell’Europa centro-occidentale. Esse abbattono come un uragano le forme medioevali della comunità cristiana, generano nuovi Stati, nuovi eserciti e nuove macchine con cui sottomettere i popoli extraeuropei, ponendoli di fronte alla scelta se accettare la ‘superiore’ civiltà europea e partecipare al nuovo corso dell’umanità o rimanere un mero popolo coloniale. L’Occidente conquistò il mondo non grazie alla forza delle proprie idee, dei propri valori o della propria religione, ma grazie alla superiore capacità di scatenare violenza organizzata. I popoli europei trattarono queste nuove terre e le popolazioni locali al rango di beni senza padrone, soggiogando e saccheggiando facendo appello alla missione di diffondere il cristianesimo. La rovina dei popoli è ovunque opera dell’occidente sedicente cristiano.&lt;br /&gt;   Nel Settecento, con il trionfo dell’illuminismo, si esclude definitivamente l’ordine sovrannaturale e rivelato (da cui una camuffata ostilità verso le religioni rivelate) e si impone la credenza nel potere totale dell’uomo di creare e modificare il mondo e la propria morale. Si vuol far credere insomma che non ci sia nessun ordine delle cose stabile e indipendente dall’uomo (quale può essere la Legge Sacra), né tanto meno una Verità universale. La verità non è mai acquisita, e non esiste né in cielo né in terra qualcosa di assoluto, essendo tutto relativo, transitorio e contestabile.&lt;br /&gt;   Questo metodo mette in discussione perpetua quello che è stato acquisito, dato che l’uomo è ritenuto incapace di aderire una volta per tutte ad una verità eterna, assoluta, né è capace di scoprirla a patto di avere la volontà di cercarla perpetuamente. Si rifiuta quindi l’esistenza e l’intervento reale di Dio nella vita dell’uomo, si rifiuta cioè l’idea di un Dio personale e provvidenziale, e si va alla ricerca di una pseudo-religione universale basata sulla ragione umana, dato che nessuna religione possiede la verità assoluta ed esclusiva. Le idee, i principi fondamentali, le leggi su cui si basa l’Occidente sono improntati dunque ad un naturalismo che pone in tutte le cose come maestre e sovrane la natura e la ragione umana.&lt;br /&gt;   Con l’Illuminismo si consolida in sostanza una pseudo-religione dell’uomo-dio, in cui l’uomo è stato talmente esaltato e divinizzato l’uomo da essere posto sull’altare al posto di Dio. L’uomo diventa il punto di partenza di tutte le cose e di tutto lo scibile, ed si illude  di essere capace di assumere un ruolo di ‘costruttore’ del proprio destino senza interventi divini, ritenuti superflui. Non vi è nessuna realtà divina, metafisica, a cui la ragione deve dar conto, per cui diventa improprio chiedere quale sia, allora, il senso della ragione, ed eventualmente denunciarne l’irrazionalità. La ragione è il nuovo assoluto.&lt;br /&gt;   Un caposaldo della pseudo-morale studiata per la gioia delle masse sarebbe l’idea che ognuno è libero di agire secondo le sue convinzioni e riflessioni, o mediante gli insegnamenti che ha ricevuto e che gli sembrano validi, rispettando la libertà altrui e non irritandosi se il suo prossimo la pensa diversamente da lui, e lo manifesta. Questo relativismo assoluto e la scialba tolleranza che ne deriva per l’uomo occidentale è oggi quasi scontato, ma non lo è affatto per l’uomo religioso che ha orientato la propria vita verso la Verità rivelata, ed è pronto a testimoniarla e a difenderla.&lt;br /&gt;   Il termine ‘civiltà’ diviene sinonimo di sviluppo progressivo della scienza e della tecnica, dei costumi e delle leggi, del commercio e dell’industria, mentre i due grandi ostacoli a questo progresso sono le religioni dogmatiche e le guerre politiche, in quanto il significato e lo scopo della storia risiedono unicamente nel miglioramento meramente materiale della condizione umana mediante la ragione e nel renderlo meno ignorante e più felice. La speranza cristiana nella redenzione viene secolarizzata nell’attesa indeterminata di un mondo migliore e in una fede nella capacità umana di provvedere alla propria felicità terrena.&lt;br /&gt;   Nell’Illuminismo Dio diviene un mero concetto, distante e impersonale, assente dallo svolgersi delle vicende umane e terrene, e la storia diviene una evoluzione progressiva verso la migliore condizione possibile per l’uomo, che fonderà le sue speranze sulla rivoluzione industriale e sulla fiducia che la ragione e la tecnica avrebbe dato tutte le risposte e risolte tutti i problemi. La filosofia della storia, figlia dell’Illuminismo, ha abbassato e secolarizzato il concetto della divina provvidenza in quello della previsione umana del progresso meramente materiale.&lt;br /&gt;   La coscienza storica moderna si è quindi liberata dalla fede cristiana, ma ha tenuto fermo sia ai suoi presupposti che alle sue conseguenza, cioè alla concezione del passato come preparazione e del futuro come compimento, per cui si è scaduti in un sviluppo progressivo in cui ogni stadio attuale è il compimento di certe preparazioni storiche. Quindi la moderna sopravvalutazione del mondo come storia deriva dall’emancipazione dalla teologia, a cui bisogna aggiungere la rivoluzione politica in Francia e quella industriale in Inghilterra, che fecero sentire la loro influenza universale in tutto il mondo civile. Nell’insieme, è una coscienza storica moderna quindi tanto cristiana nella sua origine quanto anticristiana, e in generale antireligiosa, nelle sue conseguenze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-7944063140593143860?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/7944063140593143860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=7944063140593143860' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/7944063140593143860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/7944063140593143860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/05/razionalismo-e-illuminismo.html' title='Razionalismo e Illuminismo'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-5739982166386118463</id><published>2008-05-20T14:07:00.000-07:00</published><updated>2008-10-12T02:39:53.694-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altre religioni'/><title type='text'>L'essenza del Protestantesimo</title><content type='html'>Dopo il primo, durissimo, colpo all’unità dei cristiani inflitto dallo scisma d’Oriente, la Riforma protestante rappresentò la definitiva liquidazione della struttura politica culturale e religiosa del Medioevo. Ad essa si collegarono certamente anche motivazioni e sollecitazioni di carattere politico ed economico, ma qui è il suo carattere religioso che ci interessa approfondire.&lt;br /&gt;Dal punto di vista religioso, da ascrivere a favore della Chiesa cattolica vi fu certamente la difesa del principio dell’autorità, il carattere di extranaturalità e di superrazionalità della Rivelazione divina, di fronte all’ imperante rivolta individualistica. Questo sforzo della Chiesa non ha però avuto successo. Essa opponeva alle forze che stavano emergendo un cristianesimo manipolato e ormai sulla via del tramonto, proprio mentre non deponeva a sua favore la vita non edificante e spesso immorale del clero. Infatti questo clima non poteva non provocare una reazione, che doveva spezzare l’unità dei cristiani occidentali, oltre a costituire una ulteriore caduta rispetto alla più alta spiritualità cristiana espressa nel Medioevo.&lt;br /&gt;Martin Lutero (1483-1546), frate agostiniano tedesco, era un uomo portato a chiudersi in stati d’animo ed emozioni particolarmente intense, a causa di una natura tumultuosa e poco equilibrata, che spesso gli impediva una visione serena e distaccate delle cose. In effetti l’intero sistema del suo pensiero risulta condizionato dalla sua natura di monaco fallito, un uomo carico di passionalità e di sensualità che spesso non riusciva a controllare. Fu proprio questa sua tumultuosa ricchezza interiore a procurargli quel fascino che esercitò su chiunque lo avvicinasse.&lt;br /&gt;Una notevole influenza su di lui ebbe la teologia di Guglielmo di Ockham, che, negando ogni rapporto fra la natura e Dio, proclamava di conseguenza un netto distacco fra ragione e fede, uomo e Dio, facendo dell’uomo stesso una creatura incapace di fare alcunché di valido per la salvezza eterna. Era la negazione, in pratica, del libero arbitrio. La fondamentale impotenza dell’uomo di giungere da solo alla salvezza, riduceva così l’umanità ad una massa maledetta condannata a compiere inevitabilmente il male. L’uomo, secondo tale veduta, a causa del peccato originale non può volere che il male, pertanto le sue opere e le sue azioni non possono procurargli la liberazione dal peccato e la conseguente possibilità di elevarsi a Dio. Lutero insistette innanzitutto sul principio del ‘libero esame’, secondo il quale la verità sta solo nelle Sacre Scritture e perciò ogni fedele ha il diritto di leggerle direttamente e di intenderle liberamente.&lt;br /&gt;Già fra il Trecento e il Quattrocento, in verità, alcuni intellettuali e filosofi come un Marsilio da Padova e Guglielmo d’Ockham avevano insistito sull’autonomia della coscienza e sulla responsabilità personale delle scelte religiose, vagliate attraverso un confronto diretto e immediato con la Parola Rivelata. La Riforma non fece che esasperare questo soggettivismo e individualismo. I principi di autorità e gerarchia appaiono infatti a Lutero assurdi, per non dire aberranti. Così a chiunque viene lasciato di giudicare i libri sacri attraverso un libero esame individuale, fuori da qualsiasi controllo, come se ogni musulmano potesse allo stesso modo interpretare il Sacro Corano come voglia o a seconda dei propri interessi o delle proprie inclinazioni.&lt;br /&gt;Un altro principio luterano è quello della salvazione per mezzo della sola fede. Si toglieva cioè ogni valore alle pratiche religiose e all’opera dei sacerdoti. Lutero poi rinnega sia il sistema rituale e gerarchico che la più severa ascesi realizzatrice, ossia proprio gli elementi fino ad allora fondanti dell’esperienza religiosa cristiana. I dieci comandamenti, poi, sarebbero stati donati da Dio all'uomo affinché quest’ultimo, riconoscendo la sua sostanziale incapacità a seguirli, si rimettesse a Dio sperando meramente nella sua grazia. Viene quindi abolita la distinzione fra laico e sacerdote e annullato il valore dei riti e dei simboli, predicò inoltre l’assoluta inutilità delle opere, quali la preghiera e l’ elemosina, e delle indulgenze.&lt;br /&gt;La chiesa di Lutero di delineava quindi come una istituzione umana a carattere pratico, destinata a subire trasformazioni e a sottostare al potere politico statale, per cui la fede religiosa ha finito per privatizzarsi. Egli ha subordinato la religione allo Stato, e ciò valeva in sostanza a consegnarla nelle mani di principi del tutto secolarizzati. Questa tendenza porterà successivamente Calvino ad affermare che i sovrani non governano in quanto tali, ma come semplici rappresentanti della comunità.&lt;br /&gt;Dal punto di vista meramente politico Lutero sosteneva che doveva essere Dio, attraverso l’azione delle autorità statali, a punire i malvagi e a portare la giustizia, non i sudditi, ai quali raccomandava sottomissione e pazienza. Egli si rivelò quindi favorevole all’assolutismo dei principi, contrario a tutti i movimenti violenti, e favorevole inoltre ad affidare la riforma religiosa ai principi stessi. Nacque così la chiesa luterana di Stato, che staccò la gestione della vita religiosa da Roma, con tutte le conseguenze politiche ed economiche del caso. Era la fine dell’universalismo religioso e politico dell’età medioevale.&lt;br /&gt;Con il riconoscimento della libertà di coscienza ai luterani e il libero esercizio della loro fede fu la fine dell’unità della &lt;em&gt;Respublica Christianorum&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;La Riforma si diffuse in altri paesi europei, tra cui la Svizzera, dove forte era il peso della borghesia cittadina, e dove agì il francese Jean Cauvin, meglio conosciuto come Giovanni Calvino, che aveva una visione più sistematica e razionale della vita rispetto a Lutero, che lo spinse a ricercare un accordo globale fra le diverse tendenze del movimento riformato. Calvino, inoltre, sostenne con maggiore decisione di Lutero la dottrina della predestinazione, secondo la quale Dio decide autonomamente e &lt;em&gt;ab eterno&lt;/em&gt; chi salvare e chi condannare, anche se il grado di realizzazione della salvezza o della dannazione dipende dalla libera capacità di ognuno di rispondere alle esigenze divine. Grazie al successo conseguito in campo socio-economico e produttivo, l’uomo poteva dimostrare di essere divenuto oggetto dell’attenzione e della benevolenza di Dio. La dottrina della predestinazione verrà sviluppata da Calvino molto più esaurientemente, e che con i suoi successori diverrà addirittura il centro della dottrina dogmatica, secondo cui il dannato non avrà ragione di dolersi di essere tale più della bestia che non è nata uomo.&lt;br /&gt;Fu proprio il calvinismo a condurre le grandi lotte politiche e culturali nei secoli XVI e XVII nei paesi civili più sviluppati in senso capitalistico, ossia nei Paesi Bassi, in Inghilterra e in Francia. Per Calvino, l’uomo deve accontentarsi di pochi frammenti di verità, essendo tutto il resto circondato dall’oscurità che è vana presunzione indagare. Come per l’eresia wahhabita nell’Islam (creatura del colonialismo anglosassone), così per il protestantesimo, e in particolare per il calvinismo, ogni creatura è separata da Dio da un abisso insuperabile. Ogni creatura merita dinanzi all’Onnipotente solo la morte eterna, e a noi è dato sapere solo che una parte dell’umanità sarà salvata e un’altra dannata.&lt;br /&gt;Il pathos di tale dottrina avrebbe provocato nello stato d’ animo il sentimento di una straordinaria solitudine interiore. Nella cura della sua salute eterna, l’uomo doveva seguire la sua strada in solitudine, verso un destino fisso dall’eternità in poi, un cammino durante il quale nessuno lo poteva aiutare. Lo spirito del capitalismo fu originato dalla trasformazione della mentalità, dell’ etica del concetto di ‘lavoro’ inaugurata proprio con la Riforma. Nell’analisi weberiana per capitalismo si intende l’ organizzazione razionale e pianificata del lavoro allo scopo di guadagno, mentre per spirito del capitalismo l’atteggiamento mentale dell’uomo per cui l’ individuo ritiene addirittura un dovere morale della sua esistenza aumentare il suo capitale.&lt;br /&gt;Nel capitalismo si conferisce, cioè, una valenza etica all’attività volta al raggiungimento del guadagno. Per Weber il motivo fondamentale del capitalismo è il guadagno, ma non considerato più come un mezzo per soddisfare i bisogni materiali, come ogni logica farebbe ipotizzare, ma come scopo stesso della vita dell’uomo. Alla base dello spirito del capitalismo vi è stata dunque una vera e propria rivoluzione causata dal protestantesimo, per cui in questo caso è il sistema economico a manifestarsi come sovrastruttura di una struttura primaria che è la religione.&lt;br /&gt;L’economia capitalistica si impose sulla mentalità pre-capitalistica che consisteva nell’idea che l’uomo è per natura portato non all’accumulo di denaro, ma semplicemente a vivere secondo le sue abitudini e guadagnare, certo, ma quel tanto che a ciò è necessario. Il capitalismo, quindi, costringerebbe l’uomo a vivere una vita contro natura. Il suo spirito, prodotto dell’educazione luterana, concepisce il lavoro come scopo a se stesso, e tale concetto del lavoro come ‘dovere professionale’ fu la base dell’ascesa della borghesia, che alleata con le monarchie assolutistiche, favorì la disintegrazione del feudalesimo. Successivamente, le innumerevoli sette e movimenti protestanti aggraveranno ancora di più la tendenza all’ascesi laica, per Weber l’ essenza stessa dell’ etica protestante, oltre che l’impulso decisivo alla nascita del capitalismo così come oggi lo conosciamo.&lt;br /&gt;Dal punto di vista politico, il riformatore svizzero, a differenza di Lutero, non affidarono l’organizzazione all’autorità costituita, bensì alla stessa comunità dei fedeli. Nella visione calvinista, che sarà anche quella del puritanesimo anglosassone, l’idea religiosa si slega sempre più da ogni interesse trascendente, arrivando a santificare anzi ogni realizzazione terrena fino a dar luogo ad una esaltazione del guadagno. Lo Stato diviene una mera società di ‘liberi’ cittadini, ove l’ elezione divina viene consacrata dal successo, dalla ricchezza e dalla prosperità. L’attuale ‘religiosità’ americana è a tal guisa emblematica.&lt;br /&gt;La Riforma uccise il diritto divino cristiano in quel che costituisce la garanzia costituzionale, la realtà, o almeno la parvenza, di una Legge sacra, che in ambito cristiano in realtà non è mai stata sviluppata pienamente. L’autorità per poggiare su qualcosa di saldo deve rifarsi al diritto divino. Questo non è il diritto dei re o dei papi, ma è il diritto di Dio rivelato attraverso i Profeti. I capi di Stato e le guide religiose non sono che i suoi vicari e gli interpreti della legge. Il governo diritto divino non può essere né arbitrario né assoluto, perché è guidato e limitato dalla Legge rivelata.&lt;br /&gt;In definitiva, possiamo dire che il protestantesimo portò solo distruzione e negazione, fu una delle cause più rilevanti della definitiva distruzione della civiltà cristiana medievale. Agli uomini che vi aderivano, lasciava la mera speranza di essere nella schiera degli di coloro che per grazia erano stati ‘eletti’. La religione degenerò quindi in un vuoto moralismo, che poco si distingue da una certa morale laica cara agli avversari di ogni idea religiosa. Dal punto di vista politico, contribuì al definitivo consolidamento degli Stati nazionali.&lt;br /&gt;Se guardiamo alla Riforma nel suo complesso, non si può non considerarla come uno tra i grandi eventi che determinarono la definitiva frattura tra il medioevo e il mondo moderno, e che contribuirono a gettare le basi sulle quali si costituirà la nuova civiltà occidentale. In pochi anni la Riforma spezzò definitivamente l’unità spirituale dell’Europa, con quasi i tutti i popoli germanici e anglosassoni che si rivoltarono contro Roma, di contro ai popoli latini, che rimasero fedeli, almeno formalmente, alla concezione universale della Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;La divisione, ormai irreversibile, tra questi due mondi divenne col passare del tempo sempre più profonda. Quando poi lo spirito protestante si fuse con il laicismo della nuova civiltà rinascimentale, il trionfo dell’individualismo, della libera critica e della libera iniziativa dell’uomo fu assicurato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-5739982166386118463?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/5739982166386118463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=5739982166386118463' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5739982166386118463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5739982166386118463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/05/lessenza-del-protestantesimo.html' title='L&apos;essenza del Protestantesimo'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-2088841778650509608</id><published>2008-04-20T02:40:00.000-07:00</published><updated>2008-04-20T02:45:29.680-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Umanesimo e Rinascimento</title><content type='html'>Parallelamente all’emancipazione degli Stati nazionali avveniva l’emancipazione degli individui, che tendevano ad assumere un atteggiamento sempre più libero ed autonomo, in barba alle norme religiose che avevano plasmato e guidato verso l’aldilà le timorate genti del Medioevo. Bisogna sempre tener presente che ad ogni allontanamento dallo Spirito corrisponde un emergere, una liberazione delle forze più basse e oscure, e ciò vale sia a livello microcosmico che a livello macrocosmico. L’uomo occidentale tenderà sempre più all’autonomia e all’emancipazione dal vincolo religioso, laicizzandosi nel segno del naturalismo e del razionalismo, e considerando addirittura una conquista una visione del mondo ed una volontà che non riconoscano nulla oltre l’uomo e ciò che dall’uomo riceve ogni condizione.&lt;br /&gt;   Una delle prime risultanti della crisi della cristianità e della civiltà occidentale del Medioevo si ebbe a partire dalla fine del ‘300, quando in Italia scoppiò una delle più importanti e nefaste rivoluzioni culturali della storia: l’Umanesimo. Coma lascia intendere la parola stessa, si trattò di una volontà di ridurre tutto a proporzioni puramente umane, prescindendo da ogni principio superiore. Si volle ricondurre tutto alla misura dell’uomo, preso come fine a se stesso, finendo per scendere fino al livello più basso, ossia al cercare la soddisfazione dei bisogni inerenti il lato materiale della natura umana, ricerca peraltro illusoria, perché crea dei bisogni artificiali che non può soddisfare.&lt;br /&gt;   Mentre nel Medioevo la cultura classica era stata depurata e inglobata dal cristianesimo nella civiltà medievale, ora la si riscopre come modello di vita, cercando di rintracciarne anche i testi ritenuti perduti. Ad una attenta analisi si scopre che in realtà si ripresero dal mondo antico solo le forme più decadenti, nel tentativo di dar luce ad una nuova ‘paganità’ che in questo caso significò sviluppare la semplice affermazione dell’uomo e fomentare l’esaltazione dell’individuo in quanto tale, in pratica del mero ‘io’ mortale del corpo. Inoltre l’ideale neoclassico era per sua natura laico.&lt;br /&gt;   Al centro dell’Umanesimo sta dunque la dignità dell’uomo e la rivalutazione dell’attività umana disgiunta da qualsiasi prospettiva ultraterrena. E’, in sostanza, una visione dell’ universo e dell’uomo fondata su una profonda laicità, in cui le attività dell’uomo assumono un valore di per sé, prescindendo da qualsiasi considerazione metafisica e spirituale. Vediamo allora un tipo d’uomo che improvvisamente perde la testa per delle produzioni artistiche e delle speculazioni intellettuali che, al di fuori di un collegamento con i principi metafisici e spirituali, non sono che illusorie e contingenti, forse belle ma in fin dei conti praticamente inutili. A questo fenomeno si è dato il nome di Rinascimento, intendendo una rinascita dall’oscurantismo della religione.&lt;br /&gt;   Non esiste più, in pratica, una forza organizzatrice, focalizzante, della cultura e delle arti umane. L’arte, la filosofia, le scienze, staccandosi dai principi metafisici, si sviluppano ognuna nella propria direzione, ormai indifferenti ad ogni principio spirituale o fine ultraterreno. Questa è la libertà che si vuole esaltare di questa epoca, dove tutte le attività dell’uomo si incentrano sul solo mondo terreno e sull’uomo stesso.&lt;br /&gt;   Con l’Umanesimo e il Rinascimento, liberatasi dalla religiosità del Medioevo, si vagherà nelle tenebre ove tutto comincia e tutto finisce nell’uomo. Si esalteranno le sue conquiste, le sue vanità artistiche e i suoi geni. Si svilupperanno nuovi programmi e nuovi metodi d’insegnamento, una nuova pedagogia fondata sullo sviluppo di un atteggiamento critico, inevitabilmente rivolto verso le Verità Rivelate.&lt;br /&gt;   Tale rivoluzione decadente fu opera di un gruppo assai ristretto di individui e ciò fa pensare che dietro ci sia stato un qualche centro occulto, difficilmente identificabile, che ne ha diretto e coordinato le attività, probabilmente a loro insaputa. Il loro numero non superava le mille unità, ma la loro creatività ebbe un’importanza enorme sui destini di molti popoli. E’ davvero straordinaria, quasi inquietante, la rapidità con cui la civiltà medievale cadde nell’oblio, un mutamento così radicale che non può non far pensare all’intervento di una volontà direttrice di natura misteriosa. Vi sono inoltre delle circostanze stranissime, come la volgarizzazione di cose presentate come nuove ma conosciute in realtà già da tempo, tra cui l’ invenzione della stampa o la ‘scoperta’ dell’America, con la quale durante il Medioevo esistettero comunicazioni frequenti.&lt;br /&gt;   Dal punto di vista del pensiero politico con un Macchiavelli (1469-1527), la cui opera è alla base della riflessione politica moderna, la politica, da supremo servizio in nome di Dio e della religione, diviene semplicemente un’arte priva di scrupoli, dove fuori posto sono l’onore e la verità, e dove la stessa religione diviene uno strumento fra i tanti. Il nuovo ritratto del politico che emerge, ad esempio, dal suo Principe, è quello di un capo concepito come un individuo che domina non in base a superiori principi, ma in nome proprio, usando violenze e astuzie se necessario. Una politica sintetizzata nell’ormai celebre massima ’il fine giustifica i mezzi’. Infatti essendo gli uomini guidati, secondo il Macchiavelli, solo dal proprio interesse (concezione che esclude quindi dall’agire dell’ uomo ogni intervento divino o aspirazione spirituale), non si può che constatare l’ assenza della morale nelle leggi che governano le azioni politiche d esaltare la ’virtù’ come semplice capacità di far prosperare lo Stato!&lt;br /&gt;   In tutti i campi si assiste insomma ad una disconoscenza della natura spirituale dell’ uomo e del senso della sua esistenza, ad una accettazione del divenire, della mutevolezza, del contingente e della molteplicità. Per questa si è crollati, nel giro di qualche secolo, nell’anonimo, nel branco, nella quantità. Gli individui sono costretti in una unità meccanica, dove non si ha nessun rapporto organico e senza alcun principio superiore, sottomettendosi al quale si possa raggiungere una superiore elevazione. La vita viene regolata su condizioni materiali e su direttive sociali del sistema impersonale e sovente corrotto dei Poteri Pubblici, le cosiddette Istituzioni.&lt;br /&gt;   Una volta misconosciuta l’autorità spirituale di origine sovrumana, qualsivoglia forma di Stato, sia esso una monarchia o una repubblica, una dittatura o una democrazia, sarà sempre una forma di oppressione dell’uomo sull’uomo. Il Rinascimento segna così di fatto il compimento della rottura del mondo occidentale con le proprie dottrine tradizionali. Tra l’altro, già nel XV secolo le chiese cessarono, ad esempio, di essere orientate regolarmente verso Gerusalemme.&lt;br /&gt;   Poiché l’autorità spirituale è la sola che si riferisce a un campo sovraindividuale, quando questa autorità viene disconosciuta, è inevitabile che si affacci l’ individualismo, strettamente solidale al naturalismo, dato che sono la stessa tendenza applicata all’uomo e al mondo.&lt;br /&gt;   E’ una caduta nel divenire che provoca un’ esplosione di innumerevoli ‘conquiste’ e ‘creazioni’ di un uomo che crede ormai di poter fare a meno di Dio. Questo è il mondo moderno, umanizzato e privo di una dimensione trascendente, caratterizzato da un atomismo del singolo in tutti i campi, dove si disconosce ogni valore, ogni istituzione, ogni autorità che non sia quella dell’uomo-animale. Si comincia a parlare di ‘diritti dell’ uomo’, in opposizione alle Leggi sacre e rivelate da Dio.&lt;br /&gt;   Si assiste inoltre alla nascita di un pensiero meramente naturalistico-scientifico, ma ciò non può sorprendere, visto che quando ogni coscienza del mondo soprasensibile va perduta, non resta che approfondire e portare alle estreme conseguenze la sola visione materiale del mondo, dove la realtà diviene sinonimo di materialità.&lt;br /&gt;   Questa visione ha dato l’avvio all’ipersviluppo delle scienze della natura, della tecnica, delle invenzioni, che sebbene abbiano una oggettiva e indiscutibile utilità pratica, se non accompagnate adeguatamente da una vita religiosa, non possono non allontanare l’uomo comune dal cogliere il significato della vita. Si accusò la fede e la religione di reprimere l’uomo, e si cercò quindi si aprire un varco chiamando filosofia il divagare del pensare moderno, e lo si oppose alla religione.&lt;br /&gt;   Si diede inizio così ad un processo che dall’iniziale odio nei confronti della fede cattolica si mutò, in una degenerazione crescente, dapprima in odio verso la Bibbia, poi verso il cristianesimo in generale e infine verso tutte le religioni. Dal punto di vista religioso si assiste infatti, nel migliore dei casi, all’adesione da parte dell’ uomo rinascimentale ad una spoglia morale in vista solo delle sanzioni che potevano colpire l’anima nell’aldilà, nel peggiore all’emergere di una tendenza magico-naturalistica. Tale tendenza è riscontrabile, ad esempio, nei filosofi Giordano Bruno e Tommaso Campanella; quest’ ultimo in particolare nella sua Città del Sole individuò nella scienza e nel progresso tecnico la via per avvicinarsi alla città ideale.&lt;br /&gt;   L’esperienza spirituale divenne puro problema di fede, come se credere o non credere in Dio fosse una opzione come tante altre, un fatto di sentimento oppure di vane speculazioni teologiche. Di Dio, degli angeli, dei demoni, che riempivano l’esperienza quotidiana dell’ uomo pio e timorato dell’epoca ormai tramontata, in continuo contatto con il soprasensibile, da questo momento l’uomo occidentale cessò di avere una reale consapevolezza, ormai completamente ripiegato su stesso. L’esperienza religiosa si ridusse quindi a semplice sentimento e moralismo, dove l’intuizione intellettuale e l’esperienza gnostica divenne un semplice concetto come tanti altri, direzione, questa, che finì per sbocciare nel protestantesimo.&lt;br /&gt;   L’Europa, insomma, pur rimanendo di nome ancora cristiana, di fatto cominciava a non esserlo più. Vi era una mondanità crescente in tutti gli strati sociali, mentre la filosofia e le arti cominciano a battere strade che sembrano prescindere dalla fede e dalla spiritualità. Così inizia quel libero vagabondaggio dell’uomo che non riconosce più alcuna autorità superiore. L’uomo, credendo di consolidare la sua fede in se stesso, in realtà l’ha irrimediabilmente indebolita. L’umanesimo ha indebolito l’uomo, questa è la conclusione della storia moderna. L’uomo, attraverso la propria autoaffermazione, invece di trovarsi si è irrimediabilmente perduto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-2088841778650509608?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/2088841778650509608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=2088841778650509608' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/2088841778650509608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/2088841778650509608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/04/umanesimo-e-rinascimento.html' title='Umanesimo e Rinascimento'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-6606623807207330983</id><published>2008-04-08T13:20:00.000-07:00</published><updated>2008-04-08T13:22:53.793-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>L'origine del declino della civiltà medievale cristiana</title><content type='html'>Dopo lo scisma d'Oriente, un secondo grave sintomo del cedimento dell’ecumene cristiana medievale fu il sorgere dei Comuni, che approfittarono di periodi di incertezza per allargare i propri domini. I Comuni, così come le Signorie e le repubbliche, erano infatti enti che pretendevano di costituirsi in proprio, organizzazioni sociali di origine borghese, ossia fondate su criteri meramente mercantilistici, in special modo sul traffico dell’oro, e tendente a comprimere su un piano puramente umano, economico-sociale, ogni attività dell’uomo. Fu, quindi, quella dei Comuni, una rivolta tutt’altro che giustificabile dal punto di vista spirituale, ed infatti gli imperatori lottarono contro quella che definirono la ‘razza dei mercanti’ e dei borghesi perché questi erano considerati innanzitutto dei ribelli contro Dio.&lt;br /&gt;L’ultimo periodo di splendore per la civiltà cristiana medievale può essere considerato il regno di Federico II, che alcuni considerano uno dei più ferventi promotori della cultura arabo-islamica in Europa. Egli fu un imperatore ‘sui generis’, riluttante a mantenere le promesse di intraprendere una crociata fatte alla Chiesa non per ambizioni mondane, ma perché resosi conto che quest’ultima era ormai sempre più distante dal suo compito di autentica autorità spirituale. Egli dimostrò una vera tolleranza e una larghezza di vedute davvero straordinarie, e cercò in tutti i modi di creare un ponte, un dialogo, tra la cristianità e l’Islam, che peraltro influì profondamente sul suo orientamento spirituale e sulla sua formazione culturale. La sua corte palermitana era piena di intellettuali e scienziati musulmani ed ebrei, ed egli fu anche in corrispondenza con il sapiente andaluso Abd al Haqq ibn Sab’in, a cui proponeva le sue Quaestiones Sicilianae, ossia richieste di delucidazioni sui più disparati argomenti teologici, filosofici e scientifici. Egli si attirò poi le simpatie dei musulmani di Gerusalemme, dove si era recato per tenere fede alla promessa di crociata fatta al papa, ma che non condusse mai, anzi limitandosi a stringere accordi con le autorità islamiche.&lt;br /&gt;Nella terra siciliana, tanto amata da Federico, i musulmani, i cristiani ed ebrei, raggiunsero uno stato di convivenza e reciprocità paragonabile solo a quello presente nei paesi islamici. Con la morte di Federico II, possiamo dire che si chiuse il ciclo della civiltà cristiana occidentale e anche il suo dialogo con l’Islam. Bisogna subito aggiungere però che alla sua corte si insinuarono anche un certo umanismo, un razionalismo e un liberalismo sospetto. A ciò si unì una tendenza sempre più centralizzatrice di alcune istituzioni imperiali, ed una emancipazione definitiva dalla decadente autorità spirituale, che porterà alla nascita delle monarchie assolute, dispotiche, laiche e nazionali.&lt;br /&gt;Al principio del XIV secolo assistiamo infatti al costituirsi delle ‘nazionalità’ materializzate e centralistiche, vero punto di partenza della caduta del mondo occidentale. La causa principale della decadenza di quello che fu denominato Sacro Romano Impero fu, in sostanza, la graduale secolarizzazione e materializzazione dell’idea politica.&lt;br /&gt;Nel Medioevo vi fu in tutto l’Occidente una reale unità, la ‘cristianità’, fondata su basi tradizionali, ma quando si formarono delle unità secondarie di natura esclusivamente politica quali le nazioni, tale unità fu spezzata per sempre, ed ebbe fine l’effettiva esistenza della cristianità stessa. Le nazioni sono infatti false unità nate per la sete di dominio del potere temporale, e per forza di cose dovevano opporsi le une alle altre. Non solo, vi furono tentativi di asservire lo spirituale al temporale, capovolgendo così il rapporto gerarchico tra i due poteri, asservimento che trova espressione nell’idea di una Chiesa nazionale subordinata allo Stato.&lt;br /&gt;L’epoca moderna, coincidente con la frattura nei confronti della tradizione cristiana medievale, nasce dunque con la sostituzione dell’ordinamento feudale con quello nazionale, quando nel XIV secolo, mediante la suddetta azione di centralizzazione, cominciarono a costituirsi appunto le nazionalità.&lt;br /&gt;Con l’affermazione dell’idea sovvertitrice di Stato nazionale i nobili finiranno per diventare dei semplici funzionari di corte, oppure cadranno in miseria o finiranno per cercare fortuna nel Nuovo Mondo, mentre la stessa cavalleria si trasforma in una istituzione la cui unica occupazione diviene il sostegno alle ambizioni personali terrene dei principi e degli Stati nazionali, perdendo i principi puramente etici e spirituali che ne avevano guidato la nascita e lo sviluppo.&lt;br /&gt;Si assiste così sempre più alla ‘centralizzazione’ e all’assorbimento dei poteri appartenenti alla nobiltà da parte della regalità, entrando di conseguenza in rotta con quest’ultima e dedicandosi alla distruzione dei residui feudali. Tale crescente tendenza centralizzatrice deriva dal venir meno della tradizionale fides che univa i vari signori alla figura dell’imperatore, tendenza che non può non portare ad una unità violenta e burocratica, anziché superpolitica e spirituale, quando poi non prendono il sopravvento i processi di pura dissociazione.&lt;br /&gt;Fu il monarca francese Filippo il Bello ad inaugurare ufficialmente la deviazione moderna, dopo il quale il poter temporale fu quasi sempre impegnato a rendersi indipendente dall’autorità spirituale. I cosiddetti ‘legisti’ francese possono essere considerati i precursori dell’attuale laicismo.&lt;br /&gt;Sin dalla fine del Duecento i re di Francia lavorarono a un progetto di monarchia assolutistica e centralizzata e, grazie a una costante collaborazione con la ‘borghesia’, sarebbe riuscita a debellare il potere politico della nobiltà feudale. L’assolutismo, che possiamo considerare come una trasposizione materialistica di un principio più alto, preparò inconsapevolmente la strada alla demagogia e alle rivoluzioni nazionali antimonarchiche, e tale processo avvenne più rapidamente proprio in Francia, dove i re, nella lotta contro ciò che rimaneva dell’ antica aristocrazia feudale, favorirono le rivendicazioni della borghesia e l’emergere delle forze oscure che di quest’ ultima si servirono.&lt;br /&gt;Nel Cinquecento si assiste alla crescita degli Stati assolutistici, che finiranno per trionfare nei grandi sistemi statuali settecenteschi e, successivamente, nel giacobinismo e nell’avventura napoleonica, che incarna l’ accentramento statale e l’astrattizzazione dei poteri tipico dell’Ancien Règime. Emblema di tale clima illuminista fu il cosiddetto ‘dispotismo illuminato’. Tale atteggiamento fu caratteristico soprattutto di Luigi XI e Luigi XIV, che daranno corda a quelli che, con la Rivoluzione, scalzeranno la monarchia e si impadroniranno del potere. La formazione della ‘nazione francese’ fu dunque opera di re che, senza saperlo, si scavarono la fossa da soli. Non fu un caso, dunque, che la Rivoluzione scoppiò proprio in Francia.La Rivoluzione francese sarà infatti ‘nazionalistica’ e ‘centralizzata’, e il ‘principio di nazionalità’, sarà utilizzato soprattutto contro il papato e contro l’Austria, gli ultimi resti dell’eredità del Sacro Romano Impero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-6606623807207330983?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/6606623807207330983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=6606623807207330983' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6606623807207330983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/6606623807207330983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/04/lorigine-del-declino-della-civilt.html' title='L&apos;origine del declino della civiltà medievale cristiana'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-9165225297736634009</id><published>2008-03-13T12:52:00.001-07:00</published><updated>2008-03-13T13:02:46.171-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='misteri'/><title type='text'>Breve descrizione dei demoni (jinn)</title><content type='html'>Il tema dei demoni è intrigante, per questo abbiamo deciso di delinearne un profilo generale basato sulla dottrina islamica.&lt;br /&gt;Dio ha detto nel Corano (LV, 55) di aver creato «i demoni da fiamma di un fuoco senza fumo». Ora, ci sono due specie di demoni che probabilmente non possono vivere in nessun altro luogo eccetto la terra: una creata dall’aria e un’altra creata dall’acqua. Tutti i demoni, ad eccezione di Satana e della sua progenie., vivono e muoiono come fanno gli esseri umani.&lt;br /&gt;I demoni sono esseri intelligenti che non possono essere visti da tutti. Oltre ai profeti di Dio e dei loro rappresentanti, anche coloro che hanno raggiunto un alto livello di potere soprannaturale e i parapsicologi possono vederli e parlare con loro.&lt;br /&gt;Essi dimorano ovunque non vi siano uomini che vivano intorno: nei deserti, negli oceani, sulle isole disabitate, nelle foreste, ecc. Alcuni di essi sono buoni, ma la maggior parte è cattiva nel momento in cui entra in contatto con la specie umana.&lt;br /&gt;Anche i demoni si distinguono in varie specie, e qui di seguito daremo una breve spiegazione di alcune di esse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Shaqq&lt;/strong&gt;: sono demoni disturbatori con aspetto semi-umanoide che amano intercettare i viaggiatori e disturbarli;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Tabi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Qareen&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Khabil&lt;/strong&gt;: demoni così pericolosi che chi entra in contatto con loro può uscirne con gravi turbe mentali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Dilhab&lt;/strong&gt;: demoni che vivono nei mari e negli oceani;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Ri’ee&lt;/strong&gt; (o &lt;strong&gt;Arraf&lt;/strong&gt;): demoni innocui che amano condividere parte della loro conoscenza con gli umani, per cui capita che scelgano alcuni esseri umani particolarmente brillanti per stare in loro compagnia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Abqar&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;sa’lat&lt;/strong&gt;: demoni pericolosi che vivono nei frutteti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Ghool&lt;/strong&gt;: demoni che possono assumere varie forme e strutture al fine di danneggiare gli esseri umani;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Nisnas&lt;/strong&gt;: demoni con forma simile a quella degli shaqq, e con volto simile a quello dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Hatif&lt;/strong&gt;: demoni che preferiscono usare il suono e i rumori per compiere le loro furberie, volendo essere considerati dall’uomo solo come illusioni piuttosto che veri e propri esseri;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Hajis&lt;/strong&gt;: demoni che applicano il metodo della telepatia per comunicare con gli uomini, ispirando pensieri pericolosi e nocivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti questi demoni sono comunque molto meno pericolosi di quelli discendenti da Satana.&lt;br /&gt;I demoni preferiscono sempre interessarsi degli affari e della vita degli esseri umani, specialmente delle persone che disprezzano.&lt;br /&gt;Essi vivono e muoiono, si accoppiano e si riproducono, hanno i loro governi e il loro sistema di giustizia, e anche diversi ranghi gerarchici. Essi vivono molto più a lungo degli esseri umani, e si muovono alla velocità della luce. Viaggiano facilmente tra le varie nazioni e riescono ad attraversare i muri e le porte.&lt;br /&gt;I demoni buoni cercano di aiutare gli esseri umani in vari modi. Coloro che lo fanno però vengono disprezzati dagli altri demoni, che li evitano ed espellono dalla loro comunità. La magia (e la stregoneria) è realizzata attraverso il loro aiuto.&lt;br /&gt;Essi possono cambiare il loro aspetto molto facilmente e assumere forme umane o animali, e quelli dispettosi cercano di vivere con gli esseri umani o di scacciare quest'ultimi dalle loro case. A volte, quando a una loro famiglia piace una casa, è certo che gli esseri umani che vi vivono alla fine dovranno trovare un altro posto.&lt;br /&gt;A volte ai demoni piace anche imitare gli uomini, ma possono anche rapirli senza alcuna ragione se non come divertimento o dispetto.&lt;br /&gt;A ogni modo, per difendersi da essi, è consigliato recitare due sure del Corano, specialmente prima di andare al letto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sura al-Falaq&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;l’Alba nascente&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dì: «Mi rifugio nel Signore dell’alba nascente, contro il male di ciò che ha creato, e contro il male dell’oscurità che si estende, e contro il male delle soffianti sui nodi, e contro il male dell’invidioso quando invidia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sura An-Nas (Gli Uomini)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dì: «Mi rifugio nel Signore degli uomini, Re degli uomini, Dio degli uomini, contro il male del sussurratore furtivo [Satana], che soffia il male nei cuori degli uomini, che venga dai demoni o dagli uomini».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo di riferimento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;YASIN T. AL-JIBOURI, &lt;em&gt;The concept of God in Islam&lt;/em&gt;, Ansariyan Publications.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-9165225297736634009?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/9165225297736634009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=9165225297736634009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/9165225297736634009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/9165225297736634009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/03/breve-descrizione-dei-demoni-jinn.html' title='Breve descrizione dei demoni (jinn)'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-3085136399558327119</id><published>2008-03-05T09:39:00.000-08:00</published><updated>2008-03-13T12:59:49.540-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='misteri'/><title type='text'>L'Islam e il Graal</title><content type='html'>Nel Medioevo la saga del Graal fu strettamente legata alla cavalleria, in particolare ai Templari. In alcune versioni della saga il Graal appare come una pietra, e raggiungerla nella sua sede terrestre e far parte dell’Ordine dei cavalieri del Graal fu il più alto ideale della cavalleria medievale cristiana. Esso appare custodito in un luogo misterioso, e nel suo mistero nasconde il motivo della restaurazione, dell’attesa di un cavaliere che farà rifiorire un regno decaduto, che riporterà in vita un re ‘nascosto’, un motivo che pare legato all’occultazione e alla futura parusia dell’Imam Mahdi.&lt;br /&gt;La leggenda del Graal apparve in modo improvviso alla fine del XII secolo, circa duecento anni dopo l’occultamento maggiore’ dell’imam del Tempo. La sua esistenza, la sua origine celeste e la sua presenza sulla terra è stata rivelata, secondo la versione di Wolfram von Eschenbach, uno degli autori della saga, proprio da un musulmano. Come sottolinea lo scrittore Moiraghi, a una attenta indagine non può non ammettersi un chiaro richiamo all’Oriente, in quanto le fonti, l’ambientazione naturale, i luoghi, i costumi del tempo, i nomi di persona, i vegetali e gli animali che popolano la narrazione di Chrètien e di Wolfram, non sono presenti nella terra di Bretagna, né presso i Celti, ma sono molto comuni e diffusi nell’area orientale tra Iran, Iraq e Afghanistan. La vicenda del Graal sembra dunque che sia nata e si sia svolta nell’area che storicamente è strettamente legata all’imam Mahdi, alla sua nascita, alla sua occultazione, alla sua parusia. Il Graal inteso sotto forma di Pietra celeste ha, evidentemente, un riferimento diretto all’Islam, in cui la Pietra Nera della Kaaba è l’oggetto di un pellegrinaggio iniziatici che non disgiunto dalla ricerca interiore dell’Imam Mahdi. La Cerca dell’imam è dunque la Cerca della Pietra (come il Graal) conservata nella Ka’ba, non nell’edificio cubico situato alla Mecca, ma nella Mecca celeste degli Angeli, il Dar el-Ibda.&lt;br /&gt;Lo stesso tema della lancia sanzionante richiama il simbolo dell’axis mundis, del Polo, ossia dell’imam Mahdi. Inoltre nella tradizione di Wolfram il personaggio di Gahumet, padre del più famoso Parzifal, per compiere il suo voto di cavalleria celeste si pone al servizio della più alta autorità conosciuta, quella islamica, identificato con il titolo di el-Mubarak o Mabruk (il ‘Benedetto’). La natura dei suoi poteri testimoniano in lui una autorità di ordine profondo, che non può che essere riferita all’imam Mahdi. L’escatologia dell’Impero universale nell’esoterismo medievale della tradizione templare pare dunque ricalcato dall’escatologia sciita dell’ imam “invisibile”, e lo stesso può dirsi della nozione di Tempio spirituale.&lt;br /&gt;E’ inoltre interessante notare come il Parzival di Wolfram sorvoli sui simboli della passione di Gesù, quasi come se si ricollegasse tacitamente all’Islam, che, come è noto, esclude la crocifissione personale e la morte effettiva del Profeta Gesù. Nel mito di re Artù si sviluppa l’interpretazione sacrificale della vita nel senso che l’atto sacrificale della vita, il sacrificio della propria vita, è il sacrum facere, ossia l’atto di “rendere sacro”.&lt;br /&gt;Come non pensare al sacrificio dell’imam Hussein quando si parla di sacrificio, che è sacrificio di Sé, che si opera in vista di una “estinzione nella contemplazione in Dio”, una reintegrazione in uno stato che si può definire di “non dualità”. La vicenda dell’imam Hussein è una manifestazione chiara, documentata, indelebile, eterna, sacra, che si ritrova nel mito di Re Artù, mito che ha un funzione si insegnamento che porta l’eroe al proprio sacrificio e all’annientamento della propria individualità, eliminando le relazioni illusorie del soggetto e dell’oggetto per accedere allo status di Soggetto Totale, al di là di qualsiasi distinzione.&lt;br /&gt;Dalle leggende del Graal si evince dunque che la restaurazione della sovranità dell’Imam era il compimento di quel ‘mistero imperiale’ da cui il Medioevo attese per secoli, ma invano, la salvezza dell’Occidente, che secondo la dottrina islamica arriverà con la Parusia dell’imam Mahdi. In sintesi, la confusa escatologia dell’impero universale che i cristiani abbozzarono nelle dottrine proprie agli ordini cavallereschi sembra essere ricalcata quindi dall’escatologia dell’imam del Mahdi, il Signore di Pace e Giustizia, il Re del mondo e restauratore della religione di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. MOIRAGHI, L’enigma di San Galgano, Ancora.&lt;br /&gt;M. MOIRAGHI, La scoperta del vero Sacro Graal, Piemme.&lt;br /&gt;D. VISEUX, L’iniziazione cavalleresca nella leggenda di Re Artù, Ed. Mediterranee.&lt;br /&gt;P. PONSOYE, L'Islam e il Graal, SE.&lt;br /&gt;J. EVOLA, Il mistero del Graal, Ed. Mediterranee.&lt;br /&gt;LUCE DEL GRAAL, (a cura di R. Nelli), Ed. Mediterranee&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-3085136399558327119?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/3085136399558327119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=3085136399558327119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/3085136399558327119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/3085136399558327119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/03/lislam-e-il-graal.html' title='L&apos;Islam e il Graal'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-5096955636288256470</id><published>2008-02-24T12:56:00.000-08:00</published><updated>2008-02-24T13:04:08.455-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>L'Islam, la Cavalleria cristiana e le Crociate</title><content type='html'>Riguardo all’influenza islamica che si ritrova nell’istituzione della Cavalleria cristiana medievale, diciamo innanzitutto che istituzioni che si potrebbero definire cavalleresche esistevano già presso i musulmani d’Oriente e di Spagna molto prima dell’ apparizione della cavalleria nell’Europa cristiana.  &lt;br /&gt;     In ambito cristiano tale istituzione si presenta come una comunità superterritoriale e supernazionale i cui membri erano consacrati al sacerdozio militare, e fedeli a valori quali l’onore, il coraggio e la lealtà. Alla Chiesa si doveva poi il principio per il quale la forza doveva essere messa al servizio della giustizia, dei deboli e della fede. Così i cavalieri dovevano sottostare a severe regole di condotta morale oltre che militare al fine di difendere gli umili contro gli orgogliosi e gli ingiusti. &lt;br /&gt;   Il cavaliere fa quasi tutt’uno con il proprio cavallo, espressione della forza assunta in funzione del principio guerriero. In certe figurazioni l’anima eroizzata, trasfigurata, è presentata come un cavaliere accompagnata da un cavallo. Anche questo lo si ritrova nell’ Islam, in particolare riguardo all’imam Hussein, l’eroe musulmano per eccellenza, e al suo cavallo bianco. Il simbolismo del cavallo lo si ritrova anche riguardo al &lt;em&gt;Kalki-Avatara&lt;/em&gt;, termine derivato dalla tradizione indù con il quale si indica il Restauratore, ossia l’imam Mahdi.&lt;br /&gt;   Secondo questa tradizione indo-aria, proprio in un cavallo bianco si incarnerà la sua forza, con la quale distruggerà i malvagi e i guerrieri degradati e ribelli a Dio. In vari codici armi e oggetti del cavaliere erano rappresentati come simboli di qualità spirituali e virtù etiche, che dovevano ricordare che bisognava collegare ad ogni azione esteriore un’analoga azione interiore (anche qui una trasposizione del grande e piccola jihad dei musulmani).&lt;br /&gt;Purtroppo gli stessi ordini cavallereschi divennero presto un’arma da scagliare contro i musulmani. L’idea e la pratica di lotta contro i musulmani finì infatti per intrecciarsi con il programma di egemonia mondana del papato sulle altre potenze cristiane. Le Crociate, sintomo di una grave crisi in seno alla cristianità, furono uno straordinario strumento di pressione giuridica e fiscale. La curia papale, sfuggendo al suo ruolo di autorità spirituale, voleva gestire e dirigere le forze militari e le ingenti somme che venivano raccolte a favore delle crociate, per "liberare" i Luoghi Santi, anche se in verità i musulmani avevano sempre permesso ai cristiani di recarvisi in pellegrinaggio. In realtà fu una guerra contro l’Islam, considerata la religione stessa dell’ Anticristo, e che era peraltro culturalmente, economicamente e militarmente più avanzato. La vita nei paesi islamici infatti era caratterizzata da una avanzata tecnologia, da cultura scientifica, letteraria e filosofica molto più variegata e ramificata di quella che era possibile trovare in Europa.&lt;br /&gt;   Quando nel 1095 il papa Urbano II diede inizio alla crociata, quest’ultima si risolse in una confluenza di due pratiche, quella appunto della guerra antimusulmana e della peregrinatio paenitentialis, la Crociata fu in sostanza un primo abbozzo di imperialismo occidentale, e come tale non fu esente da atrocità commesse non solo contro i musulmani, ama anche contro gli ebrei e gli stessi cristiani di rito orientale.&lt;br /&gt;   Gli invasori cristiani, infatti, furono i primi a ricorrere allo sterminio sistematico di nemici civili. Fu una applicazione dell’hèrem ebraico, per cui tutto il popolo nemico veniva offerto in olocausto alla divinità in cambio della vittoria. La crociata, pur muovendosi nel nome di Cristo, ignorava il Vangelo, divenendo in realtà un nuovo Esodo, la nuova marcia del Popolo Eletto verso la Terra Promessa. La religione venne strumentalizzate per fini del tutto materiali, e in conclusione possiamo dunque dire che le cause delle crociate furono essenzialmente occidentali, quali l’aumento demografico, ingiustizie sociali, conflitti politici, mentre la stessa autorità spirituale cominciava ad assaporare il piacere dei beni mondani.&lt;br /&gt;   Le Crociate, lungi dal portare unità e pace, accelerarono in entrambe le civiltà il processo di frammentazione, e rimangono una ‘macchia’ nella storia della Chiesa perché godettero sorprendentemente di un sincero e pieno appoggio da parte non solo di numerosi papi, ma addirittura di individui considerati santi, e di sapienti. Nel XI secolo si arrivò anche a teorizzare che l’uccisione di infedeli, ossia musulmani, fosse cosa giusta.  La Chiesa cattolica fu la vera grande sconfitta delle Crociate, in quanto dopo di esse si assiste ad una lenta ma inesorabile erosione della sua autorità spirituale e del suo potere temporale nell’ambito della politica e della guerra. I popoli europei infatti fecero sempre meno ricorso al suo giudizio riguardo al trattamento e alla risoluzione delle controversie internazionali. Tale ruolo cominciò ad essere assolto dalle autorità secolari, via via sempre più determinate a rivendicare l’indipendenza del proprio potere politico e a respingere la necessità dell’avallo di Roma, una tendenza che si affermerà definitivamente con la Riforma, per trionfare infine con i sovrani assolutisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bibliografia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. CARDINI, Studi sulla storia e sull’idea di Crociata, Jouvence Roma 1993.&lt;br /&gt;P. PONSOYE, L’Islam e il Graal, SE 1998.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-5096955636288256470?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/5096955636288256470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=5096955636288256470' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5096955636288256470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/5096955636288256470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/02/lislam-la-cavalleria-cristiana-e-le.html' title='L&apos;Islam, la Cavalleria cristiana e le Crociate'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-4996529500864528814</id><published>2008-01-24T07:49:00.000-08:00</published><updated>2008-01-24T07:58:27.675-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><title type='text'>Il viaggio</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il viaggio e` l`educatore dell`uomo e il nido della dignita`.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il viaggio e` il magazzino della ricchezza e il maestro dell`arte.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dal paese dove agli occhi degli uomini sei divenuto vile&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mettiti in viaggio, vanne in un altro luogo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se l`albero si movesse di luogo in luogo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;non patirebbe durezza di sega, ne` crudelta` di scure.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Entro la sua citta` l`uomo sta senza rilievo, &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;entro la sua miniera sta senza valore la gemma.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Al corpo della Terra e al Cielo bisogna guardare:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;questo infatti quando mai sta fermo, e quella quando mai viaggia?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anvari, poeta persiano, (sec. XII)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-4996529500864528814?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/4996529500864528814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=4996529500864528814' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/4996529500864528814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/4996529500864528814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/01/il-viaggio.html' title='Il viaggio'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-2455212586515352368</id><published>2008-01-10T14:56:00.000-08:00</published><updated>2008-01-11T11:14:41.407-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Husayn, a Karbala, nel giorno di Ashurà</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Col Nome di Dio&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’Islam è una fede basata su un messaggio universale, su un indistruttibile senso di fratellanza, su un ideale di giustizia divina valido ovunque e in eterno. Ora, la storia e il destino dell’Islam, e quindi del mondo intero, resterebbero incomprensibili senza la conoscenza della tragedia di Karbala che colpì il terzo imam sciita, Husayn, che alla sottomissione al tiranno (il califfo Yazid) preferì la morte. Ricordiamo le sua parole:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Oh Dio, Tu sai che quanto abbiamo fatto non è stato per brama di potere o per la ricerca di cose effimere, ma per restaurare le pietre miliari della tua religione.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sua sfida ai nemici:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ben lontana è però da noi la viltà! Dio, il Suo Messaggero, i credenti, quelli che sono stati formati da pure mani, le persone onorate e gli uomini dotati di zelo non ci permetteranno mai di preferire l’umiliazione di ubbidire ai vili all’essere uccisi dignitosamente. Sappiate che, nonostante l’esiguo numero dei miei compagni, io combatterò contro di voi.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E’ detto che a Karbala è morto il corpo di Husayn, ma è nato lo spirito di Husayn, e tanti sono gli insegnamenti eterni che si possono trarre da quel tragico evento. Un evento in cui alcuni hanno visto perire il corpo di Husayn: una piccola battaglia perduta, un dettaglio della storia del tutto trascurabile appena accennato nei libri di storia. Hanno visto perire il corpo di Husayn. Gli oppressori avevano vinto a Karbala.&lt;br /&gt;Altri invece hanno visto qualcosa di grandioso, di unico, di irripetibile. Hanno visto sorgere una luce, una forza trascinante, un fascino irresistibile, un coraggio e un ardore indomabili, una straordinaria fede in Dio. Essi hanno visto sorgere lo spirito di Husayn. Husayn ha vinto a Karbala.&lt;br /&gt;L’imam Husayn, esempio eccellente di fede, coraggio, onore, pazienza e resistenza, diede vita a un movimento ispirato da una visione possente e penetrante, ma soprattutto sacro, perché non persegue finalità e obiettivi personali, ma è universale e interessa l’intera umanità nel suo rapporto con il divino. Tale movimento è come un lampo di luce nell’ oscurità, una candela che illumina il difficile cammino nella notte della nostra vita terrena. Il martirio dell’imam Husayn, archetipo della figura del martire e dell’eroe, è il simbolo della lotta contro tutti i tiranni della storia. Questa straordinaria storia epica dell’Islam insegna a rimanere fermi davanti ai governi oppressori e tirannici del mondo.&lt;br /&gt;Il sacrificio di Husayn ha esaltato ancora di più la purezza luminosa e perenne dell’Islam, a dispetto di tutti gli attacchi sia interni che esterni, dei tradimenti, delle prevaricazioni, delle distorsioni, delle ipocrisie, e anche delle umane debolezze e dei peccati dei credenti. Egli ha donato al mondo una lezione di eroismo e sacrificio sulla Via di Dio, un lezione sulla difesa dei valori etici, una lezione sulla lotta per la giustizia e la libertà.&lt;br /&gt;Per questo Husayn rimarrà nei cuori dei giusti per l’eternità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-2455212586515352368?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/2455212586515352368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=2455212586515352368' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/2455212586515352368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/2455212586515352368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/01/husayn-karbala-nel-giorno-di-ashur.html' title='Husayn, a Karbala, nel giorno di Ashurà'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-776338341113394501</id><published>2008-01-08T10:14:00.000-08:00</published><updated>2008-01-11T11:16:48.393-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Oltre il nichilismo e la noia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Col Nome di Dio &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il filosofo tedesco Nietzsche a suo tempo intese il venir meno dei valori tradizionali come “morte di Dio”, filo conduttore per interpretare l’involuzione della storia occidentale nel senso di una decadenza (nel 1888 scriveva che “&lt;em&gt;passo dopo passo più oltre nella decadenza, questa è la mia definizione di progresso&lt;/em&gt;”). Egli interpretò questo processo storico in termini di ‘nichilismo’.&lt;br /&gt;Ma che cos’è il nichilismo? È quella mancanza di senso che subentra quando si ignorano le risposte, che vanno ricercate nella Rivelazione divina, al “perché” della vita e dell’esistenza. Anche il filosofo Sartre, ne &lt;em&gt;L’essere e il nulla&lt;/em&gt; (1943), evidenziava il fatto che, una volta che si nega Dio, la libertà dell’esistere umano implica una ‘nientificazione’ che priva l’essere umano di qualsiasi riferimento esterno, costringendolo a ripiegarsi su se stesso, a essere la propria libertà e il propria nulla interiore.&lt;br /&gt;Il filosofo Franco Volpi utilizza una immagine efficace per descrivere la situazione di incertezza e precarietà dell’uomo contemporaneo che ha voltato le spalle a Dio: “&lt;em&gt;La sua condizione è simile a quella di un viandante che per lungo tempo ha camminato su una superficie ghiacciata, ma che con i disgelo avverte che la banchisa si mette in movimento e va spezzandosi in mille lastroni.&lt;/em&gt;” (F. Volpi, &lt;em&gt;Il nichilismo&lt;/em&gt;, p.3).&lt;br /&gt;È l’intera mentalità moderna a ridursi in definitiva a puro e semplice nichilismo, ad una intrinseca mancanza di principi e di prospettive spirituali, eterne ed atemporali, che viene nascosta dietro una artificiosa ‘realtà di sogno’ contro natura che investe tutti gli ambiti, da quello scientifico a quello politico, da quello economico a quello culturale.&lt;br /&gt;Nel nichilismo l’uomo ha smarrito il senso dell’essere, si è rifugiato tra gli enti materiali o immaginari per stabilirvi la propria dimora, senza però trovarvi la sua felicità. L’Occidente, terra dell’oblio dell’essere e di Dio, rappresenta oggi un tipo di civiltà antireligiosa, antispirituale, che vive di illusioni, ma che possiede purtroppo il devastante potere d’attrazione del vuoto. La società occidentale è, come dice il nome stesso, ‘serale’, ossia avviata al ‘tramonto’, ad una ‘fine’. Lo spettacolo moralmente e spiritualmente desolante offerto oggi dall’Occidente è frutto della graduale e accelerata involuzione che si è verificata nel corso dell’ultimo millennio. La fiducia che l’Occidente aveva riposto nell’uomo e nel suo progressivo dominio sugli enti di natura, divenuti oggi meri materiali della tecnica, sta svanendo. L’Occidente e l’uomo che lo incarna non ha, in sostanza, nessun fine da raggiungere, alcuno scopo da realizzare o senso da compiere.&lt;br /&gt;Lo stato psicologico di fondo di tale tipo d’uomo sembra essere la noia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il filosofo tedesco Heidegger (in &lt;em&gt;Gesamtausgabe&lt;/em&gt;, Bd. 29/30, &lt;em&gt;Die Grundbregriffe der Metphysik&lt;/em&gt;, pp. 140 ss.) distinse tre tipi di noia:&lt;br /&gt;1) il venire annoiato da qualcosa (descritta nell’esempio di una lunga attesa di un treno in una stazione);&lt;br /&gt;2) l’annoiarsi in una situazione (analizzata con riferimento all’esempio del trovarsi insieme per un invito a cena);&lt;br /&gt;3) l’avvertirsi preso dalla noia in quanto un ‘indifferente nessuno’ (ove l’essere annoiato non è riferibile né a un qualcosa di definito, come l’attesa del treno, né ad una determinata situazione nel suo insieme, come può essere l’invito a cena). Questa ultima forma di noia (che risulta tanto più profonda quanto più indeterminato è ciò che annoia) è la più intensa, poiché ciò che annoia non è riferibile né a un elemento individuato, né a una situazione, ma soggiace a tutta l’esistenza del singolo, alla qualità delle sue relazioni con l’esterno e fa da sfondo all’intero assetto sociale e politico della nostra era.&lt;br /&gt;In tutti e tre i tipi (caratterizzati da una intensità progressiva) di noia l’uomo è impegnato ad “ingannare il tempo”, ossia a fuggire da se stesso. Vinti, affascinati o soggiogati dall’istinto materiale, ci si aggrappa alla Terra come fosse l’inizio e la fine di tutto, un semplice astro luogo di contingenti autoriflessioni.&lt;br /&gt;Come uscire da questa situazione di oblio?&lt;br /&gt;La rivoluzione è e deve essere innanzitutto interiore, d’ordine metafisico e spirituale. Si tratta di operare una rottura di livello, cercando di rimettersi in connessione con ordini di realtà quasi del tutto obliati, che possono dar forma e ragion d’essere alla nostra esistenza empirica.&lt;br /&gt;Di fronte all’evento ineludibile della morte, nel breve tempo che ci è concesso vivere non ci resta che anticipare la nostra morte, prepararci ad essa e all’incontro con il Creatore. Noi siamo di passaggio, siamo mortali, provvisori, eppure ci rendiamo conto di essere in qualche modo speciali. Se solo ci lasciassimo guidare dal nostro istinto spirituale, ci renderemmo conto che la nostra natura speciale fa sì che il nostro sguardo si rivolga in maniera naturale dalla Terra verso il Cielo. Vedremmo allora la Terra come un luogo di passaggio, da cui partire verso altri lidi, verso altri orizzonti dello Spirito. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-776338341113394501?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/776338341113394501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=776338341113394501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/776338341113394501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/776338341113394501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/01/oltre-il-nichilismo-e-la-noia.html' title='Oltre il nichilismo e la noia'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-3706830981081056559</id><published>2008-01-04T11:23:00.001-08:00</published><updated>2008-01-11T11:19:22.710-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Chi e cosa sono io? Qual è la realtà di cui le cose che mi circondano sono apparenza?</title><content type='html'>Molti filosofi, intellettuali, scrittori, artisti hanno messo in evidenza, ognuno a suo modo, la crisi, la decadenza, il tramonto della civiltà moderna occidentale.&lt;br /&gt;In questa civiltà sembra esserci un unico modello di vita possibile e auspicabile, quello basato sull’individualismo, sull’edonismo, sull’egoismo, sul successo, sulla vanità, un tipo di vita in cui i rapporti sociali e di lavoro sono basati meramente sull’utilitarismo e l’ambizione.&lt;br /&gt;Ci troviamo a vivere in una forma a suo modo perversa di civiltà, che potrebbe essere colpita, in futuro, da gravi crisi sociali e culturali (forse anche economiche). La prosperità e il benessere, infatti, annoiano. Una noia contro la quale ci si ribella, ad un punto di rottura interiore, sempre più in maniera cieca, anarchica e sovente autodistruttiva. Il cosiddetto benessere provoca stress, nevrosi, depressione, angoscia, frustrazione e altri disturbi mentali che hanno ridotto l’uomo in una stato di infelicità, se non di disperazione latente. La civiltà moderna occidentale (oramai globale) sembra sfumare in un imbarbarimento generale, in una sorta di disgregazione e un prevalere degli aspetti più materiali, istintuali ed egoistici della personalità umana a un livello tale mai noto prima d’ora nella storia conosciuta dell’uomo.&lt;br /&gt;Le cose materiali e le sensazioni di piacere fisico o psico-fisico in realtà non soddisfano mai, perché lo stimolo spirituale, per quanto l’uomo possa ignorarlo, è sempre presente e, frustato, corrode sordamente le fibre del suo cuore. E’ allo stesso tempo il suo inferno e la sua ultima speranza, perché egli può sempre svegliarsi e rendersi conto della vera causa della sua infelicità, e questo è il primo passo verso per chi è in cerca di Dio e di se stesso.&lt;br /&gt;Lo stato di oblio porta sempre con sé un senso di privazione, di vuoto, che rode e che non sarà placato e colmato fino a quando il suo unico, vero oggetto del desiderio, invece di tanti illusori, non sarà riscoperto e ritrovato. Tutti i desideri che l’uomo prova, infatti, e tutti i suoi sforzi e tentativi di strappare soddisfazioni da cose che non possono, per loro natura, soddisfarlo, non sono che segni di una nostalgia profonda di Dio. Il Nome di Dio è scritto indelebilmente nel cuore dell’uomo e, per quanto possa essere velato a causa tutto della negligenza e dell’ignoranza, il suo ricordo non può esserne estinto. Il risveglio del ricordo di Dio in questo cuore che lo ha tenacemente e temerariamente respinto è il primo passo verso la guarigione, la salvezza, la liberazione.&lt;br /&gt;Oggi le cose spirituali sembrano tanto lontani da qualsiasi possibilità di controllo, che perseguirle sembra una impresa troppo incerta perché possa meritare molta attenzione, per cui appare del tutto naturale volgere gli sforzi verso un benessere umano raggiungibile a livello del mondo materiale con l’esercizio della ragione umana.&lt;br /&gt;Non dimentichiamo che sono le nostre idee, o la loro mancanza, la nostra conoscenza o la nostra ignoranza, ciò che siamo e ciò che non siamo, a condizionare i nostri atti, anche se questi a loro volta vengono a rafforzare l’una o l’altra tendenza, allargando alcuni solchi o colmandone altri, offrendo un sostegno più saldo alla conoscenza, o ponendo ulteriori ostacoli sul sentiero.&lt;br /&gt;Non si tratta di negare la realtà del mondo che ci circonda, o delle nostre esperienze, ma dobbiamo considerare tale fenomeno una apparenza, ed una apparenza deve essere un’apparenza di qualcosa. Per cui la domanda che ci dobbiamo porre, in ogni istante della nostra vita, è: “&lt;strong&gt;C&lt;em&gt;hi o che cosa sono io&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;?”. E davanti agli oggetti ed ai fenomeni che costellano la nostra vita, bisogna chiedersi: “&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Qual è la realtà di cui queste cose sono apparenza&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;?”. Nella risposta a queste semplici ma essenziali domande si trova la chiave della verità e della conoscenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-3706830981081056559?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/3706830981081056559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=3706830981081056559' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/3706830981081056559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/3706830981081056559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/01/chi-e-cosa-sono-io-qual-la-realt-di-cui.html' title='Chi e cosa sono io? Qual è la realtà di cui le cose che mi circondano sono apparenza?'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3943485030579488928.post-4614458741451788139</id><published>2008-01-02T13:51:00.000-08:00</published><updated>2008-01-02T13:57:38.272-08:00</updated><title type='text'>Perchè "il Mare della Bellezza"?</title><content type='html'>Ho voluto chiamare il mio blog "il Mare della Bellezza”. Perché questo nome? È il titolo di una splendida poesia…ecco i versi finali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Noi siamo tutti l’onda e Tu il Mare della Bellezza, o Amico.&lt;br /&gt;L’onda è del mare, meraviglierebbe che non fosse del mare.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imam Ruhullah Khomeini&lt;br /&gt;da P&lt;em&gt;oesie scelte&lt;/em&gt;, Il Ponte Bologna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Mare della Bellezza, ovviamente, è Dio...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3943485030579488928-4614458741451788139?l=islamtracieloeterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/feeds/4614458741451788139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3943485030579488928&amp;postID=4614458741451788139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/4614458741451788139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3943485030579488928/posts/default/4614458741451788139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://islamtracieloeterra.blogspot.com/2008/01/perch-il-mare-della-bellezza.html' title='Perchè &quot;il Mare della Bellezza&quot;?'/><author><name>mahdi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15307643845985916373</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='27' src='http://bp0.blogger.com/_vVR5JxZzRWI/R3v_z1XM4OI/AAAAAAAAAAM/1pkCZMgRE0M/S220/11.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
