Alì ibn Abu Talib, cugino e genero del Profeta Muhammad, primo imam per gli sciiti e quarto califfo per i sunniti, nacque nel recinto stesso della Ka’aba, la Casa di Dio, e crebbe sotto la tutela e le cure del Profeta. Fu il primo ad abbracciare la nuova fede. Il Profeta gli diede inoltre in sposa la prediletta figlia Fatima, la Splendente, e di lui disse una volta: «Alì non si separa mai dal Vero, né il Vero da Alì»
L’imam Alì non mancava di alcuna virtù umana e nelle virtù religiose era un esempio perfetto dell’educazione impartita dal Profeta. Era il più sapiente in fatto di cultura e di scienza, e il coraggioso e temuto dei guerrieri. Come sapiente, nell’Islam fu il primo a ricorrere alla dimostrazione deduttiva tramite le proprie disquisizioni scientifiche e discusse filosoficamente le scienze metafisiche. Codificò la grammatica della lingua araba Espose il senso interiore del Corano:
Non esiste versetto coranico che non abbia quattro sensi: l’essoterico (zahir), l’esoterico (batin), il limite (hadd) e il disegno divino (muttala). L’essoterico è per la recitazione orale, l’esoterico per la comprensione interiore e spirituale, il limite stabilisce il lecito e l’illecito, il disegno divino è ciò che Dio si propone di realizzare nell’uomo con ogni versetto.
L'imam Alì fu anche un grande e temuto guerriero. Il suo coraggio era proverbiale e nelle numerose battaglie a cui prese parte mai diede segno di timore o turbamento, e mai volse le spalle al nemico. Mai un uomo che lo avesse sfidato a duello ne uscì vivo. Allo stesso tempo però era noto per la sua magnanimità e per il suo onore: mai uccise il debole, né inseguì i fuggitivi; mai pose mano un assalto di sorpresa e mai negò l’acqua al nemico. Numerose tradizioni narrano la benevolenza di Alì nei confronti dei subalterni, della compassione per i diseredati, della generosità nei loro confronti e del poveri. Amava l’agricoltura, era solito piantare alberi e bonificare terreni incolti.
Alì è un incomparabile scrigno di saggezza e virtù, Porta della Città della Sapienza, come ebbe a dire lo stesso Profeta, ed è davvero difficile riportare in altra lingua la profondità e l’eloquenza dei suoi sermoni e delle sue sentenze.
Il mondo è come il serpente, che è morbido al tatto, ma nel suo ventre v’è il veleno letale. L’ignorante inconsapevole si appassiona a esso, il saggio perspicace se ne tiene lontano.
Quanta ignoranza e ingiustizia sembrano esserci nel mondo. Era oscura. Ricorda Alì:
Le genti del mondo sono come viaggiatori condotti in stato di sonno
E ci esorta:
Cercate sempre la conoscenza, fosse anche agli estremi confini del mondo.
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1 giorno fa
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